Nursing Up, confronto impietoso Italia-Europa: dati internazionali shock sulla sicurezza clinica
30 Maggio 2026Non si tratta più soltanto di carenza di personale, ma di una deviazione strutturale dagli standard internazionali di sicurezza clinica. È quanto emerge dall’analisi del Nursing Up basata sui dati della recente indagine OMS Europa MeND Survey e sulle evidenze dello Studio BENE (2025/2026).
I numeri descrivono un divario sempre più marcato tra l’Italia e i principali sistemi sanitari europei.
• Standard europeo (RN4CAST): la letteratura scientifica indica come soglia di sicurezza il rapporto di 1 infermiere ogni 6 pazienti nei reparti di degenza ordinaria. Oltre questo limite, il rischio di mortalità a 30 giorni aumenta del 7% per ogni paziente aggiuntivo.
• Dato italiano: le rilevazioni scientifiche evidenziano una media di 1 infermiere ogni 8,1 pazienti, con situazioni che nei turni notturni e in alcune realtà del Mezzogiorno arrivano fino a 1 a 12 e persino 1 a 15.
• Confronto europeo: la Germania ha introdotto i Pflegepersonaluntergrenzen, limiti legali al carico assistenziale che impongono agli ospedali di fermare i ricoveri in assenza di personale sufficiente. In Italia non esiste alcuna tutela analoga.
Il presidente nazionale del Nursing Up, Antonio De Palma, commenta: «Lavorare stabilmente oltre la soglia della sicurezza clinica europea non rappresenta più un’emergenza temporanea, ma una condizione strutturale del nostro Servizio sanitario nazionale. Questo scenario colpisce gli infermieri, esposti a un crescente rischio di burnout, e aumenta i rischi assistenziali per i cittadini, rischi che in molti Paesi europei sono considerati inaccettabili e tutelati dalla legge».
IL CONFRONTO CON L’EUROPA
Mentre l’Italia continua a scontare ritardi organizzativi, altri sistemi sanitari hanno introdotto strumenti avanzati per garantire qualità e sicurezza delle cure.
• Belgio e Olanda: la presenza dei Chief Nursing Officers (CNO) nei vertici ospedalieri consente di adeguare l’organizzazione alla reale disponibilità di personale. In Italia il fenomeno della missed care continua invece a essere alimentato dalla carenza di risorse e da modelli organizzativi poco flessibili.
• Spagna e Regno Unito: infermieri con maggiori competenze prescrittive per presidi e farmaci di uso comune contribuiscono a ridurre i tempi burocratici e a ottimizzare l’assistenza diretta al paziente.
«Quando un infermiere è costretto a gestire il doppio o il triplo dei pazienti previsti dagli standard internazionali – conclude De Palma – aumentano inevitabilmente infezioni correlate all’assistenza, errori terapeutici e cadute dei pazienti. Per questo è necessario introdurre anche in Italia limiti legali al carico assistenziale, come già avviene in altri Paesi europei. La sicurezza dei cittadini e la dignità dei professionisti non possono continuare a pagare il prezzo di una programmazione insufficiente».



