Laure magistrali cliniche, Nursing Up:  ora servono nuovi inquadramenti, ruoli e contratti adeguati

Laure magistrali cliniche, Nursing Up: ora servono nuovi inquadramenti, ruoli e contratti adeguati

30 Settembre 2026 Off Di La Redazione

Sono oltre 3.300 i candidati per appena 759 posti nei nuovi percorsi magistrali infermieristici a indirizzo clinico: più di quattro domande per ogni posto disponibile. Circa il 60% delle candidature riguarda Cure intensive ed emergenza, il 30% Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità; il terzo indirizzo è dedicato alle Cure neonatali e pediatriche.

«Gli infermieri stanno investendo risorse, studio e sacrifici per acquisire competenze cliniche avanzate. Ora il sistema deve costruire ruoli, funzioni e un inquadramento contrattuale capaci di valorizzarle», afferma Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

Il confronto europeo indica una strada già percorsa. Una ricerca pubblicata sul Journal of Advanced Nursing, condotta attraverso le associazioni infermieristiche nazionali di 35 Paesi, rileva che la pratica infermieristica avanzata era già istituita in 20 Paesi, mentre altri dieci stavano lavorando alla sua introduzione. In 14 Paesi il Master’s degree rappresentava il livello minimo richiesto per qualificarsi come Advanced Practice Nurse.

Nei Paesi Bassi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità – Regione Europea, il Nurse Practitioner è stato introdotto nel 1997 e, dopo una sperimentazione nazionale che ne ha ampliato le funzioni anche alla prescrizione di farmaci e a determinate procedure, dal 2018 la piena autonomia prevista per queste figure è stata stabilmente riconosciuta dalla legge. L’OMS Europa riferisce la presenza di oltre 5.000 Nurse Practitioners nel Paese.

«L’Europa non si è limitata a formare professionisti con competenze più elevate: ha creato le condizioni perché quelle competenze potessero essere realmente utilizzate, intervenendo su autonomia, funzioni e responsabilità. È questa la distanza che l’Italia deve colmare», sottolinea De Palma.

A rafforzare questa prospettiva sono anche le evidenze scientifiche. Una meta-analisi pubblicata sull’International Journal of Nursing Studies, basata su 22 studi randomizzati e 7.764 partecipanti, associa gli interventi degli Advanced Practice Nurses a riduzioni significative dei costi sanitari complessivi, dei costi diretti e di ospedalizzazione, oltre che a minori riammissioni e maggiore soddisfazione dei pazienti. Nell’analisi descrittiva degli autori, i costi diretti risultano mediamente inferiori del 12,04% e quelli di ospedalizzazione del 35,53%. Non è poco.