Anche in “periferia”, cardiologia all’avanguardia

Anche in “periferia”, cardiologia all’avanguardia

27 Giugno 2020 0 Di Giuseppe Manzo

Prosegue nel segno della tecnologia e dell’innovazione la cardiologia dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, nella parte Sud della provincia di Salerno.

 

Sono stati impiantati all’Utic i primi pacemaker e defibrillatori che potranno essere controllati da remoto, confermando il ruolo di riferimento di eccellenza della struttura dell’Asl Salerno nel trattamento delle patologie cardiologiche.

Gli impianti sono stati eseguiti dal dottor Valentino Ducceschi, coadiuvato dall’equipe composta dai tecnici del laboratorio di cardiologia interventistica: Antonio Elia (caposala), Gianfranco Lerro, Gian Luca Di Sevo, Lucio Carotenuto; dai tecnici di radiologia: Antonietta Sacco (coordinatrice TSRM), Antonio Di Lascio, Gerardo Passaro, Aniello Carbone, Filippo Tambasco, Anna Maria Merola.

“Dopo l’impianto, al momento della dimissione – afferma il responsabile dell’Unità Operativa Complessa Utic – Cardiologia, Antonio Aloia –  al paziente è stato fornito un trasmettitore capace di collegarsi al PMK o ICD, e leggere i dati ed i parametri di funzionamento ed inviarli automaticamente ad un sito web centralizzato al quale può accedere in maniera protetta il team clinico. Così, a cadenze prefissate, di norma ogni 3 o 4 mesi, l’équipe sanitaria controlla a distanza il dispositivo impiantato al paziente che sta tranquillamente a casa senza doversi recare in ospedale. In caso di eventi particolari, malfunzionamenti, anomalie dei circuiti e altri allarmi programmati, avviene un invio automatico dell’allarme che sarà notificato allo staff sanitario tramite fax, mail o MSG sul cellulare.

Questo consente di venire a conoscenza della anomalia molto prima del controllo tradizionale, a volte in tempi brevissimi, che mettono al sicuro il paziente. Inoltre in caso di sintomi riconducibili al funzionamento del dispositivo pacemaker o defibrillatore, il paziente stesso, o un parente, può inviare una trasmissione manuale dei dati e poi chiamare il Centro per verificare se qualcosa è accaduto.” Numerosi studi clinici hanno dimostrato che il monitoraggio remoto può ridurre il numero di controlli ambulatoriali tradizionali, senza compromettere la sicurezza del paziente. Inoltre il monitoraggio continuo permette di identificare situazioni a rischio molto precocemente e pertanto di intraprendere iniziative per porvi rimedio prima che degeneri”.

“Da questo momento presso la nostra Unità Operativa – conclude Aloia – saranno impiantati unicamente defibrillatori e pacemaker con tecnologia wireless, in grado cioè di collegarsi senza fili, con la possibilità di essere controllati a distanza attraverso un trasmettitore presente a casa del paziente e collegato al nostro reparto”.