Nel cuore dell’acqua… Tra empirismo ed evidenza scientifica
27 Ottobre 2026Leggevo in uno strano dormiveglia, strappando le pagine al sonno che mi assaliva, un piccolo libro che parlava dell’Ercole della mitologia, del suo passaggio in Etruria. Dal racconto scaturiva la forza del mito che, risvegliando la mia fantasia, animò gli angoli in penombra della stanza. Vidi le pagine prendere forma sulle pareti come su un grande schermo e fui rapito fuori dal tempo e dalla realtà in un’emozione di luci e avvenimenti. Il giorno dopo raccontai agli amici che l’Ercole del mito, quella sera, si era eretto in tutta la forza e, con un urlo che aveva disallineato l’asse della terra, aveva affondato con rabbia il giavellotto che stringeva tra le mani dopo averlo portato all’altezza della spalla: un marmo venato di blu. Con un colpo violento l’aveva infisso profondamente nella terra fino a fecondarne il cuore e dal cuore era scaturita una scheggia d’acqua che colpì il settimo cielo e curvandosi, dalla sommità era ricaduta inondando in un fragore estremo la terra e il mito che ne sancì la paternità divina. Lentamente poi facendo fulcro sui fianchi, si girò togliendomi il respiro. Mi guardò e vidi la sua fronte solcata da tre linee rette profonde e inaccessibili, disegnate da un aratro immaginario. Posai il libro. Lo tenni aperto con le dita della mano come un amico rassicurante.
La storia dell’uomo ippocratico fatta di aria, terra, acqua e fuoco si identifica, innumerevoli volte, con il percorso di un fiume o l’alterno movimento delle onde del mare.
La burocrazia romana catalogò nel grande libro della storia della medicina le acque minerali per caratteristiche e azioni terapeutiche. Corpora non agunt nisi soluta “…tutte le sorgenti calde posseggono attività medicamentose in quanto l’acqua, riscaldata a lungo in sostanze disgreganti, acquista nuove proprietà. Le sorgenti solforose rigenerano le funzioni dei nervi…” scrive Vitruvio osservatore attento dei fenomeni termali. L’acqua salso solfato alcalina cura l’artrosi e il reumatismo. Sul bancone di un ideale farmacia c’è la consapevolezza che la natura con i suoi elementi è il miglior medico : guarisce l’80% delle malattie e …non è pettegola o competitiva nei confronti dei colleghi.
La varietà di acque è una ricchezza provvidenziale per la salute, un fondo senza fine di attività terapeutiche e testimonianze sul loro effetto. Scribonio nell’ incarnato evanescente della canuta vecchiaia somministra al Pretore Milone Gracco le acque pisane e con il pallottoliere del successo raccoglie 50 pietre espulse e la gratificazione del paziente. A poca distanza, chiodo scaccia chiodo, le Fontes Clausinii diluiscono con la loro forza l’ultima “gutta” dalle articolazioni di Cesare Augusto e Orazio. Le Terme diventarono un elemento importante nella vita sociale dei romani e intorno alle terme i romani costruirono le loro ville, le loro giornate.
Il Medioevo, crepuscolare e solitario, è costellato da storie sulla proprietà miracolosa delle acque termali. Perché le storie narrate sono argomento di speranza per esorcizzare la morte nera per peste e la cattiveria degli uomini. I fiumi sacri e le arti termali diventano una teurgia, un incarnato di narrazione e mirabilia. Acqua che scorre animata, acqua che giudica la colpevolezza nelle ordalie. Increduli si parla nelle locande, nel chiuso delle case che i morti ritornano in vita se immersi, i sordi riacquistano l’udito, gli orbi la vista. Grotte, vapori, acque che sgorgano da profonde oscurità, dal magma impazzito in una danza di lingue di fuoco che portano in superficie quanto di più nascosto e impenetrabile esista: il cuore della terra, i suoi umori, il mistero e tutto sembra racchiudersi in una visione mistificatrice. San Gregorio Magno colloca nelle Terme il Purgatorio e in qualità di possessore delle chiavi ridisegna il potere divino dei Papi e in una realtà di acqua e fuoco sprofonda il diacono Simmaco colpevole di aver parteggiato per l’Antipapa.
Ma non è più tempo di favole. Il libro dei cieli resta aperto ma i suoi fenomeni vengono studiati da Galileo con linguaggio matematico e con l’osservazione scientifica. Ora che tutti gli ingredienti sono svelati prende forma un tempo di arte e scienza. Una diversa lettura dei fenomeni libera l’uomo dalle paludi delle credenze, delle capacità e della storia diversificando la realtà dall’ immaginazione. È acqua in movimento che fa sorgere i primi ospedali in prossimità delle Terme e contribuisce a erodere la Civitas Ippocratica Salernitana perfetta integrazione di culture diverse, superba di scienza e veleni ma poco attenta al fenomeno del termalismo. Nella Civitas il termalismo non fu un pilastro portante ma capitolo del libro della vita, di metodi naturali e salubri, di rimedi semplici e fitoterapici.
“L’alba dalle dita rosate (Iliade Omero)” schiarisce i contorni di città di acqua e fuoco che risalgono le pendici del Vesuvio. Città ricche di contraddizioni e dove il fenomeno termale è espressione tra tante di una terra inquieta che rimescola vita e morte, calchi di gesso senza anima, antiche mura vestigia di un passato superbo. È il nuovo giorno! L’ emergente cultura dell’Ateneo partenopeo incoraggia il termalismo tra le popolazioni del puteolano. Sorge una “Scuola Termale” una leggenda termale che si stratifica nel sottosuolo ed evapora con le sue virtù terapeutiche. Scompare e rinasce in mille bolle brucianti e nei soffioni della solfatara. Crea, come testimoniato nelle Familiares di Francesco Petrarca, un consenso di gente di ogni età e sesso. Tra Pozzuoli e Baia c’è il lago d’Averno dove “Caron dimonio con occhi di brace (dall’Inferno di Dante Alighieri) attende le anime dannate e il Cristo medioevale situa la porta dell’Inferno.
Sit finis libris non finis querenti scrisse Thomas Mann al termine del suo romanzo “La montagna delle sette balze”. L’acqua è storia, un’avventura senza fine che si ripete anche ai nostri giorni in chi, nel silenzio di un laboratorio, crede di aver intravisto nelle sue molecole, una strana animazione, una memoria, un codice ideale dove sono trascritti i segreti della vita. Il suo DNA è quanto è in cielo, in terra e sottoterra, forse, è il principio. Quel principio spiato da potenti cannocchiali, da uomini febbrili di sapere alla ricerca dell’acqua come elemento predittivo di una eventuale presenza della vita su altri pianeti.
“L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quelle che andò e la prima di quelle che viene. Così il tempo presente” (Leonardo da Vinci). Il destino dell’uomo è legato a quello delle acque. Il serpente Ouroboros mordendosi la coda racchiude l’universo di tempo e spazio in una trappola circolare e perfetta “perché è simile all’acqua: e muta ogn’anno insieme con la vecchiezza della pelle. Per la qual cosa il tempo facendo ogni anno mutamento nel mondo, diviene giovane”. Passato e futuro sono l’ultima e la prima inesauribile acqua che scorre e diventa un presente inamovibile dalla logica del tempo.
Quanta è la distanza che divide il passato dal presente? Non totalmente il tempo moderno può darcene la misura e rassicurarci che aspettative e circostanze non possano nuovamente mutare l’attenzione e inchiodare l’attesa sulla speranza e sul mistero quando prende atto impotente dei fenomeni dell’esistenza.
La terapia termale è l’insieme di una molteplicità di azioni e credenze che ha fatto discutere uomini di cultura in ogni epoca sulle attese oltre le certezze della scienza.
Voglio aggiungere una nota spiacevole riportando ancora una volta Francesco Petrarca: “…qui si può vedere l’immensa dimora della Sibilla cumana, ormai semidistrutta… (dall’incuria dell’uomo e dalle istituzioni preposte (N.d.A.)



