Legambiente, maglia nera alla Campania per reati contro mare e coste
2 Settembre 2026Ancora un poco invidiabile primato per la Campania che è maglia nera a livello nazionale per reati che colpiscono coste e mare. Nel 2025 sono stati 4008 i reati contestati, per una media di 30 illeciti al giorno.
Codice rosso, in particolare, sul fronte delle illegalità legate alla depurazione e agli scarichi illeciti (1655) pari al 22,6 per cento del totale nazionale. Sono i numeri che emergono dal report ‘Mare Monstrum 2025’ di Legambiente. I dati dicono, inoltre, che le forze dell’ordine e la capitaneria di porto hanno accertato 4744 illeciti amministrativi per un totale di 8746 violazioni, 4087 le persone denunciate, 35 gli arresti e 1094 i sequestri.
Il report è stato presentato alla vigilia dell’anniversario dell’omicidio di Angelo Vasallo, il ‘sindaco pescatore’. Per ricordarlo, sabato 5 settembre a Pollica, nel Cilento, sarà assegnato il premio ‘Angelo Vasallo’, promosso dall’amministrazione locale e da Legambiente. “Nel 16esimo anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo – dice Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente – portiamo all’attenzione dati e storie che raccontano l’assedio, soprattutto del cemento alle nostre coste. Non dobbiamo arretrare di un passo in difesa del mare, anzi rafforzeremo il monitoraggio, il volontariato ambientale e la denuncia attraverso vertenze e campagne di sensibilizzazione. E’ necessario rafforzare – prosegue – il ruolo e le attività dei comuni, della Regione e delle ARPA: bisogna potenziare l’attività di demolizione degli immobili abusivi, non prevedere nuovi condoni, ammodernare e completare il sistema di fognature e depuratori, potenziare l’economia circolare e prevedere sanzioni più severe per la pesca illegale”.
Tra le proposte di Legambiente, finanziare con 100 milioni di euro l’anno il fondo di rotazione, istituito presso Cassa depositi e prestiti, in favore dei Comuni che demoliscono abusi edilizi e destinare 50 milioni l’anno a Procure e Prefetture per l’esecuzione delle sentenze di condanna; rafforzare il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo per ripristinare la legalità, tutelare l’ambiente e garantirne la fruizione pubblica; rilanciare, a livello locale e nazionale, la costruzione e l’adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione, integrando la gestione del ciclo idrico con quella dei rifiuti.



