Cisl Fp, la proposta: patto istituzioni-sindacato per migliorare i servizi sanitari delle aree interne

Cisl Fp, la proposta: patto istituzioni-sindacato per migliorare i servizi sanitari delle aree interne

21 Dicembre 2022 Off Di La Redazione

 

Il rilancio dei servizi pubblici, a partire dalla sanità, nella aree interne della Campania è possibile solo se si mette in campo un grande patto tra le istituzioni e il sindacato, nel quale ciascuno è chiamato a dare il proprio contributo di idee, di competenza e di esperienza.

La Funzione Pubblica della Cisl della Campania, guidata da Lorenzo Medici, ha messo a confronto attorno allo stesso tavolo con il leader della federazione nazionale dell’organizzazione Maurizio Petriccioli i sindaci di Avellino Gianluca Festa e Benevento Clemente Mastella, e il direttore generale della Asl irpina Mario Ferrante con l’obiettivo di coinvolgere le varie espressioni pubbliche del territorio in un percorso comune per individuare progetti utili alla sua crescita. Ed ha trovato la totale condivisione delle parti a definire assieme un <patto> per lo sviluppo, che ponga finalmente fine alla tante, troppe carenze di cui soffre questa parte non secondaria della regione.

Petriccioli ha ricordato che “c’è un doppio sistema di diseguaglianze nel paese, tra Nord e Sud e tra grandi realtà ed aree interne da superare, a cominciare dalla sanità”, ribadendo che “il diritto alla salute non può dipendere da dove si nasce”. “Il modello ospedalocentrico, che vede il deserto fuori, non funziona – ha sottolineato il segretario generale – perché non basta solo la cura. Serve la prevenzione, serve la successiva riabilitazione, e questo si fa sul territorio, a cui vanno assicurate non solo case di comunità e quant’altro previsto dal PNRR ma anche il personale necessario. Diciamo al ministro della Salute che come Cisl siamo pronti ad un grande accordo per un piano di assunzioni e di stabilizzazioni, da accompagnare con un percorso di formazione in grado di migliorare ulteriormente il livello di professionalità di medici, infermieri e operatori sociosanitari ai vari livelli, per potenziare la medicina di prossimità”.

Una soluzione condivisa da tutti. Dal numero uno campano della Fp Medici che ha lanciato la sfida di “vincolare i 200 milioni di cui si dispone in più ogni anno, grazie all’inserimento della deprivazione sociale tra i parametri per l’attribuzione delle risorse, per riempire le piante organiche di Asl e ospedali, che hanno perso 10 mila addetti in 10 anni di commissariamento, per attivare tutti i posti letto esistenti, il 40% dei quali non sono utilizzati per mancanza di addetti, per risparmiare i 427 milioni all’anno che versiamo alle altre regioni per la mobilità passiva. Aspettiamo risposte dalla Regione in questo senso. Abbiamo dimostrato più volte che la mobilitazione la sappiamo fare, ma restiamo un sindacato riformista pronto ad ascoltare le controparti ed a lavorare assieme”.

Per i sindaci il percorso delineato va sostenuto. Festa ha detto che “soprattutto nelle aree interne la differenza la fanno le sinergie tra le varie parti pubbliche e le rappresentanze sociali”. Mastella ha aggiunto che “ogni istituzione ha il dovere di non pensare a se stessa, ma deve lavorare, la Regione in primo luogo, per riequilibrare le diseguaglianze crescenti all’interno della Campania, coinvolgendo tutti, enti locali e movimenti organizzati, nelle scelte, come nel caso dell’autonomia differenziata che non può essere una gestione intima tra De Luca e Calderoli”. Ferrante, infine, ha dichiarato “la propria disponibilità ad una grande condivisione con il sindacato, perché da soli non si va da nessuna parte, per potenziare assieme la filiera sanitaria ed il territorio”.