Liste d’attesa, entra in vigore il Piano 2026-2028
1 Settembre 2026Entra nella fase attuativa il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA) 2026-2028. Il decreto del ministero della Salute del 26 giugno 2026, che adotta il Piano e i relativi allegati, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto. Regioni e Province autonome hanno 120 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento per adottare i rispettivi Piani regionali. Il PNGLA sostituisce quello relativo al periodo 2019-2021 e interviene su prescrizioni, priorità, prenotazioni, appropriatezza e organizzazione dell’offerta assistenziale.
Tra le novità previste vi è l’impegno delle Regioni e delle Province autonome a far confluire nei sistemi dei Centri unici di prenotazione (Cup) tutte le agende di prenotazione, comprese quelle della libera professione intramuraria. L’obiettivo è disporre di una visione unitaria dell’offerta disponibile e rendere più efficace il monitoraggio dei tempi di accesso alle prestazioni.
Il Piano introduce inoltre sistemi di conferma e disdetta delle prenotazioni. I Cup dovranno prevedere strumenti per ricordare agli assistiti la data dell’appuntamento e consentire la conferma o la cancellazione almeno due giorni lavorativi prima dell’erogazione della prestazione. In caso di mancata presentazione senza giustificata disdetta, anche gli assistiti esenti potranno essere tenuti al pagamento della quota ordinaria di partecipazione al costo prevista per la prestazione prenotata e non usufruita.
Un capitolo riguarda l’attività prescrittiva. Per tutte le prestazioni specialistiche ambulatoriali diventano obbligatorie l’indicazione della tipologia di accesso, della classe di priorità e del quesito diagnostico. Per i primi accessi restano confermate le classi U, B, D e P, con tempi massimi rispettivamente di 72 ore, 10 giorni, 30 o 60 giorni e 120 giorni. Il Piano stabilisce che la classe di priorità sia attribuita sulla base del bisogno clinico del paziente e non della disponibilità delle agende.
Per le prestazioni successive al primo accesso, la prescrizione dovrà essere effettuata dallo specialista che segue il paziente, senza rinviarlo al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta per la sola prescrizione del controllo. Le Regioni dovranno adottare modalità organizzative che consentano la prenotazione delle prestazioni successive contestualmente alla prescrizione da parte dello specialista.
Il Piano punta anche a rafforzare l’appropriatezza prescrittiva attraverso un maggiore utilizzo di linee guida, buone pratiche clinico-assistenziali e percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali. L’Istituto superiore di sanità dovrà promuovere la produzione di strumenti di supporto per i professionisti sanitari, con particolare attenzione alle aree che determinano una maggiore pressione sulle liste d’attesa.
Sul fronte dell’offerta, il Piano richiama il ruolo delle strutture territoriali previste dal DM 77, della telemedicina, della farmacia dei servizi e dei nuovi modelli di presa in carico dei pazienti cronici e fragili. È prevista inoltre una maggiore integrazione tra sistema pubblico e privato accreditato e il potenziamento del monitoraggio attraverso la Piattaforma nazionale delle liste d’attesa e i flussi informativi nazionali.



