Fondazione don Gnocchi: consigli per prevenire il mal di schiena
7 Settembre 2026I professionisti della Fondazione Don Gnocchi indicano sette accorgimenti per ridurre sedentarietà e sovraccarichi e riprendere gradualmente una quotidianità più attiva.
- Interrompere regolarmente la posizione seduta.Non è necessario aspettare che compaia dolore: alternare la seduta alla posizione eretta e a brevi spostamenti aiuta a evitare periodi prolungati di immobilità. Telefonate, pause e piccoli spostamenti possono diventare occasioni per muoversi.
- Adattare la postazione alla persona. Monitor di fronte, a una distanza indicativa di 50-70 centimetri, avambracci sostenuti, piedi appoggiati e sedia regolata in funzione della propria altezza favoriscono comfort e possibilità di movimento. L’obiettivo non è mantenere una postura “perfetta”, ma evitare posizioni scomode protratte nel tempo.
- Variare posizione durante la giornata. Anche una postazione ergonomicamente ben organizzata non sostituisce il movimento. Alternare frequentemente le posizioni riduce il tempo trascorso immobili e permette di distribuire diversamente i carichi.
- Inserire vere “pause attive”. Alzarsi, camminare per qualche minuto, mobilizzare collo, spalle e colonna o compiere semplici esercizi durante la giornata consente di spezzare lunghi periodi di sedentarietà.
- Allenare anche forza e capacità di carico. Per la salute muscolo-scheletrica non conta soltanto “muoversi di più”: un’attività fisica regolare, progressiva e adeguata alle condizioni individuali contribuisce a mantenere forza, mobilità e capacità di affrontare i carichi della vita quotidiana.
- Se compare dolore, evitare l’immobilità prolungata. Nella maggior parte delle lombalgie, compatibilmente con intensità e caratteristiche dei sintomi, è indicato mantenersi attivi e recuperare gradualmente le normali attività. Il movimento va dosato sulla persona, non eliminato automaticamente.
- Dolore persistente o ricorrente? Meglio una valutazione. Se il disturbo non migliora, tende a ripresentarsi o limita progressivamente le attività, è opportuno un inquadramento professionale. La presenza di perdita di forza, alterazioni importanti della sensibilità o altri sintomi insoliti richiede invece una valutazione clinica tempestiva.



