Cardarelli, Cisl Fp e Nursind prorogano lo stato di agitazione: “Pronto soccorso al limite”

Cardarelli, Cisl Fp e Nursind prorogano lo stato di agitazione: “Pronto soccorso al limite”

14 Luglio 2026 Off Di La Redazione

La Cisl Funzione Pubblica di Napoli e il Nursind hanno deciso di prorogare lo stato di agitazione del personale impegnato nel pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli per la mancata convocazione da parte dell’azienda di un “tavolo di confronto necessario per il superamento delle criticità tuttora esistenti e dei relativi rischi legati a prestazioni professionali che si prolungano ben oltre il tempo ordinario”.

In una nota inviata al management dell’azienda, al prefetto e alla Regione, le OOSS contestano la persistenza di una organizzazione che mette a rischio l’offerta di salute ai cittadini. “Siamo arrivati– sottolinea il segretario aziendale Cisl Fp Giovanni Matteo – ad un punto limite, con un iperafflusso di pazienti a cui fa da contraltare un utilizzo improprio e reiterato del personale per tamponare la cronica carenza dello stesso.”

In media, nell’area di pronto soccorso, osservazione breve intensiva, e medicina emergenza ed urgenza del Cardarelli sono presenti circa 140 pazienti, per curare i quali vengono continuamente emanate “disposizioni di servizio – ricorda la Cisl Funzione Pubblica – come la reperibilità del personale, ormai diventata ordinaria, con il conseguente rischio di errori dovuti alla carenze organizzative di chi ha il dovere di governare il servizio”. A questo si unisce una permanenza media in OBI di 3-4 giorni, quasi sempre sulle barelle, in attesa di trasferimento ai reparti, e una violazione continua della privacy dei singoli in conseguenza del sovraffollamento.

“Ormai – conclude il capodipartimento Sanità della federazione Franco Napoli – è stato superato ogni limite di tollerabilità, con una crescita del tasso di burnout ed un aumento delle richieste di trasferimento presso altre unità operative. Di questo passo, si teme la definitiva implosione. Perciò sosteniamo con forza l’esigenza di porre in essere tutte le misure atte a mettere in sicurezza la salute dei pazienti e degli operatori, e non ci fermeremo fino a quando questo obiettivo non sarà raggiunto.”