Laboratori di analisi, Federbiologi: «Serve dialogo con la Regione Campania o il settore andrà al collasso
11 Giugno 2026
Argenziano: “La Delibera 423/25 va sospesa, prorogati e sbloccati i pagamenti. Centralizzare non significa migliorare»
«L’attuale formulazione della delibera 423/25 presenta forti elementi di preoccupazione per il comparto della diagnostica e della sanità territoriale. La spinta verso una centralizzazione forzata rischia di produrre effetti irreversibili sul tessuto economico, occupazionale e sociale». Lo dichiara Elisabetta Argenziano, segretario nazionale di Federbiologi che denuncia come la riorganizzazione rischi di penalizzare i piccoli e medi laboratori di analisi, che rappresentano un presidio fondamentale di prossimità per cittadini e pazienti fragili. «Centralizzare l’offerta – sottolinea Argenziano – non equivale automaticamente a migliorare la qualità del servizio. Se non si tiene conto della realtà produttiva e territoriale dei laboratori, si rischia di favorire concentrazioni e monopoli, cancellando presidi sanitari radicati nelle comunità e mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro».
Federbiologi denuncia, inoltre, una chiusura al dialogo da parte della Regione Campania, nonostante le richieste di confronto avanzate dal comparto. «Da tempo chiediamo un’interlocuzione seria, trasparente e costruttiva – afferma Argenziano – ma la Regione sembra voler procedere senza ascoltare chi ogni giorno garantisce prestazioni essenziali ai cittadini. È un atteggiamento incomprensibile, che alimenta tensione e incertezza in un settore già fortemente provato». A differenza della Sicilia, che ha prorogato al 31 dicembre 2026 il termine per la riorganizzazione dei laboratori di analisi, in Campania non è stata ancora adottata una misura analoga. «Una proroga – spiega Argenziano – consentirebbe alle strutture di adeguarsi ai requisiti senza compromettere la continuità dei servizi territoriali. Chiediamo regole sostenibili, tempi certi e pari dignità per tutti gli operatori». Particolarmente critica è anche la situazione dei rimborsi per le prestazioni di laboratorio erogate nel periodo gennaio-maggio 2026.
In Campania si registrerebbe una forte disomogeneità tra le Asl: alcune avrebbero liquidato gennaio e febbraio a tutte le strutture, mentre altre avrebbero limitato i pagamenti solo ai laboratori con 200.000 prestazioni. «È una disparità assurda e irrazionale – denuncia Argenziano – che sta mettendo in ginocchio molte strutture territoriali. La mancanza di liquidità compromette le attività ordinarie e la possibilità di rispettare gli impegni con dipendenti e fornitori». Federbiologi chiede inoltre il pieno riconoscimento della “rete contratto” come modello alternativo alla centralizzazione proprietaria e all’imposizione del modello hub and spoke. «La rete contratto – afferma Argenziano – consente di raggiungere l’efficientamento richiesto dai volumi minimi di attività, preservando l’autonomia giuridica e gestionale dei piccoli laboratori e salvaguardando i livelli occupazionali». Per queste ragioni, Federbiologi chiede la sospensione del Delibera 423/25, lo sblocco immediato dei pagamenti da parte delle Asl e il riconoscimento definitivo della rete contratto.
«Chiediamo l’attenzione e l’intervento del presidente Fico – conclude Argenziano – per riaprire subito un tavolo di confronto e porre fine a una vertenza che si trascina da anni, aggravando la stabilità del comparto della diagnostica territoriale. Serve ristabilire equilibrio anche rispetto alle farmacie, alle quali è stata concessa la possibilità di effettuare esami di laboratorio, creando una concorrenza percepita come ingiusta verso le strutture specialistiche esistenti. La situazione ha superato la soglia dell’emergenza economica e sta assumendo i contorni di una vera tragedia umana. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire prima che sia troppo tardi».


