Inail, riconosce il danno da amianto ma in misura che non consente indennizzo
8 Novembre 2026L’Inail riconosce la malattia professionale causata dall’esposizione all’amianto, ma attribuisce al lavoratore una percentuale di danno talmente bassa da escluderlo dal diritto all’indennizzo. A rendere nota la vicenda, accaduta a un ex operaio della Sacelit di Volla, è l’Osservatorio nazionale amianto.
Il lavoratore però si è rivolto al Tribunale di Nola e il giudice, sulla base degli accertamenti medico-legali, ha riconosciuto una maggiore gravità delle lesioni e condannato l’Inail al pagamento dell’indennizzo, riconoscendo anche il diritto alle prestazioni del Fondo vittime dell’amianto Nello stabilimento Sacelit, dove per decenni si sono prodotti manufatti in cemento-amianto, anche altri lavoratori si sono ammalati e hanno perso la vita. Per ottenere una valutazione adeguata delle conseguenze della malattia, l’operaio, assistito dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio, ha dovuto rivolgersi al Tribunale di Nola, che ha riconosciuto una percentuale superiore a quella attribuita dall’Inail, condannando l’Istituto a corrispondere l’indennizzo previsto dalla legge.
“Una vicenda che assume un significato ancora più grave – sottolinea il legale – alla luce di un’altra decisione giudiziaria della Corte di Appello di Napoli, che a maggio 2026 ha confermato la condanna della società per la morte di un operaio che lavorava nella stessa squadra dell’uomo protagonista della nuova sentenza”. L’ex operaio ha lavorato nello stabilimento dal 1976 al 1997 e negli anni successivi ha sviluppato lesioni della pleura, tra cui placche e calcificazioni, riconducibili all’esposizione professionale. “Le vittime dell’amianto – ammonisce Bonanni – non possono essere costrette a combattere una seconda battaglia, dopo quella contro la malattia, per ottenere ciò che spetta loro”.


