Battipaglia, trasferimento del Poliambulatorio: la UIL FP diffida l’Asl Salerno

Battipaglia, trasferimento del Poliambulatorio: la UIL FP diffida l’Asl Salerno

28 Ottobre 2026 Off Di La Redazione

Si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario la complessa vicenda legata al trasferimento del Poliambulatorio del Distretto Sanitario 65 di Battipaglia. La UIL FP Salerno, attraverso il proprio ufficio legale guidato dall’avv. Piero Ferrara, ha infatti notificato un formale atto di significazione e diffida ad adempiere alla Direzione generale dell’Asl Salerno e al responsabile della Trasparenza dell’Ente.
Al centro della contesa c’è il totale silenzio sollevato dall’Azienda sanitaria attorno al trasloco dei servizi dalla storica sede di via Gonzaga ai nuovi locali della Casa di Comunità in via Fiorignano. Il sindacato aveva già presentato lo scorso 27 luglio 2026 un’istanza di accesso civico generalizzato (FOIA) per visionare le relazioni tecniche, logistiche e organizzative del trasferimento, seguita da una successiva richiesta di riesame a causa della prima mancata risposta. Ad oggi, tuttavia, dall’organo di via Nizza non è giunto alcun riscontro formale.
La mossa dei legali punta a scardinare quella che viene definita come una “condotta omissiva” che creerebbe un pesante vulnus alle prerogative di controllo sindacale. Al di là del classico ricorso amministrativo al TAR, l’atto notificato fa esplicitamente balenare profili di responsabilità ben più stringenti. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono infatti i precisi doveri datoriali e di vigilanza in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (ex D.Lgs. 81/2008): la tesi implicita è che, non ostendendo le carte sulla conformità strutturale dei nuovi plessi, la dirigenza aziendale si assuma una diretta e personale paternità sulla gestione del rischio d’ufficio.
Il caso solleva implicitamente anche interrogativi sull’andamento delle dinamiche di trasparenza all’interno della rete della sanità territoriale, dove gli enti periferici sono chiamati a garantire il massimo rigore istituzionale specialmente sui temi della sicurezza. L’Asl Salerno ha ora 30 giorni di tempo (termine perentorio) per fornire i documenti o per motivare formalmente il diniego. In caso di ulteriore inerzia a metà novembre, lo sblocco della vertenza passerà inevitabilmente per le vie giurisdizionali.