Napoli, la rivoluzione dei sentimenti riempie la libreria Iocisto: il manuale “Le parole per dirlo” conquista docenti e studenti
5 Settembre 2026Settembre si apre a Napoli con un clima speciale: affiatamento, visione condivisa, disponibilità a imparare insieme. Un sentimento collettivo che contrasta con la direzione verso cui sembra correre il mondo — quel capitalismo che non ha mai nascosto le sue conseguenze — ma che dimostra come anche un gruppo piccolissimo, quello dell’Associazione La Principessa Azzurra APS, possa generare trasformazione. E ora quel gruppo è diventato un libro. Piccole formiche, si definiscono le autrici: minuscole, ma capaci, insieme, di abitare il mondo. E ieri, alla libreria Iocisto, Le parole per dirlo. Piccolo manuale di educazione ai sentimenti a scuola (Marotta & Cafiero) ha fatto il suo debutto con un laboratorio dedicato a uno dei testi più amati e controversi della tradizione scolastica: la storia di Gertrude. Una miniera di spunti dai quali Mara Fortuna ha tratto l’incipit per il laboratorio di scrittura libera. La sala era piena di docenti contro ogni previsione, il libro è andato a ruba, tutte le copie esaurite, e ciò che ha stupito di più è stata la sua semplicità: pagine costruite soprattutto dalle scritture delle ragazze e dei ragazzi. Ragazzi che troppo spesso i media descrivono come incapaci di parlare, di scrivere, di sentire; violenti, indifferenti, analfabeti emotivi. E che così appaiono quando li incrociamo in strada, sugli autobus, nei bar. Ma non sono così. Lo dimostrano i loro testi: sono spaventati, delusi, soli; hanno paura di non farcela, si disorientano quando si innamorano, cercano amici. Sono, semplicemente, come noi. Il manuale — curato da Paola Borsacchi, Mara Fortuna e Laura Saffiotti — raccoglie anni di pratiche di ascolto, scrittura, autobiografia fotografica, giochi narrativi e strumenti educativi nati nelle scuole napoletane. Un lavoro corale che coinvolge docenti, studenti, attiviste e professioniste impegnate nella costruzione di una scuola capace di nominare ciò che si muove dentro. “Stasera Le parole per dirlo non riesco a trovarle”, ha detto Paola Borsacchi, una delle curatrici, “ma gli abbracci, i sorrisi, le presenze di oggi valgono tutte le notti passate a scrivere, le giornate trascorse a leggere grafie difficili, i momenti di sconforto quando nulla sembrava funzionare in classe con i miei ragazzi difficili”. Un riconoscimento che racconta la verità del lavoro educativo: la fatica, la dedizione, la cura ostinata. E la gratitudine. Un grazie speciale è andato a Laura Saffiotti, che “non ha mollato un attimo”, a Mara Fortuna, guida saggia e paziente, all’editore e scrittore Rosario Esposito La Rossa, che ha creduto nel progetto, all’assessora e pedagogista Maura Striano, che ha incoraggiato le docenti a continuare e ha rivolto ai docenti un invito chiaro: continuare, proseguire questo percorso, dare vita ad altri volumi come questo, perché la scuola ha bisogno di strumenti che mettano al centro la relazione e la cura emotiva. Commoventi gli interventi della giornalista e scrittrice Titti Marrone e di Valentina Flagiello, che ha ricordato la battaglia per sua sorella Arianna, vittima di femminicidio, e il monito a riconoscere i segnali della violenza psicologica. Presenti colleghi e colleghe, le “principesse” dell’associazione, le curatrici hanno ringraziato chi è arrivato nonostante il caldo, chi è venuto da lontano, lettori e le lettrici che sfoglieranno il libro gustando la bellezza delle scritture degli studenti e delle studentesse, gemme preziose nel loro lavoro educativo.



