Per non perdere la memoria: Ieranto tra mito, storia e lavoro

Per non perdere la memoria: Ieranto tra mito, storia e lavoro

26 Agosto 2026 Off Di Gaetano Milone

Per non perdere la memoria. Un incontro culturale d’eccezione al Circolo Nautico Marina della Lobra di Massa Lubrense con la presentazione del libro di Furio Cascetta e Carlo Roscigno “Ieranto tra storia e mito delle Sirene, con la presentazione del libro Le donne di Ieranto”. Una iniziativa culturale del Fai Campania diventata proprietaria della Baia nel 1987 grazie alla donazione dell’Italsider (la baia nel 2022 fu visitata dall’allora Carlo III d’Inghilterra) ed alla disponibilità del presidente regionale del Fai Michele Pontecorvo Ricciardi.”

“La pubblicazione di questo libro – ha spiegato il prof. Cascetta – Le donne di Ieranto, ha un duplice valore culturale. Da un lato custodire la memoria storica di fatti accaduti su quel territorio, creando una coscienza e una consapevolezza negli amanti di Ieranto, forse ignari di questa pagina triste dello sfruttamento minerario. Dall’altro, rilanciare una nuova stagione di studio e di apprendimento su Ieranto, attraverso un sistema articolato di collaborazioni universitarie. Solo dalla conoscenza del passato è possibile progettare il rilancio e il futuro della baia di Ieranto. Il FAI è un protagonista fondamentale per questa nuova stagione”

“Il prof. Cascetta – ha sottolineato il presidente del Circolo Nautico Marina della Lobra, notaio Giancarlo Iaccarino- ha riportato alla luce una memoria rimossa. Dopo le Sirene del mito e le Janare della tradizione popolare, c’è una terza categoria di donne di Ieranto: le lavoranti. Per oltre cinquant’anni la Baia di Ieranto è stata deturpata dalle cave di calcaree destinato all’Ilva di Bagnoli. Un vero saccheggio del nostro territorio che ha visto soffrire lavoratori e minatori, in gran parte provenienti dalla Sardegna. Attività cessata solo per non convenienza economica e area donata al Fai nel 1986. È un libro prezioso – ha concluso il notaio Iaccarino – che restituisce dignità a una pagina drammatica e ci consegna una consapevolezza più profonda. Ieranto è al tempo stesso un luogo sacro, dove sorgeva il tempio di Atena e dove Omero collocò le Sirene, è un luogo di grande sofferenza e di lavoro durissimo. Da oggi, quando ci recheremo a Ieranto, via terra o via mare, dovremmo farlo con questa doppia consapevolezza: sentire l’eco delle Sirene, il lamento delle lavoranti e, sullo sfondo, la presenza delle Janare. Solo così potremo vivere quell’esperienza in modo davvero profondo” .