Canyon di Positano, rimossi quintali di rifiuti

Canyon di Positano, rimossi quintali di rifiuti

23 Luglio 2020 0 Di Claudio d'Esposito *

Un forte temporale dello scorso inverno ha causato un crollo sulla falesia sotto l’abitato di Nocelle, proprio in un sito utilizzato dagli abitanti del posto per scaricare abusivamente rifiuti.

 

A Positano, a pochi passi dalle spiagge assolate, dalla mondanità e dai vip, esiste una forra selvaggia, con un’atmosfera da giungla amazzonica dove, tra cascate, vitalbe e felci, sopravvivono ancora piante e animali rari ed in via d’estinzione: è il Vallone Porto, la valle più disabitata dell’intera costiera, assolutamente selvaggia, unica, preziosa e da salvaguardare, un geotopo di impareggiabile valore inserito nel contesto geografico della Costiera Amalfitana definita dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Nel canyon è possibile osservare la rarissima Salamandrina dagli occhiali – alamandra terdigitata – specie endemica italiana in via di estinzione, oltre a specie botaniche in rarefazione e indicatrici di condizioni microclimatiche uniche e particolari come Pteris cretica L. – Pteris vittata L. – Carex pendula Huds. – Holoschoenus australis L. Il Vallone Porto inserito a ragione in un Sito di Interesse Comunitario e posto l’interno del Parco Regionale dei Monti Lattari, dieci anni fa rischiò di essere completamente distrutto da assurdi progetti definiti di “mitigazione del rischio idrogeologico”. Se oggi è ancora possibile godere di tale magico ecosistema, che la natura ha realizzato attraverso millenni, è solo grazie alla tenace e battagliera opposizione del WWF e di altre associazioni locali, che trovarono un valido alleato nel sindaco attuale di Positano – Michele De Lucia – che bloccò i lavori di cementificazione voluti dal suo predecessore che su tale vicenda si giocò le rielezioni. I racconti della salamandrina dagli occhiali, delle orrendi rupi, delle cascate, delle antiche felci, della piccola pianta insettivora e delle numerose specie di pipistrelli – hanno fatto convergere nella valle centinaia di turisti, fotografi, giornalisti locali e nazionali, filmakers e registi da tutto il mondo, assieme a scienziati, studiosi, esperti, escursionisti e canyonisti, accorsi a conoscere e ammirare la valle incantata. Eppure anche in questa valle solitaria e nascosta, abitata da un unico “umano”, l’artista poeta Gianni Menichetti, che da quasi mezzo secolo ha posto nel canyon selvaggio la sua dimora, rinunciando agli agi della moderna civiltà e divenendone il custode morale, in tale forra segreta, la presenza devastante dell’uomo si è fatta di nuovo sentire.

Stavolta la minaccia è arrivata dall’alto: un forte temporale dello scorso inverno ha infatti causato un crollo sulla falesia sotto l’abitato di Nocelle, proprio in un sito utilizzato dagli abitanti del posto per scaricare abusivamente rifiuti di ogni genere. Ed è così che oggetti più disparati, prodotti dal consumismo della cosiddetta “civiltà umana”, assieme a plastiche di ogni tipo trascinate dalla pioggia, sono rovinosamente finiti nell’alveo fluviale del Vallone Porto, direttamente nelle pozze che ospitano rane, rospi e salamandrine. A tale proposito un gruppo di volontari attivisti dell’associazione del Panda si è arrampicato nel canyon e, munito di guanti, corde e sacchi, ha provveduto alla pulizia del tratto dell’alveo posto sotto l’abitato di Nocelle.

Non è stato facile recuperare i rifiuti, gran parte giacevano sepolti da terreno e pietre, è stata dura anche per le condizioni geologiche del sito. Abbiamo dovuto scavare per riesumare pezzi di elettrodomestici e di una grossa lavatrice che, cessata la sua funzione di “lavaggio e centrifuga” in qualche casa di Nocelle, abbandonata in natura, era ora programmata ad inquinare le acque e il suolo. L’inquinamento prodotto da tali rifiuti e dalle numerose plastiche sarebbe giunto anche a mare. Abbiamo riempito decine di grossi e pesanti sacchi, tirati su con corde e poi portati in spalla per il lungo e tortuoso sentiero, fino alla strada statale dove operai della ditta Igiene Urbana, incaricati dal comune, hanno successivamente provveduto al recupero e differenziazione dei rifiuti. Ora prevediamo a breve di fare un sopralluogo, assieme all’amministrazione comunale, nella frazione di Nocelle, sulla sponda alta del canyon, per capire chi e come abbia potuto criminosamente sversare tali rifiuti.

*Presidente del WWF Terre del Tirreno