Il “malaffare” che uccide la sanità Campana
16 Aprile 2026Sanità e “buchi neri”. Pensavamo fossero finite certe “male-pratiche” a danno del sistema sanitario regionale sulle quali alcuni studi legali hanno costruito ingenti fortune. Mi riferisco alla “consuetudine” (oggi calmierata di molto a seguito di pronunce della Suprema Corte) per cui gli avvocati, nell’ambito dello stesso credito vantato nei confronti di Asl e Aorn, presentavano al giudice più decreti ingiuntivi, cosiddetto frazionamento del credito.
Grazie al giochetto-abuso della “moltiplicazione dei decreti per ottenere la soddisfazione del medesimo credito” gli studi legali hanno ottenuto cifre incredibili e, nei casi limite, persino superiori a quelle del credito posto a base dell’azione di recupero.
Tanto il “malcostume” era diffuso che, per farvi fronte, un povero direttore generale – motu proprio – stilò una lista nera relativa agli studi legali che ricorrevano all’azione “moltiplicatoria” e stabilì di non avere rapporti con essi. Poi, molto poi, sono intervenute le pronunce ma, per così dire, “a stalle aperte e a buoi fuggiti”. E, in tutta la regione Campania, si tratta di molti, moltissimi, milioni di “buoi”. Tutti “Buoi” sottratti alla cura dei malati e finiti nelle borse capienti di avvocati e avvocaticchi di pochi scrupoli.
Intanto che queto segmento veniva riportato in area legalità sono sorti o semplicemente hanno trovato maggiore impiego tanti altri “strumenti” per depredare questa autentica “camicia di Mariaccia” (chi la tira e chi la strappa) che è la sanità pubblica: stipendi pagati due volte; fatture pagate due volte; mancate resistenze dell’Ufficio legale di turno (soprattutto per cifre importanti vantate dai creditori l’Azienda) che viene difficile valutarle alla stregua di amnesie, distrazioni o errate pratiche nel lavoro…
Del resto, la fantasia dei predatori dell’Aziende sanitarie quasi perdute non ha limiti. Si spiegano così la pubblicità numerose, appiccicate in punti strategici delle strutture sanitarie, di fiorenti studi legali che ti fanno promesse roboanti (soldi assai) per tutelarti rispetto alla malasanità. A queste, non meno numerose, le inserzioni pubblicitarie dei medesimi studi legali che hanno preso a campeggiare sulla Stampa e sui più comuni mezzi di comunicazione. Per carità, non c’è niente di illegale nel promuovere le proprie attività ma se da queste derivano più di una distorsione, il problema si pone. Nascono anche da questo clima, infatti, vicende dolorose e perniciose per la sanità: la medicina difensiva; i costi esorbitanti delle aziende assicuratrici che o si rifanno, appunto, a contratti salatissimi o rifiutano di operare, costringendo le aziende a scegliere la via “del minor danno” , accantonando riserse proprie con la speranza di riuscire a coprire i costi derivanti da eventuali azioni risarcitorie. E non si tratta eventi minimali come dimostrano le cifre, seppur non precisissime, di riferimento del fenomeno.
Le aziende sanitarie regionali si coprono dai rischi di R.C. professionale con tre modalità (spesso alternative a livello di singola AASS):
1) premi di assicurazione e/o accantonamenti al fondo rischi e oneri:
2) specifici per R.C. professionale (cd. “autoassicurazione”);
3) specifici e/o generici per “cause civili ed oneri processuali”.
Questi oneri nel 2024 pare che abbiano raggiunto, complessivamente, circa 120 milioni di euro, distribuiti soprattutto tra alcune aziende ospedaliere: il Cardarelli con 33 mln di euro cuba quasi 1/3 del totale; segue il Policlinico Federico II con circa 12 mln di euro. L’A.O. dei Colli che, nel 2024, sembra abbia accantonato per autoassicurazione poco più di 4 milioni di euro. La modalità di copertura preferita dalle AASS è quella della autoassicurazione, che cuba circa 80 mln di euro (2/3 del totale). Mentre l’assicurazione R.C. professionale, che copre circa 1/3 del totale oneri, è utilizzata da poche AASS: Policlinici di Napoli, Cardarelli e poche ASL (NA2 e NA3).
Può darsi che negli accantonamenti per rischi ci sia altro: a scorrere i bilanci è però impossibile ricavare maggiori dettagli. Insomma, potrebbe trattarsi di cifre per difetto.



