Gravidanza e ondate di calore: le raccomandazioni cliniche del policlinico Gemelli

Gravidanza e ondate di calore: le raccomandazioni cliniche del policlinico Gemelli

27 Luglio 2026 Off Di La Redazione

Le ondate di calore rappresentano un fattore di rischio sottovalutato in gravidanza. Le modificazioni fisiologiche che accompagnano la gestazione, dall’aumento del volume ematico ai cambiamenti nella termoregolazione, rendono l’organismo materno particolarmente vulnerabile alle temperature elevate, con possibili ricadute sulla salute materna e fetale documentate dalla letteratura. Un recente comunicato del policlinico Gemelli fa in punto sulle conoscenze e sulle raccomandazioni migliori in questo periodo delicato.

Primo trimestre: iperemesi e disidratazione

Il primo trimestre costituisce una delle fasi di maggiore vulnerabilità. La nausea e il vomito riducono l’idratazione in un contesto in cui aumenta la sudorazione, con rischio di squilibri idroelettrolitici e compromissione delle funzioni cardiovascolare e neurologica. 

L’approccio clinico è scalare: sostanze naturali di prima linea (complessi vitamina B1/B6, preparati a base di zenzero); anti-emetici a base di antistaminici come step successivo; antagonisti della dopamina o della serotonina per via intramuscolare nei casi refrattari; valutazione del ricovero con idratazione endovenosa e nutrizione parenterale nelle disidratazioni severe.

Terzo trimestre: ipotensione, edemi e rischio trombotico

Nel terzo trimestre avanzato, la fisiologica riduzione della pressione arteriosa si somma alla vasodilatazione e alla disidratazione indotte dal caldo, amplificando il rischio di episodi lipotimici con perdita di coscienza e rischio di caduta. La dilatazione periferica favorisce il ristagno ematico agli arti inferiori, con edemi declivi, riduzione della deambulazione e stasi venosa che possono precipitare eventi trombotici. Si sottolinea che le trombosi venose profonde in gravidanza, con il rischio di embolia polmonare potenzialmente fatale, richiedono diagnosi precoce con eco-doppler nelle pazienti con gonfiore, rossore e dolore agli arti inferiori, e avvio tempestivo di anticoagulazione con eparina a basso peso molecolare sotto stretta sorveglianza.

Una conseguenza meno nota della disidratazione nel terzo trimestre riguarda il compartimento fetale. L’equilibrio osmotico tra i tessuti materni e il liquido amniotico fa sì che una deplezione idrica materna significativa possa ridurre il volume del liquido amniotico, con comparsa di oligoidramnios. Questa condizione richiede una sorveglianza più attenta del benessere fetale, poiché compromette la protezione meccanica del feto rispetto ai traumi addominali e alla compressione del cordone ombelicale.

Le raccomandazioni cliniche per la pratica

Sulla base di queste premesse, sono state strutturate 10 raccomandazioni per la gestione della gravidanza durante le ondate di calore:

  1. Intake idrico minimo di 2,5 litri/die di acqua, da monitorare attivamente soprattutto nel terzo trimestre.
  2. Mantenimento dell’attività fisica — passeggiate di almeno 30 minuti a giorni alterni — nelle ore fresche, per sostenere il circolo venoso degli arti inferiori e l’adattamento cardiovascolare.
  3. Limitazione dell’esposizione solare nelle ore centrali e uso di protezione solare ad alto indice, considerando l’iperproduzione di MSH in gravidanza e il rischio di melasma gravidico.
  4. Evitare la stazione eretta o seduta prolungata; quando sedute, mantenere gli arti inferiori in posizione leggermente elevata; preferire ambienti climatizzati.
  5. In caso di voli superiori a 3 ore o viaggi prolungati, mobilizzazione frequente degli arti; valutare profilassi anticoagulante con EBPM in presenza di fattori di rischio trombotico aggiuntivi (sovrappeso, varici).
  6. Calze elastiche da gravidanza nelle pazienti con varici; docce o pediluvi con acqua tiepida-fresca per ridurre la temperatura corporea ed il gonfiore; indumenti leggeri, ampi, in fibre naturali di colore chiaro.
  7. Massaggi drenanti limitati esclusivamente agli arti inferiori (dalla caviglia alla coscia): controindicati su addome e schiena per il rischio di induzione di contrazioni uterine.
  8. Evitare cibi piccanti (aumentano la sudorazione) e bevande contenenti caffeina (effetto diuretico); evitare sbalzi termici da cibi o bevande molto fredde per il rischio di disturbi gastrointestinali.
  9. Dieta mediterranea con prevalenza di frutta, verdura, pesce e carni bianche; limitare i carboidrati raffinati; frazionare i pasti in più spuntini ed evitare pasti abbondanti.
  10. Astensione assoluta dall’alcol in qualsiasi trimestre e in qualsiasi quantità: l’etanolo attraversa rapidamente la placenta per affinità osmotica e raggiunge il feto, con potenziale danno fetale amplificato dalla vasodilatazione indotta dal caldo.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: https://www.doctor33.it/articolo/68314/gravidanza-e-ondate-di-calore-le-raccomandazioni-cliniche-del-policlinico-gemelli