“Pascale”, eccellenza nella cura delle neoplasie ovariche
24 Luglio 2026Arriva un riconoscimento europeo per l’istituto di ricovero ricerca cure monospecialistico per i tumori che si traduce in un vantaggio concreto per le donne colpite da tumore ovarico. L’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli entra ufficialmente nella rete dei centri di eccellenza europei per la cura del carcinoma ovarico avanzato grazie alla certificazione rilasciata dalla European Society of Gynaecological Oncology (ESGO), il più autorevole organismo scientifico europeo che definisce gli standard di qualità nella ginecologia oncologica.
Il Pascale è il primo centro del Sud Italia a ottenere questo prestigioso accreditamento, riservato alle strutture che garantiscono livelli di eccellenza non solo nella chirurgia, ma anche nell’organizzazione dell’assistenza, nella ricerca clinica e nella presa in carico multidisciplinare delle pazienti.
Per chi affronta una diagnosi di carcinoma ovarico avanzato, la certificazione ESGO significa poter accedere a un percorso di cura costruito secondo i più rigorosi standard europei, dove ogni fase del trattamento è sottoposta a controlli di qualità e ogni decisione terapeutica viene condivisa da un’équipe multidisciplinare composta da ginecologi oncologi, oncologi medici, radiologi, anatomopatologi, anestesisti, genetisti, nutrizionisti, psicologi e specialisti dedicati.
La qualità della chirurgia rappresenta uno degli elementi più importanti nella prognosi del tumore ovarico. È ormai dimostrato che essere operate in centri ad alta specializzazione aumenta le probabilità di ottenere una rimozione completa della malattia, il principale fattore associato a un miglioramento della sopravvivenza e dell’efficacia delle terapie successive. La certificazione ESGO attesta proprio la capacità del Pascale di garantire questi elevati standard.
Il riconoscimento arriva a tre anni dall’insediamento della Struttura complessa di Ginecologia Oncologica diretta dal professor Vito Chiantera. In questo lasso di tempo sono stati eseguiti oltre 70 interventi chirurgici su pazienti affette da carcinoma ovarico avanzato, molti dei quali caratterizzati da procedure multicompartimentali e ad altissima complessità, possibili solo in centri con competenze altamente specialistiche.
Ma oggi la cura del tumore ovarico non si limita più solo alla chirurgia e alla chemioterapia. Negli ultimi anni la medicina di precisione ha cambiato radicalmente l’approccio terapeutico, consentendo di scegliere i trattamenti in base alle caratteristiche biologiche e molecolari del tumore. Le pazienti vengono sottoposte sempre più frequentemente a test genetici e biomolecolari che permettono di individuare alterazioni, come le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 o il deficit di ricombinazione omologa (HRD), fondamentali per orientare le scelte terapeutiche.
Grazie a queste informazioni è possibile accedere alle terapie target, in particolare agli inibitori di PARP, farmaci innovativi che hanno modificato la storia naturale della malattia in molte pazienti. Utilizzati come terapia di mantenimento dopo la risposta alla chemioterapia, questi medicinali consentono di prolungare in modo significativo il tempo libero dalla malattia e, in molti casi, di migliorare la sopravvivenza. Per pazienti selezionate restano inoltre fondamentali le terapie antiangiogeniche, mentre la ricerca internazionale sta aprendo nuove prospettive con gli anticorpi farmaco-coniugati (ADC), veri e propri “farmaci intelligenti” capaci di colpire selettivamente le cellule tumorali, e con nuove strategie di immunoterapia e combinazioni terapeutiche.
“Disporre di un centro certificato ESGO – sottolinea il manager Maurizio Di Mauro, anche lui medico – significa quindi poter accedere non soltanto a una chirurgia di eccellenza, ma anche a un percorso completo che integra diagnostica molecolare, consulenza genetica, trattamenti innovativi e sperimentazioni cliniche, offrendo alle pazienti le migliori opportunità terapeutiche disponibili secondo gli standard internazionali.
La certificazione ESGO valuta infatti l’intero percorso assistenziale: dalla diagnosi alla chirurgia, dalle terapie farmacologiche al follow-up, fino al supporto nutrizionale, psicologico e riabilitativo. Un modello organizzativo che consente di personalizzare le cure, ridurre le complicanze, migliorare la qualità della vita e assicurare tempi di trattamento appropriati.”
Un altro elemento determinante è rappresentato dalla ricerca scientifica. Negli ultimi tre anni la Ginecologia Oncologica del Pascale ha pubblicato numerosi lavori sul carcinoma ovarico sulle principali riviste internazionali, partecipando e coordinando studi clinici nazionali e internazionali. “Per le pazienti questo significa anche una maggiore possibilità di accedere a protocolli sperimentali, nuovi farmaci e cure innovative spesso prima della loro diffusione nella pratica clinica”.
La certificazione assume inoltre un forte valore sociale per il Mezzogiorno. Per molte donne del Sud Italia significa poter ricevere cure di livello europeo vicino alla propria famiglia, evitando i cosiddetti “viaggi della speranza” verso strutture del Centro-Nord. Ridurre la mobilità sanitaria significa alleggerire il peso economico e psicologico della malattia, consentendo alle pazienti di affrontare il percorso terapeutico nel proprio territorio senza rinunciare all’eccellenza delle cure.
“La certificazione ESGO – conclude il direttore generale del Pascale, Maurizio Di Mauro – rappresenta un risultato di straordinario valore per il nostro Istituto e per l’intera sanità del Mezzogiorno. Essere l’unico centro del Sud Italia ad ottenere questo prestigioso riconoscimento europeo significa offrire alle pazienti percorsi di cura ai più alti standard internazionali, senza la necessità di migrare verso altre regioni. È il frutto di una visione che punta sulla qualità, sull’innovazione, sulla ricerca e sulla capacità di attrarre professionisti di altissimo livello”.
Un traguardo che conferma dunque il ruolo del Pascale come centro di eccellenza nazionale e internazionale nella lotta contro i tumori.
Per la struttura diretta dal professor Vito Chiantera, il riconoscimento rappresenta il punto di arrivo di un intenso lavoro clinico, scientifico e organizzativo, ma soprattutto un nuovo punto di partenza. Entrare nella rete ESGO significa confrontarsi costantemente con i migliori centri europei, condividere innovazioni e offrire alle pazienti un’assistenza in continua evoluzione.
Per le donne che ricevono una diagnosi di carcinoma ovarico avanzato, il messaggio è chiaro: oggi al Pascale possono trovare non solo un centro certificato secondo i più elevati standard europei, ma un luogo dove chirurgia d’eccellenza, medicina personalizzata, ricerca e innovazione lavorano insieme per aumentare le possibilità di guarigione, prolungare la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita.
Europea n riconoscimento europeo per l’istituto di ricovero ricerca cure monospecialisto per i tumori che si traduce in un vantaggio concreto per le donne colpite da tumore ovarico. L’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli entra ufficialmente nella rete dei centri di eccellenza europei per la cura del carcinoma ovarico avanzato grazie alla certificazione rilasciata dalla European Society of Gynaecological Oncology (ESGO), il più autorevole organismo scientifico europeo che definisce gli standard di qualità nella ginecologia oncologica.
Il Pascale è il primo centro del Sud Italia a ottenere questo prestigioso accreditamento, riservato alle strutture che garantiscono livelli di eccellenza non solo nella chirurgia, ma anche nell’organizzazione dell’assistenza, nella ricerca clinica e nella presa in carico multidisciplinare delle pazienti.
Per chi affronta una diagnosi di carcinoma ovarico avanzato, la certificazione ESGO significa poter accedere a un percorso di cura costruito secondo i più rigorosi standard europei, dove ogni fase del trattamento è sottoposta a controlli di qualità e ogni decisione terapeutica viene condivisa da un’équipe multidisciplinare composta da ginecologi oncologi, oncologi medici, radiologi, anatomopatologi, anestesisti, genetisti, nutrizionisti, psicologi e specialisti dedicati.
La qualità della chirurgia rappresenta uno degli elementi più importanti nella prognosi del tumore ovarico. È ormai dimostrato che essere operate in centri ad alta specializzazione aumenta le probabilità di ottenere una rimozione completa della malattia, il principale fattore associato a un miglioramento della sopravvivenza e dell’efficacia delle terapie successive. La certificazione ESGO attesta proprio la capacità del Pascale di garantire questi elevati standard.
Il riconoscimento arriva a tre anni dall’insediamento della Struttura complessa di Ginecologia Oncologica diretta dal professor Vito Chiantera. In questo lasso di tempo sono stati eseguiti oltre 70 interventi chirurgici su pazienti affette da carcinoma ovarico avanzato, molti dei quali caratterizzati da procedure multicompartimentali e ad altissima complessità, possibili solo in centri con competenze altamente specialistiche.
Ma oggi la cura del tumore ovarico non si limita più solo alla chirurgia e alla chemioterapia. Negli ultimi anni la medicina di precisione ha cambiato radicalmente l’approccio terapeutico, consentendo di scegliere i trattamenti in base alle caratteristiche biologiche e molecolari del tumore. Le pazienti vengono sottoposte sempre più frequentemente a test genetici e biomolecolari che permettono di individuare alterazioni, come le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 o il deficit di ricombinazione omologa (HRD), fondamentali per orientare le scelte terapeutiche.
Grazie a queste informazioni è possibile accedere alle terapie target, in particolare agli inibitori di PARP, farmaci innovativi che hanno modificato la storia naturale della malattia in molte pazienti. Utilizzati come terapia di mantenimento dopo la risposta alla chemioterapia, questi medicinali consentono di prolungare in modo significativo il tempo libero dalla malattia e, in molti casi, di migliorare la sopravvivenza. Per pazienti selezionate restano inoltre fondamentali le terapie antiangiogeniche, mentre la ricerca internazionale sta aprendo nuove prospettive con gli anticorpi farmaco-coniugati (ADC), veri e propri “farmaci intelligenti” capaci di colpire selettivamente le cellule tumorali, e con nuove strategie di immunoterapia e combinazioni terapeutiche.
“Disporre di un centro certificato ESGO – sottolinea il manager Maurizio Di Mauro, anche lui medico – significa quindi poter accedere non soltanto a una chirurgia di eccellenza, ma anche a un percorso completo che integra diagnostica molecolare, consulenza genetica, trattamenti innovativi e sperimentazioni cliniche, offrendo alle pazienti le migliori opportunità terapeutiche disponibili secondo gli standard internazionali.
La certificazione ESGO valuta infatti l’intero percorso assistenziale: dalla diagnosi alla chirurgia, dalle terapie farmacologiche al follow-up, fino al supporto nutrizionale, psicologico e riabilitativo. Un modello organizzativo che consente di personalizzare le cure, ridurre le complicanze, migliorare la qualità della vita e assicurare tempi di trattamento appropriati”.
Un altro elemento determinante è rappresentato dalla ricerca scientifica. Negli ultimi tre anni la Ginecologia Oncologica del Pascale ha pubblicato numerosi lavori sul carcinoma ovarico sulle principali riviste internazionali, partecipando e coordinando studi clinici nazionali e internazionali. “Per le pazienti questo significa anche una maggiore possibilità di accedere a protocolli sperimentali, nuovi farmaci e cure innovative spesso prima della loro diffusione nella pratica clinica”.
La certificazione assume inoltre un forte valore sociale per il Mezzogiorno. Per molte donne del Sud Italia significa poter ricevere cure di livello europeo vicino alla propria famiglia, evitando i cosiddetti “viaggi della speranza” verso strutture del Centro-Nord. Ridurre la mobilità sanitaria significa alleggerire il peso economico e psicologico della malattia, consentendo alle pazienti di affrontare il percorso terapeutico nel proprio territorio senza rinunciare all’eccellenza delle cure.
«La certificazione ESGO – conclude il direttore generale del Pascale, Maurizio Di Mauro – rappresenta un risultato di straordinario valore per il nostro Istituto e per l’intera sanità del Mezzogiorno. Essere l’unico centro del Sud Italia ad ottenere questo prestigioso riconoscimento europeo significa offrire alle pazienti percorsi di cura ai più alti standard internazionali, senza la necessità di migrare verso altre regioni. È il frutto di una visione che punta sulla qualità, sull’innovazione, sulla ricerca e sulla capacità di attrarre professionisti di altissimo livello”.
Un traguardo che conferma dunque il ruolo del Pascale come centro di eccellenza nazionale e internazionale nella lotta contro i tumori e
Per la struttura diretta dal professor Vito Chiantera, il riconoscimento rappresenta il punto di arrivo di un intenso lavoro clinico, scientifico e organizzativo, ma soprattutto un nuovo punto di partenza. Entrare nella rete ESGO significa confrontarsi costantemente con i migliori centri europei, condividere innovazioni e offrire alle pazienti un’assistenza in continua evoluzione.
Per le donne che ricevono una diagnosi di carcinoma ovarico avanzato, il messaggio è chiaro: oggi al Pascale possono trovare non solo un centro certificato secondo i più elevati standard europei, ma un luogo dove chirurgia d’eccellenza, medicina personalizzata, ricerca e innovazione lavorano insieme per aumentare le possibilità di guarigione, prolungare la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita.
da Mondosanità



