Lettera aperta di un non assistito all’Asl Caserta
23 Luglio 2026“Egregio Presidente della Regione Campania,
mi chiamo Maria Addolorata Cecere e le scrivo in qualità di tutrice nonché sorella di Pasquale, uomo di 51 anni affetto, dalla nascita, da Tetraparesi Spastica con tracheostomia e ,da dicembre 2025, anche in alimentazione enterale per cui paziente di III livello ADI. Viviamo a Carinaro (CE) e la nostra l’ASL di appartenenza è quella di Caserta.Con la presente desidero sottoporre alla Sua attenzione la gravissima situazione in cui versano i pazienti, come mio fratello, assistiti attraverso il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) del Distretto Sanitario 18 (Succivo) dell’Asl di Caserta.
Da troppo e sottolineo troppo tempo i pazienti e noi familiari siamo costretti a fare i conti con un’organizzazione inefficiente se non del tutto inesistente, caratterizzata da ritardi nelle prestazioni, difficoltà di comunicazione con gli uffici competenti e una gestione che, nei fatti, compromette il diritto alle cure dei pazienti domiciliari GRAVI.
(A voler essere onesti fino in fondo bisogna riconoscere che le disfunzioni descritte non sono di esclusivo appannaggio del distretto 18 ndr.)
Particolarmente allarmante è la lungaggine dei tempi necessari per una visita specialistica domiciliare, per l’autorizzazione e la fornitura di presidi sanitari indispensabili alla sopravvivenza e alla dignità dei pazienti non autosufficienti. Ausili quali dispositivi per la nutrizione, per la respirazione e altri strumenti essenziali vengono spesso autorizzati e consegnati con ritardi incompatibili con le condizioni cliniche di chi ne ha urgente bisogno. Per non parlare dell’assistenza medica e sanitaria del tutto inesistente, per cui io per mio fratello mi sono dovuta affidare alle cure PRIVATE di un infermiere specializzato che provvede al controllo ed alla disinfezione delle stomie e di un operatore socio sanitario che provvede all’igiene personale del paziente, operazioni necessarie alla vita ed alla dignità della persona.
È inaccettabile che persone gravemente malate e pazienti in condizioni di elevata fragilità siano costretti ad attendere mesi e non settimane per ricevere dispositivi senza i quali vengono compromesse la continuità assistenziale, la qualità della vita e, in alcuni casi, la stessa sopravvivenza. Tale situazione appare in contrasto con l’articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto fondamentale alla salute, e con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che impongono al Servizio Sanitario Nazionale di garantire, prestazioni appropriate e tempestive ai cittadini.
Le chiedo pertanto di disporre con urgenza un accertamento sulla gestione del servizio ADI nel Distretto Sanitario 18 e dell’intera Asl di Caserta, verificando le cause dei ritardi nelle autorizzazioni e nella consegna dei presidi, le carenze organizzative e le responsabilità eventualmente esistenti.
Le chiedo inoltre di adottare ogni iniziativa necessaria affinché vengano ridotti drasticamente i tempi di autorizzazione e di erogazione dei presidi sanitari, venga potenziato il personale dedicato e sia assicurata un assistenza domiciliare realmente efficiente, tempestiva e rispettosa della dignità dei pazienti.
La salute dei cittadini più fragili non può essere sacrificata a causa di inefficienze burocratiche. Chi dipende quotidianamente da questi servizi non può attendere: ogni ritardo produce sofferenza, aggrava le condizioni cliniche e mina la fiducia nelle istituzioni.
Confido nel Suo autorevole intervento affinché questa situazione venga affrontata con la massima urgenza e affinché siano garantiti i diritti che la legge riconosce ai pazienti e alle loro famiglie.
In attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti.
Maria Addolorata Cecere”.
*Pasquale Persico segretario Smi per Caserta



