Marco De Santis, la pandemia un vero incubo per tutti gli sportivi

Marco De Santis, la pandemia un vero incubo per tutti gli sportivi

27 Ottobre 2021 0 Di Pasquale Maria Sansone

Essendo un gioco in cui la tattica è molto importante, ha effetti positivi su concentrazione, riflessi e destrezza. Offre tutti i vantaggi delle attività aerobiche a livello cardiovascolare, respiratorio e metabolico. Migliora velocità, potenza, elevazione, equilibrio e coordinazione motoria.

 In questo sport molti muscoli vengono coinvolti. Prime fra tutti i bicipiti ed i tricipiti delle braccia sottoposti ad un lavoro intenso: battute, bagher, palleggi, schiacciate, ogni movimento rinforza e tonifica, anche gli addominali. Oltre a migliorare l’agilità e l’elevazione, i benefici della pallavolo interessano anche i muscoli delle gambe, polpacci e glutei, rassodati grazie a salti e piegamenti.

Parliamo di sport, Covid e salute con un pallavolista: Marco De Santis.

2018/19: Promozione dalla serie B alla serie A3 con la Franco Tigano Palmi;
2019/20: A3 Franco Tigano Palmi;
2021/22: Serie B Aquila Bronte;

Come ha vissuto e come vive la paura della pandemia, del contagio ed il  notevole disagio legato alle indispensabili severe misure restrittive.

Ricordo quando a marzo 2019, mi trovavo in trasferta a Viterbo, agli inizi della pandemia, e la sera prima della partita, quando io e la mia squadra ci trovavamo in hotel, ci giunse la notizia che la partita sarebbe potuta essere rinviata a causa del Covid, cosa che poi non avvenne e ci ritrovammo a giocare in un palazzetto vuoto la nostra ultima partita prima della ripresa delle attività sportive di squadra, con conseguente interruzione del campionato.
Al momento non nutro particolari preoccupazioni per quanto riguarda la diffusione del virus, essendo molto favorevole alla campagna vaccinale e fiducioso nel buon senso della gente, ma non dimentico che nell’ultima fase prima dello stop e nella prima dopo la ripresa, anche il “semplice” fatto di doversi sottoporsi costantemente a tamponi diventava motivo di ansie.
Certo, tornare a giocare e ritrovare i palazzetti vuoti o quasi a causa delle doverose misure restrittive, non è stato il massimo, ma spero che pian piano, come già si sta facendo, si riesca ad aumentare gradualmente la capienza dei tifosi nei palazzetti fino ad arrivare al 100% e godere pienamente del bello di questo sport.
Quanti danni secondo lei hanno causato allo sport in generale e al volley in particolare le chiusure indiscriminate e la confusa se non cattiva gestione politica?

Purtroppo sia dal punto di vista economico che logistico, la pandemia ha arrecato danni non indifferenti allo Sport in generale. Per quanto riguarda la Pallavolo, che comunque di per sé non è uno sport particolarmente commercializzato, ha sicuramente influito sia economicamente che eticamente, come dicevo rispondendo alla domanda precedente, la “semplice” assenza dei tifosi nei palazzetti è stata una cosa che ha scosso il mondo del volley in generale, perché si sa, giocare per e davanti ai propri tifosi è una cosa unica, ed è grazie alla loro spinta che ognuno di noi riesce a lottare per la propria maglia al fine di conseguire gli obiettivi della società della quale si fa parte.
Quanto valore lei attribuisce al binomio sport salute, quanto è fondamentale l’attività sportiva per il conseguimento e il mantenimento del benessere psicofisico?
Per quanto mi riguarda, lo sport in generale, che sia pallavolo o altro, è un modo per uscire fuori da quella che è la quotidianità, un modo per evadere dalle problematiche di ogni giorno, una distrazione per alcuni, un lavoro per altri. La Pallavolo in particolare come ogni sport di squadra, aiuta nelle relazioni personali, essendo comunque “costretti” ad avere un unione di squadra per fare e star bene.
Ogni anno si conoscono nuove persone provenienti da posti diversi, quindi è anche cultura, è sempre bello confrontarsi con gente diversa, per quanto sia triste ogni anno dover salutare persone alle quali spesso e se si è fortunati, ci si affeziona.

Cosa le ha dato la pallavolo in termini di crescita personale, sociale e professionale?

La Pallavolo mi ha dato una vita nuova, fin da quando ero più piccolo, è grazie a questo sport che ho conosciuto i miei migliori amici.
Sono sempre stato il più piccolo nelle mie squadre, e questo mi ha aiutato a rapportarmi e confrontarmi con gente più grande ed esperta, e questo mi ha permesso di crescere molto sotto il punto di vista personale, di fatti ringrazio i miei compagni di squadra dal primo all’ultimo.
Uno sport come questo non può che giovare alla creazione di rapporti interpersonali che a volte vanno oltre la Pallavolo; a me personalmente ha aiutato parecchio dal punto di vista sociale, ha reso più fluida la mia capacità di rapportarmi con le persone, e mi ha tolto un po’ di timidezza che da più piccolo magari mi caratterizzava. Lo sport fa bene, a mente e corpo, per questo noi atleti viviamo nella speranza che tutta questa situazione legata alla pandemia diventi presto un brutto e lontano ricordo.