Fondazione don Gnocchi: consigli per prevenire il mal di schiena

Fondazione don Gnocchi: consigli per prevenire il mal di schiena

7 Settembre 2026 Off Di Pasquale De Rosa

I professionisti della Fondazione Don Gnocchi indicano sette accorgimenti per ridurre sedentarietà e sovraccarichi e riprendere gradualmente una quotidianità più attiva.

  1. Interrompere regolarmente la posizione seduta.Non è necessario aspettare che compaia dolore: alternare la seduta alla posizione eretta e a brevi spostamenti aiuta a evitare periodi prolungati di immobilità. Telefonate, pause e piccoli spostamenti possono diventare occasioni per muoversi.
  2. Adattare la postazione alla persona. Monitor di fronte, a una distanza indicativa di 50-70 centimetri, avambracci sostenuti, piedi appoggiati e sedia regolata in funzione della propria altezza favoriscono comfort e possibilità di movimento. L’obiettivo non è mantenere una postura “perfetta”, ma evitare posizioni scomode protratte nel tempo.
  3. Variare posizione durante la giornata. Anche una postazione ergonomicamente ben organizzata non sostituisce il movimento. Alternare frequentemente le posizioni riduce il tempo trascorso immobili e permette di distribuire diversamente i carichi.
  4. Inserire vere “pause attive”. Alzarsi, camminare per qualche minuto, mobilizzare collo, spalle e colonna o compiere semplici esercizi durante la giornata consente di spezzare lunghi periodi di sedentarietà.
  5. Allenare anche forza e capacità di carico. Per la salute muscolo-scheletrica non conta soltanto “muoversi di più”: un’attività fisica regolare, progressiva e adeguata alle condizioni individuali contribuisce a mantenere forza, mobilità e capacità di affrontare i carichi della vita quotidiana.
  6. Se compare dolore, evitare l’immobilità prolungata. Nella maggior parte delle lombalgie, compatibilmente con intensità e caratteristiche dei sintomi, è indicato mantenersi attivi e recuperare gradualmente le normali attività. Il movimento va dosato sulla persona, non eliminato automaticamente.
  7. Dolore persistente o ricorrente? Meglio una valutazione. Se il disturbo non migliora, tende a ripresentarsi o limita progressivamente le attività, è opportuno un inquadramento professionale. La presenza di perdita di forza, alterazioni importanti della sensibilità o altri sintomi insoliti richiede invece una valutazione clinica tempestiva.