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	<title>EDITORIALE Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>EDITORIALE Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Il ricordo di Bruno Ravera: l’eredità morale di un maestro della medicina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 06:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Ravera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vorrei parlare di tante cose, di pensieri condivisi, di una radice che accomunava me e tanti colleghi a Bruno Ravera&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/il-ricordo-di-bruno-ravera-leredita-morale-di-un-maestro-della-medicina/">Il ricordo di Bruno Ravera: l’eredità morale di un maestro della medicina</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Vorrei parlare di tante cose, di pensieri condivisi, di una radice che accomunava me e tanti colleghi a Bruno Ravera Presidente emerito dell’Ordine dei Medici. Della sua volontà di avermi come parte attiva nella famiglia dell’Ordine di Salerno e della mia incapacità ad accettare il suo invito espresso in una lunga telefonata che si protrasse fino a notte inoltrata. Quella telefonata mise a nudo la solitudine di un uomo forte, perché nella fragilità si rinnova la forza, nel crepuscolo la luce, nella consapevolezza l’umanità. Ravera era il suo prossimo. Era la necessità di condividere idee e progetti. Il suo insegnamento mi ha accompagnato. Non un   processo di depersonalizzazione ma una condivisione che rende possibili e sopportabile molti aspetti della vita professionale.  Mi volle membro nel Comitato Etico dell’ASL Salerno.  Collaboratore di Salerno Medica. rivista dell’Ordine   della quale Ravera era direttore. Tra etica e politica sanitaria componeva un mosaico di attualità e informazione accessibile a tutti. Tanti anni trascorsi insieme… . il tempo, la sua linearità, principio e fine ha reso tutto così breve e incompiuto. La perdita di Bruno Ravera è un grumo che opprime e rende attuale il tempo finito. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">All’atto del mio pensionamento volle dedicarmi la testimonianza dell’uomo e del Presidente che, come una vedetta, aveva a cuore i suoi medici e li accompagnava nel difficile percorso professionale e umano.  Una  mattina di Aprile del 2018 lo vidi inatteso vicino al mio letto nella sala di rianimazione. Sorrise…  mi sentii rassicurato dalla sua presenza. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;"> Ricordando la comune fede cattolica lasciò a me come, credo, a tanti colleghi un testamento morale del quale pubblico un breve stralcio “…non domandarti per  chi suona la campana perché essa suona per te perché tu fai parte dell’umanità” non nel tuo animo, perché i sentimenti di donazione di sé, di umanità, di competenza e l’impegno professionale sono connaturali al tuo essere…”</span></p>
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		<title>Ondate di calore, come difendersi: i consigli dello specialista per un’estate in sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 06:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono le prime ondate di calore, le più pericolose perché ricadono improvvise e intense sui nostri corpi non ancora acclimatati&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/ondate-di-calore-come-difendersi-i-consigli-dello-specialista-per-unestate-in-sicurezza/">Ondate di calore, come difendersi: i consigli dello specialista per un’estate in sicurezza</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Sono le prime ondate di calore, le più pericolose perché ricadono improvvise e intense sui nostri corpi non ancora acclimatati alle alte temperature estive. Siamo stati giustamente allertati dai sistemi di comunicazione del sopraggiungere di un’onda di caldo e di umidità atmosferica eccessiva che ha raggiunto il nostro paese. Tutto in fatto di clima è diventato preoccupante e complesso ai nostri giorni.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dall’inizio del 900 la temperatura della Terra è notevolmente aumentata. Un clima, sostanzialmente, stabile in questi ultimi dieci anni ha iniziato velocemente a modificarsi. Esiste da sempre una ciclicità di fenomeni che indipendentemente dalle azioni devastanti dell’uomo influenzano il clima. Provvidenzialmente, il pianeta sul quale viviamo ha un suo sistema di difesa (foreste, barriera corallina etc.)  equiparabile a un complesso immunitario formato da anticorpi rinvigoriti e specializzati da milioni di anni di lotta contro un clima spesso ostile e contro la vita. Purtroppo, l’opera devastatrice e insensata dell’uomo, lo sfruttamento indiscriminato di queste difese, l’immissione dei gas serra ha  messo in crisi   il rigenerarsi di quanto irrimediabilmente viene distrutto o parzialmente danneggiato. Un modello di sviluppo senza possibilità di ritorno ha alterato il fragile equilibrio climatico favorendo i fenomeni meteorologici estremi: ondate di calore, alluvioni, attese glaciazioni, tornadi, siccità. Sono fenomeni frequenti che provocano lutti e distruzioni.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Come la natura, l’uomo ha la capacità di bilanciare attraverso i meccanismi fisici della termoregolazione la produzione e nel caso specifico, la dispersione del calore corporeo. Si perde il calore eccessivo soprattutto con la sudorazione, la dispersione e la respirazione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quali sono i soggetti maggiormente a rischio nel corso di un’ondata di calore?</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Le età più vulnerabile sono la infantile e la terza età. La prima lo è a causa di una immaturità dei centri di termoregolazione dell’organismo. La terza età a causa di una facile esauribilità degli stessi meccanismi e per una generale presenza di malattie invalidanti come il diabete, l’ipertensione arteriosa o patologie cardiache e respiratorie.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È importante difendersi dagli eccessi climatici, non farsi trovare indifesi e impreparati dalla loro insorgenza e azione ostile. È, altrettanto, importante dedicare una maggiore attenzione a previsioni e allarmi meteorologici divulgati da canali di informazione. Durante i periodi di maggior caldo e umidità e in corso di “ondate di calore” sono da prediligere per svolgere qualsiasi attività non essenziale o per necessità le prime ore del mattino o del tardo pomeriggio. È consigliabile che i bambini giochino all’ aperto nelle ore meno afose. La medesima raccomandazione vale per gli sportivi che dovrebbero adeguare in modo intelligente lo sforzo fisico alle condizioni climatiche.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’ estate è vita, è strada, incontro, narrazione. Un turnover di attività sociale da prediligere passeggiando e sostando in luoghi freschi, alberati e ventilati, possibilmente, lontani dall’ inquinamento delle grandi metropoli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’80% del nostro organismo è acqua. L’ acqua è necessaria alla vita. Una riflessione che lascia comprendere la sacralità dell’elemento e la dipendenza degli esseri viventi da esso. Un elemento che l’eccessivo calore tende rapidamente a sottrarci.  Bere per idratarsi e farlo con acqua semplice, preferibilmente, non gasata o troppo fredda. Mantenersi in forma con un’alimentazione frazionata in più momenti della giornata, con cibi di facile digeribilità. Prediligere frutta e verdura per la loro ricchezza in sali minerali in particolare potassio, magnesio e vitamine del gruppo B. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È tempo di gran caldo, se possibile mettiamoci comodi…indossando tessuti leggeri e traspiranti (lino e cotone) e taglie confortevoli. Occhiali da sole per filtrare i raggi, il cui ultravioletto è nocivo per l’occhio e un cappello con visiera che ripari il capo e la fronte. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Malauguratamente, in caso di malessere generale, pelle senza sudore, secca e arrossata, innalzamento della temperatura corporea, confusione mentale, è decisivo agire portando il soggetto interessato in un posto fresco e ventilato sventagliando e sorvegliando la corretta funzionalità degli organi vitali. In caso di necessità nessuna iniziativa dovrà ritardare un intervento dei mezzi di soccorso e un eventuale trasferimento in Ospedale. Un’ultima attenzione è sulle partenze (poco) intelligenti…</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Malattie rare, queste &#8220;sconosciute&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 06:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Pandemia da Covid-19 e le relative norme di sicurezza hanno condizionato l’attenzione sulle tante malattie non pandemiche ma non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/malattie-rare-queste-sconosciute/">Malattie rare, queste &#8220;sconosciute&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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<div id="avWBGd-236"><span style="font-size: 14pt;">La Pandemia da Covid-19 e le relative norme di sicurezza hanno condizionato l’attenzione sulle tante malattie non pandemiche ma non meno gravi, che ci affliggono, quali  le malattie rare. Queste ultime sono, quasi, scomparse dai programmi e talk schow della comunicazione. Questo articolo è per ricordare che: di malattie rare si vive e, purtroppo, si muore</span><br />
<span style="font-size: 14pt;"> In natura  ciò che è “raro” è eccezionale, imprevedibile, inatteso. Schegge impazzite  che hanno, per un tempo non dato,  la logica dei piccoli numeri. Si ritiene che siano intorno a 8000  le malattie rare accertate (fonte ISS). Una goccia nel mare grande della sofferenza umana.  8000 forse… ma nessuno conosce quale “sarà” la realtà. Tanto rare da diventare visibili a chi ha la disavventura di contrarle,  ma invisibili  all’opinione pubblica e alla  ricerca scientifica lenta   nel codificarle e che appaiono, il più delle volte, sul piccolo schermo della pubblicità solidale   che chiede  una pari dignità  al suo soffrire. L’esperienza  insegna che i numeri sono un divenire. Hanno  una capacità di trasformazione, una diversità della forma che  lascia presagire  un prima e   un dopo con il  quale dovremo confrontarci. Un numero in progressivo aumento asincrono con il tempo e l’interesse della  ricerca e che ha radici profonde  in anomalie genetiche ed epigenetiche, negli stili di vita, nell’habitat e, purtroppo, in cause ignote. Sono malattie “Orfane” perché, spesso, è sconosciuta la  genitorialità, il gruppo d’appartenenza. Non hanno, molto spesso,  terapia specifica o risolutiva ma solo una remissione con farmaci sintomatici. Diagnosticarle non è semplice perchè  la diagnosi iniziale si complica  e approda in un  percorso inatteso. Nel  divenire della scienza il  tempo del malato è l’unica attesa che diviene  speranza, affidamento. Il problema della malattia rara è la rarità  che smuove poco la ricerca ma impegna  la solidarietà sociale affidata, spesso, ad associazioni di volontariato impegnate nel dare  assistenza, informazione e formazione a malato e famiglia e  tentare, a volte, inutilmente, di semplificare i percorsi clinico-assistenziali.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il territorio è sangue e carne. È l’incarnato di un popolo, il suo modo di realizzarsi pur nella molteplicità delle sue contraddizioni. La fragilità del malato, la famiglia rappresentano un insieme di problemi che interrogano società e istituzioni. Molti pazienti vivono di solitudine, in povertà e privazioni. Quale il ruolo della medicina  territoriale e della medicina di famiglia?.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Creare un modello efficiente di presa in carico di quanti a lei affidano le aspettative di salute e benessere. Realizzare una medicina di confronto e opportunità, di associazione, aggregazioni funzionali territoriali, di unità complesse cure primarie, di ospedale di comunità  anello di congiunzione tra ospedale e territorio senza disperdere la individualità del “soggetto” che caratterizza, da sempre, il rapporto medico/paziente.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Concludo questo articolo con  il light-motive del Convegno tenutosi a Napoli il 27 maggio 2017 e organizzato dalla Federazione  Medici di medicina generale: “Uniti e RARI”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Uniti” affinché tutto quanto è “raro” non diventi lontananza, disattenzione ma opportunità di formazione, responsabilità e competenza.         </span></p>
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		<title>Quando si dice l&#8217;appropriatezza prescrittiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Persico*]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 06:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Regione Campania: dalla &#8220;dottoressa podologa&#8221; al &#8220;dottore terapeuta del dolore&#8221;, passando per l&#8217;ortopedico-traumatologo-fisiatra che prescrive terapie come fossero caramelle. La&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Regione Campania: dalla &#8220;dottoressa podologa&#8221; al &#8220;dottore terapeuta del dolore&#8221;, passando per l&#8217;ortopedico-traumatologo-fisiatra che prescrive terapie come fossero caramelle. La ricetta perfetta del caos sanitario.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Nel privato si continua troppo spesso a scaricare sul Medico di Medicina Generale responsabilità che non gli appartengono: piani terapeutici improvvisati, prescrizioni fuori da ogni logica di appropriatezza, certificazioni omesse e il classico &#8220;ci pensi il medico di famiglia&#8221;.</span></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">C&#8217;è chi prescrive tre ciprofloxacin al giorno, chi dopo dodici iniezioni di ceftriaxone, inneggiando all'&#8221;ampio spettro&#8221;, rilancia con dodici compresse di levofloxacina da 500 mg, come se l&#8217;antibiotico-resistenza fosse una leggenda metropolitana e non una delle principali emergenze sanitarie mondiali.</span></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Il problema non è il privato in sé, ma l&#8217;assenza di controlli e l&#8217;arroganza di chi ritiene che le regole valgano sempre per gli altri. Le leggi esistono, le competenze professionali sono definite e le responsabilità sono personali. Non può essere il Medico di Medicina Generale il parafulmine di ogni inappropriatezza prescrittiva.</span></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">La medicina difensiva ha già fatto abbastanza danni; ora rischiamo di assistere alla nascita della medicina deresponsabilizzata, dove tutto è consentito purché sia qualcun altro a doverne rispondere.</span></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">La tutela del paziente passa attraverso il rispetto delle competenze, l&#8217;appropriatezza terapeutica e il coraggio delle istituzioni di intervenire quando si superano i limiti della buona pratica clinica. Perché la salute dei cittadini non può diventare terreno di improvvisazione.</span></div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Chi prescrive risponde delle proprie prescrizioni. Chi visita risponde delle proprie indicazioni. Chi tace diventa complice.</span></div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/quando-si-dice-lappropriatezza-prescrittiva/">Quando si dice l&#8217;appropriatezza prescrittiva</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<item>
		<title>Libera professione, il 75% dei medici chiede un tariffario minimo</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/libera-professione-il-75-dei-medici-chiede-un-tariffario-minimo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=libera-professione-il-75-dei-medici-chiede-un-tariffario-minimo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 15:29:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[ordine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 94,94% chiede chiarezza su pubblicità in ambito sanitario. Il presidente Bruno Zuccarelli: “Essenziale difendere la qualità dell’assistenza”.Pietro Rutigliani, CAO&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/libera-professione-il-75-dei-medici-chiede-un-tariffario-minimo/">Libera professione, il 75% dei medici chiede un tariffario minimo</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Il 94,94% chiede chiarezza su pubblicità in ambito sanitario. Il presidente Bruno Zuccarelli: “Essenziale </strong><b>difendere la qualità dell’assistenza”.</b><strong>Pietro Rutigliani, CAO Napoli: “Regole per tutelare la professionalità e la sicurezza dei pazienti”</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Introdurre un tariffario minimo per le prestazioni libero-professionali. Lo chiede il <strong>75,19%</strong> dei medici e degli odontoiatri che hanno risposto all’indagine conoscitiva promosso dalla Commissione Libera Professione dell’OMCeO Napoli. Un dato che fotografa una richiesta chiara: maggiore tutela del valore professionale, contrasto alla concorrenza al ribasso e strumenti concreti per affrontare un contesto sempre più complesso, nel quale anche la comunicazione sanitaria, soprattutto sui social, rischia di trasformarsi in un terreno senza regole, esposto a messaggi promozionali aggressivi, semplificazioni e pratiche che possono svilire il valore della prestazione professionale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È uno degli elementi presentati stamane nell’Auditorium dell’Ordine, in via Riviera di Chiaia, durante l’incontro dal titolo <strong>“La libera professione: valore costituzionale, sostenibilità, sussidiarietà e futuro”</strong>, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e Provincia. La grande novità è nei dati, che offrono un’istantanea dello stato di salute e delle esigenze dei professionisti partenopei. L’indagine restituisce la voce di una categoria che non chiede solo aggiornamento scientifico, ma anche accompagnamento su aspetti fiscali, previdenziali, assicurativi, deontologici e organizzativi. Tra i dati più significativi, il <strong>62,44%</strong> pone l’aggiornamento fiscale tra gli ambiti da potenziare, mentre oltre <strong>6 professionisti su 10</strong> accendono un campanello d’allarme sull’attuale gestione dei crediti ECM. Forte anche la richiesta di chiarezza sulla comunicazione sanitaria: il <strong>94,94%</strong> ritiene utile o necessario un vademecum o un corso dedicato alla pubblicità in ambito sanitario. Un dato, quest’ultimo, che si lega direttamente al tema dell’equo compenso. In un mercato sempre più condizionato dalla visibilità digitale, dai social network e da forme di promozione non sempre facilmente distinguibili dall’informazione sanitaria, il rischio è che il rapporto fiduciario tra medico e paziente venga indebolito da logiche puramente commerciali. Comunicazione senza regole e concorrenza al ribasso finiscono così per alimentarsi a vicenda: da un lato prestazioni presentate come prodotti da vendere, dall’altro il valore professionale ridotto a prezzo, sconto o promessa di risultato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“Questi numeri non vanno letti come una semplice raccolta statistica, ma come un mandato”, dice <strong>Pietro Rutigliani, presidente CAO Napoli e coordinatore della Commissione Libera Professione OMCeO Napoli</strong>. “I colleghi ci stanno dicendo che la libera professione ha bisogno di regole chiare, tutele effettive e servizi realmente utili. L’Ordine deve essere il luogo dell’ascolto, ma soprattutto della risposta concreta. Il tema del tariffario minimo e quello della pubblicità sanitaria sono strettamente collegati: senza riferimenti chiari, anche la comunicazione rischia di diventare una competizione al ribasso, nella quale non vince la qualità della cura ma la capacità di attrarre attenzione”. L’incontro ha approfondito il ruolo della libera professione sanitaria nel sistema salute italiano, non come modello alternativo al Servizio Sanitario Nazionale, ma come componente integrata e complementare, capace di contribuire alla qualità, alla sostenibilità e all’accessibilità delle cure. Al centro del confronto anche i temi della responsabilità professionale, della previdenza, della governance sanitaria, dei modelli organizzativi e della sussidiarietà tra pubblico e privato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“Difendere la libera professione significa difendere anche la qualità della cura”, aggiunge Rutigliani. “Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di riconoscere il valore di una prestazione professionale fondata su competenza, responsabilità e rapporto fiduciario con il paziente. Per questo il tema dell’equo compenso e di un tariffario minimo riguarda la dignità del lavoro medico e odontoiatrico e, indirettamente, la sicurezza dei cittadini. Lo stesso vale per la pubblicità sanitaria: informare è doveroso, ma promuovere la salute non può significare trasformare la cura in un prodotto da esporre sui social senza criteri deontologici e senza tutela per il cittadino”. Nel corso della giornata sono stati affrontati anche i bisogni emersi dalle risposte aperte al sondaggio: formazione ECM gratuita e accessibile, orientamento su fisco e previdenza, chiarimenti sulle società tra professionisti, contrasto all’abusivismo e maggiore supporto sulla pubblicità sanitaria. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle nuove regole sull’assicurazione RC professionale, ambito sul quale circa <strong>7 professionisti ospedalieri su 10</strong> dichiarano di avere informazioni insufficienti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“L’obiettivo è trasformare l’ascolto in azione”, sottolinea il presidente <strong>Bruno Zuccarelli</strong>. “La Commissione Libera Professione continuerà a lavorare per costruire strumenti pratici, occasioni formative e percorsi di tutela. Questo appuntamento non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un lavoro strutturato per rendere l’Ordine sempre più vicino ai professionisti e più autorevole nella difesa della qualità della sanità”. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, <strong>Bruno Zuccarelli</strong>, presidente OMCeO Napoli; <strong>Pietro Rutigliani</strong>, presidente CAO Napoli e coordinatore della Commissione Libera Professione OMCeO Napoli; <strong>Marta Schifone</strong> parlamentare; <strong>Alberto Oliveti</strong> presidente ENPAM; <strong>Carlo Ghirlanda</strong> per delega di Corrado Bondi (presidente nazionale ANDI); <strong>Silvestro Scotti</strong> segretario generale nazionale FIMMG; <strong>Pierino Di Silverio</strong> segretario nazionale Anaao Assomed <b>e Antonio De Falco</b> segretario regionale CIMO Fesmed.</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/libera-professione-il-75-dei-medici-chiede-un-tariffario-minimo/">Libera professione, il 75% dei medici chiede un tariffario minimo</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>SSN, cosa resterà degli anni &#8217;80</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 06:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[disfatta]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La 833 del 23 dicembre 1978 fu la data della istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Interprete dell’articolo 32 della Costituzione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">La 833 del 23 dicembre 1978 fu la data della istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Interprete dell’articolo 32 della Costituzione garantiva il diritto alla salute a tutti i cittadini.  Un principio solidale che avrebbe tutelato in forma paritaria il singolo e la comunità. Un sistema flessibile capace di adattarsi alle esigenze e a variazioni temporali che caratterizzano salute e benessere: la vita.  Un cambiamento epocale che contrariamente alle aspettativi viene, ancora oggi, lentamente ingabbiato nelle sabbie mobili di un’economia drogata da interessi, dalla strisciante competizione tra pubblico e privato. Un insieme di fatti che hanno compromesso la tenuta del servizio sanitario.   Una sanità in coma…al suo capezzale si avvicendano guaritori, cartomanti, improvvisatori politici, tromboni, potentati economici, le lottizzazioni, la gestione in termini di potere e profitto.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dicono che attraversiamo un momento difficile. Ho vissuto una vita all’ombra del “momento difficile”. Una cantilena ripetuta nel tempo.  Un assioma per abituarci all’idea che senza risorse, dopo averle stornate in altri lidi o sottratte in nome della filosofia del “magna- magna”, la sanità di casa nostra ritenuta, nel passato, tra le prime al mondo per qualità ed efficienza, ha le armi spuntate e non regge al passo con i tempi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Milioni di italiani sono costretti a rinunciare alle cure a causa della  difficoltà economica, dei ticket e dei lunghi tempi di attesa (percepiti come un sopruso) per ricevere un’assistenza specialistica, un’indagine strumentale. Non diversa la condizione ospedaliera dove il personale sanitario è sotto numero. Mancano i posti letto. Le urgenze viaggiano da ospedale a ospedale, da regioni a regioni fino ad approdare per chi può approdare in un privato efficiente e palestrato. I medici e il comparto sanitario battono cassa in preda al burn out. Come pugili suonati lasciano l’Italia per approdare in paesi che della sanità fanno un interesse primario, una ricerca, una tecnologia d’avanguardia, un’attrattiva, una ricchezza economica da reinvestire e rinnovare  il “sistema salute”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">  Una sanità con una pelle aliena a macchia di leopardo ha creato nel tempo un divario tra regioni ricche e quelle economicamente più povere. Favorendo una migrazione sanitaria dal sud verso le regioni del nord.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Immagine iconica è la medicina territoriale. Il medico di famiglia   era garante    delle attese di salute e della fiducia degli assistiti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Convenzionato e indipendente da influenze esterne… presente in varie espressioni garantiva assistenza su tutto il territorio nazionale. Ormai sotto numero, limitata da provvedimenti restrittivi e da lacciuoli burocratici ha perso il primato, il cuore degli italiani. Chi ha le leve del potere e della decisione studia una dipendenza per togliere al medico l’autonomia e al cittadino la facoltà della scelta e della contrattazione. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quel che resta del Sistema Sanitario Nazionale vive nella determinazione dei suoi operatori. Interpreta tra mille trappole il suo primitivo ideale: realizzare   la migliore sanità possibile e garantire una dignitosa ed efficacia assistenza a tutti, in particolare, ai soggetti fragili. Un   ombrello protettivo che vada oltre  i limiti del campanile, le barriere geografiche, sociali, generi ed etnie nel rispetto delle diverse peculiarità regionali.  Chi crede conosce i limiti e i rischi. Ma il S.S.N. come un organismo vivente si rigenera nel tempo per la ricchezza delle sue cellule staminali.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’anima della medicina, la sua giustificazione è l’uomo dell’alternanza dei giorni di vita, sofferenza e morte. Diversamente, tutto quello che facciamo diventa un freddo contenitore che rende meno drammatica la vita.  Questo valore primario “dell’altro” è la base di una metaetica su cui dovremmo riscrivere un nuovo umanesimo.</span></p>
<div class="yj6qo"></div>
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		<title>Viaggiare informati in mare, tra passato e presente…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Pane]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito del blocco della navigazione nello stretto di Hormuz, Teheran sembra avere un problema molto serio: non riesce a localizzare le&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">A seguito del blocco della navigazione nello stretto di Hormuz, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Teheran sembra avere un problema molto serio: non riesce a localizzare le mine navali che ha posizionato lungo lo Stretto. Sarebbe anche questa una delle </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">motivazioni</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> dietro i rallentamenti nella riapertura del canale. A rivelarlo è il New York Times citando funzionari statunitensi, sottolineando che questa situazione è uno dei motivi per cui Teheran non è stata in grado di conformarsi rapidamente alle richieste dell&#8217;amministrazione Trump di consentire un maggiore transito di navi attraverso lo stretto</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e non solo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Nella descrittiva trilogia a </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">puntate cercherò</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di analizzare</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> genesi e sviluppo attuale delle mine navali</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15"> definite mezzi sleali e soprannominate </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">macchine infernali</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">La mina</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">arma Subacquea per eccellenza</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> fu probabilmente introdotta da David Bushnell, l’inventore che cos</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">truì</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> anche il primo vero sottomarino, il Turtle, durante la guerra di indipendenza americana</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">;</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">gli ideò una rudimentale mina galleggiante </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">(</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">un barilotto di polvere da spar</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> munito di una cintura di detonatori a percussione</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e ne abbandonò alla corrente un certo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">numero, contro</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">la squadra inglese radunata alla foce del fiume Delaware. Gli ord</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">igni</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, però, non </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">esplosero</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e fu quasi un secolo dopo, durante la guerra di Crimea, che la</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">mina navale mos</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">tr</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o il suo potenziale. Nel maggio del 1854 fu la </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">cannoniera a ruote inglese </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Merlin la</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> prima nave a incappare in un’arma </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Subacquea</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, messa a protezione di un forte </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">r</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">usso, ma la sua carica era troppo leggera per produrre danni consistenti. Le mine usate </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ai russi appartenevano al tipo messo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">punto dall’</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Ingegnere Moritz Herman Jacobi e avevano detonatori a </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">urtanti</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di piombo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">(tubi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> a parete sottile di questo metallo tenero, che racchiudevano fiale di vetro contenenti acido solforico, a</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> l</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ora volt</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> immersi in una miscela di clorato di potassio e di zucchero</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">; quando venivano colpite</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> da</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> una nave, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l’</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">urtante si deformava, rompendo la fiale: la conseguenza, violenta reazione esotermica faceva detonare la carica. Durante la guerra civile americana, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">i Confederati </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">fece</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ro</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> largo uso anche un tipo meno innovativo di T</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">orpedine (</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a quei tempi le mine </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">static</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">he</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> venivano</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> chiamate così</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, costituit</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> da un p</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">aio</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di damigiane da 20</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">l pien</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di polvere da sparo e collegate mediante una corda di pianofort</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, toccando la quale scattava l’innesco a frizione delle cariche</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">;</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> contenitori </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">erano</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">costituiti</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> da una serie di galleggianti di legno. Gli ingegneri navali confederati si servi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ro</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">no di diversi metodi per innescare </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">far detonare le </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">mine,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> fra cui alcuni artigianali e improvvisati, come dispositivi a scatto che azionavano un moschetto a </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">canna mozza</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, il quale sparava in un barile di polvere, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">grossi pesi equilibrati in modo precario sopra l’ordigno esplosivo, che mettevano in azione </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">un</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> d</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">etonatore</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> a frizione quando venivano spostati. Il modo più efficace</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> fa</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">r</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> scoppiare le mine era esattamente il comando elettrico da terra, anche se il filo isolato</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">le batterie di accumulatori venivano considerate allora merci molto preziose, e i donatori erano cos</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">tituiti</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> da </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">pira</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">li</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di sottile filo di platino sistemati entro pene d’oca riempite di fulminato di mercurio.</span></span></span></p>
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		<title>Vangelo in Salute, la Parola che cura: l&#8217;Ascensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio De Biase]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 07:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensione]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guardare il cielo senza tornare alla vita è una fede incompleta: Cristo sale al Padre per insegnarci a stare sulla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/vangelo-in-salute-la-parola-che-cura-lascensione/">Vangelo in Salute, la Parola che cura: l&#8217;Ascensione</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Guardare il cielo senza tornare alla vita è una fede incompleta: Cristo sale al Padre</strong></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><strong>per insegnarci a stare sulla terra in modo nuovo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’Ascensione del Signore è una delle feste più fraintese del calendario cristiano.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Molti la immaginano come un addio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù che lascia la terra, si allontana, scompare verso il cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">E invece il Vangelo racconta esattamente il contrario:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">non una distanza, ma una presenza nuova.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nel testo di Matteo (28,16-20), proclamato nell’Anno A, non c’è nemmeno la descrizione</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">fisica dell’Ascensione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">C’è un monte, ci sono gli Undici, c’è un incontro.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">E soprattutto c’è una missione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La festa dell’Ascensione non celebra un Cristo assente,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma un Cristo che affida il mondo alle mani fragili dei suoi discepoli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La Galilea è il luogo dell’inizio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il luogo delle chiamate, della quotidianità, delle strade ordinarie.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù li riporta lì, perché la fede non può vivere solo di emozioni straordinarie.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Eppure, davanti al Risorto, il Vangelo annota una frase sorprendente:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Essi però dubitarono.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Hanno visto Gesù vivo,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">eppure il dubbio resta.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È una delle notizie più consolanti del Vangelo:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">la fede autentica non elimina automaticamente ogni incertezza.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La malattia spirituale più diffusa è pensare che credere significhi evadere dalla complessità</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">della vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Come se il cristianesimo fosse una fuga dalla terra verso il cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Ma Cristo non porta i discepoli fuori dal mondo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Li rimanda dentro il mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il Risorto non chiede ai discepoli di restare fermi a contemplare il cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Li mette in cammino.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La fede in salute è sempre dinamica.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Non si chiude nei ricordi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Non vive di nostalgia spirituale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Chi incontra davvero Cristo non può restare immobile.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’Ascensione è una terapia contro la paralisi interiore.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Contro quella fede stanca che aspetta sempre condizioni migliori prima di agire.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù affida la missione a uomini fragili, ancora pieni di paure e dubbi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Questo significa che Dio non aspetta persone perfette.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Chiama persone disponibili.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Mi è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù parla con autorità,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma subito dopo consegna la missione ai discepoli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È impressionante:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dio sceglie di aver bisogno dell’uomo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La nostra fragilità spesso diventa un alibi:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Non sono all’altezza”,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Non sono preparato”,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Non sono abbastanza credente”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Ma il Vangelo dell’Ascensione distrugge questa scusa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">I discepoli stessi erano imperfetti, incerti, spaventati.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Eppure vengono inviati.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La guarigione spirituale nasce quando smettiamo di aspettare di sentirci perfetti</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">e iniziamo a fidarci della chiamata di Dio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il battesimo non è un rito sociale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È immersione nella vita stessa di Dio.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Cristo affida alla Chiesa il compito di generare uomini nuovi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">In un mondo che produce spesso identità fragili, paure croniche e solitudini profonde,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">il Vangelo continua a offrire una vita capace di resistere al vuoto.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù non dice semplicemente “insegnate delle idee”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dice:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La fede non è una teoria astratta.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È uno stile di vita.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La malattia spirituale di molti cristiani è ridurre il Vangelo a cultura religiosa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Sapere molte cose su Dio senza vivere davvero secondo il Vangelo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cristo non cerca esperti di religione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cerca testimoni.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ed ecco l’ultima frase del Vangelo, forse la più importante:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’Ascensione non è assenza.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È una presenza diversa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù non resta accanto ai discepoli come prima,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma entra nella profondità della loro storia.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Questa è la vera medicina della fede:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">sapere che non siamo mai soli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nei giorni luminosi e in quelli pesanti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nelle stagioni della speranza e in quelle del dubbio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cristo continua a esserci.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;">Per riflettere : una fede che torna sulla</span></strong><br />
<strong><span style="font-size: 14pt;">terra</span></strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">La festa dell’Ascensione ci libera da una spiritualità evasiva.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La Parola che cura oggi ci ricorda che il cristianesimo non consiste nel guardare il cielo</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">dimenticando la terra,</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">ma nel vivere la terra con lo sguardo del cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La fede torna in salute quando smette di essere rifugio</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">e diventa missione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quando non si limita a custodire ricordi spirituali,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma genera vita attorno a sé.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quando accetta il rischio del cammino,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">della testimonianza,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">della responsabilità.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cristo sale al Padre,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma non abbandona il mondo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Lo affida a uomini fragili,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">sostenuti da una promessa incrollabile:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Io sono con voi tutti i giorni.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">E questa presenza basta</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">per non avere paura del futuro.</span></p>
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		<title>Vangelo in Salute, la Parola che cura: amare Dio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[La Parola]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dire di amare Dio senza lasciarsi cambiare dall’amore è la più elegante delle illusioni spirituali. La VI Domenica di Pasqua&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/vangelo-in-salute-la-parola-che-cura-amare-dio/">Vangelo in Salute, la Parola che cura: amare Dio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Dire di amare Dio senza lasciarsi cambiare dall’amore è la più elegante delle illusioni spirituali.</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La VI Domenica di Pasqua ci porta nel cuore del grande discorso di addio di Gesù.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Non ci sono miracoli spettacolari, folle da sfamare o segni clamorosi.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> C’è qualcosa di molto più difficile:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> l’amore vissuto nella quotidianità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Il Vangelo di Giovanni (14,15-21) raccoglie parole intime, quasi testamentarie.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Gesù sta preparando i discepoli alla sua assenza visibile.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Sa che verranno giorni di paura, smarrimento, silenzio.</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">E proprio allora pronuncia una frase decisiva:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">“</span><b>Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.</b><span style="font-weight: 400;">”</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Parole semplici.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Ma profondamente controcorrente.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Viviamo in un tempo in cui la parola “amore” viene usata continuamente.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Si ama tutto: persone, oggetti, passioni, idee.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Eppure spesso l’amore resta emotivo, fragile, instabile.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Si confonde il sentimento con la fedeltà.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> L’intensità con la verità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Anche nella fede accade questo.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Si può dire di amare Dio senza lasciarsi realmente trasformare da Lui.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La malattia spirituale che il Vangelo oggi vuole curare è proprio questa:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span> <b>un cristianesimo affettivo ma non concreto</b><span style="font-weight: 400;">.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Una fede che emoziona, ma non converte.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Che consola, ma non cambia la vita.</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.”</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Gesù non collega l’amore alle emozioni,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> ma alla fedeltà.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">I comandamenti non sono catene.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Sono la forma concreta dell’amore.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Perché l’amore vero non resta teoria.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Diventa gesto, scelta, responsabilità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Un genitore ama nei sacrifici quotidiani.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Uno sposo ama nella fedeltà.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Un credente ama nel modo in cui vive.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La fede in salute non si misura dalle parole che diciamo a Dio,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> ma dalle scelte che facciamo davanti agli uomini.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Gesù sa che i discepoli saranno fragili.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Per questo promette:</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">“Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Il Paraclito è il Consolatore, il Difensore, lo Spirito della verità.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Cristo non lascia i suoi orfani.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Non consegna un ideale impossibile da vivere.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Dona una presenza interiore che sostiene il cammino.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Questa è una notizia terapeutica straordinaria:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> la vita cristiana non si regge solo sulla forza umana.</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">C’è uno Spirito che accompagna, illumina, rialza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">“Non vi lascerò orfani.”</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Questa frase tocca una delle ferite più profonde dell’uomo contemporaneo:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> la solitudine.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Mai come oggi siamo connessi,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> eppure spesso interiormente isolati.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Molti vivono circondati da persone ma privi di relazioni vere.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Molti parlano continuamente ma non si sentono ascoltati.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Gesù entra proprio lì.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Nella paura di essere lasciati soli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La fede in salute nasce dalla scoperta che la presenza di Dio non dipende dalle emozioni del momento.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Anche quando non lo sentiamo, Lui resta.</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">“Il mondo non mi vede più; voi invece mi vedrete.”</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Non si tratta degli occhi fisici.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> È lo sguardo della fede.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Ci sono persone che guardano tutto e non vedono nulla.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> E persone che, illuminate interiormente, riconoscono la presenza di Dio nella vita quotidiana.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La malattia spirituale più sottile è vivere senza profondità.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Fermarsi alla superficie delle cose.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Consumare esperienze senza mai abitarle davvero.</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Cristo educa a uno sguardo nuovo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">“In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.”</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Il cristianesimo non è distanza.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> È comunione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Dio non resta esterno all’uomo.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Viene ad abitare dentro la sua vita.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Questa è la vera guarigione spirituale:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> scoprire che non siamo fatti per vivere separati da Dio,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> ma uniti a Lui.</span></span></p>
<h2><span style="font-size: 14pt;"><b>Per riflettere : la fede che prende corpo nella vita</b></span></h2>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">La VI Domenica di Pasqua ci consegna una domanda essenziale:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Il mio amore per Cristo è concreto?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Oppure resta fatto di parole, abitudini, emozioni passeggere?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La Parola che cura oggi ci invita a passare</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> da una fede superficiale</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> a una relazione viva e trasformante.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La fede torna in salute quando l’amore diventa fedeltà quotidiana,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> quando i comandamenti smettono di essere pesi</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> e diventano sentieri di libertà.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Quando si scopre che Dio non abbandona mai i suoi figli,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> ma continua ad abitare la loro storia attraverso lo Spirito.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">E allora anche nei giorni difficili,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> anche nelle prove,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> anche nei silenzi della vita,</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">resta una certezza che sostiene tutto:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>non siamo orfani.</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Cristo continua a camminare con noi,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> dentro di noi,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> attraverso il respiro invisibile del suo Spirito.</span></span></p>
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		<title>Poche risorse per dare salute</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/poche-risorse-per-dare-salute/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=poche-risorse-per-dare-salute</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Corrado Caso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 06:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il management in medicina generale è un viaggio complesso e necessario perché viviamo un tempo di risorse limitate e dal&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Il management in medicina generale è un viaggio complesso e necessario perché viviamo un tempo di risorse limitate e dal futuro incerto. La   richiesta di salute è aumentata ed è opportuno individuare su riferimenti etici e di equità sociale una distinzione tra quanto è necessario e indifferibile e quanto è superfluo e diversamente risolvibile. Non sfugge la complessità del problema, l’importanza di una educazione sanitaria che coinvolga le parti, una consapevolezza disincantata della realtà che attraversiamo, la necessità di favorire   comportamenti adeguati senza cadere nelle trappole della demagogia. Una quadratura necessaria, la più indolore possibile, solo se preceduta e giustificata da strumenti di gestione idonei a una diversa figura di paziente considerata, oggi, da molti analisti utente-cliente di un servizio. C’è in tutto questo una rottura traumatica tra passato e presente, una inversione di tendenza verso una definitiva riscrittura della medicina di famiglia in uno scenario mediatico, caotico tra leggi, linee guida, statistiche, l’invecchiamento della popolazione e la cronicità della malattia. La crisi del servizio sanitario ormai parcellato secondo gli egoismi regionali e la ripartizione delle risorse e della ricchezza da parte di una classe politica che ha smarrito gli obblighi verso una sanità da nord a sud uguale per tutti.  La logica del profitto, l’arroganza del potentato economico è la causa di una crisi di identità   della medicina di famiglia legata alla realtà, all’invecchiamento e a una mancata rigenerazione di giovani medici. Un presente dispnoico e un futuro compromesso vede questi ultimi emigrare verso paesi dove le condizioni economiche e lavorativi sono migliori e favoriscono il divenire professionale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Le   richieste in medicina generale sono un insieme di condizioni complesse che superano il fatto, il semplice interesse per la salute dell’assistito per ricadere pesantemente sulla sfera familiare e sociale. Il management trova un terreno fertile in  un comune senso di responsabilità nella gestione  e  razionalizzazione delle risorse e  nella capacità dell’operatore verso l’uso di sistemi e tecnologie per ottimizzare la prevenzione, l’ascolto anamnestico, la diagnosi con il bagaglio tecnico-strumentale , la terapia con una gestione dei presidi farmacologici e specialistici. Sono momenti distinti ma uniti da un comune denominatore, un legame storico di umanesimo che ha contraddistinto una civiltà antica che guardava l’uomo nella sua integrità. </span></p>
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