Intervista al presidente “Anardi” Enzo Santonicola
4 Novembre 2026Ho letto con la dovuta attenzione quanto scritto dal Presidente dell’Anardi Enzo Santonicola. Per comprendere fino in fondo il valore e il peso del messaggio farò una breve descrizione dell’Associazione scientifica Anardi. L’Anardi è un ente senza fini di lucro, apartitico e che persegue unicamente finalità di carattere scientifico, culturale e sociale. Fondata nel 1962 è, nel suo genere, una delle Associazioni più antiche d’Italia. La sua implementazione sul territorio e la molteplice varietà di iniziative la rendono vitale e integrata sulla realtà sociale nella quale opera. La medicina dell’Anardi è formazione, prevenzione, confronto e partecipazione alla vita sociale nelle scuole di ogni ordine e grado e in questo nostro tempo così corrusco la salvaguardia dell’ambiente dal fiume Sarno con i suoi affluenti alla martoriata terra dei fuochi che incombe con le sue lingue incandescenti e i suoi fumi velenosi su tutti noi. Era la Campania felix dei Romani oggi predata dal malaffare e da misteriose collusioni. Un acceleratore di massa è il collega Antonio Marfella, Presidente dei Medici per l’Ambiente di Napoli, in prima linea con l’Anardi. Con lui ci auguriamo un clima di intensa collaborazione e iniziative sui fattori di rischio, malattia e morte nella terra dei fuochi. Tempus terribile per un mondo fragile nel quale viviamo realtà e sogno, speranze e sfiducia ma del quale siamo parte integrante. Nessun uomo o luogo è un’isola “fuori” ma siamo immagine iconografica e universale che ci unisce nel girotondo intorno al mondo. Alcuni di noi ricorderanno il gioco dello Spezzacatena. Si giocava nei cortili di casa. Si giocava al profumo della primavera dopo un inverno freddo e ricco di febbri. Oggi ci sono gli Spezzacatene che non giocano ma distruggono la coscienza del bello e del buono e con essa il diritto alla salute e al benessere.
C. Caso– Caro Presidente è scesa una nebbia fitta dove riusciamo a muoverci nell’immediato e l’orizzonte della speranza sembra perduto;
E. Santonicola- Nei momenti difficili noi dobbiamo dare il meglio di noi stessi, chi può diventa una bussola orientata sui valori della vita. Diventiamo un esempio, la proiezione per “I giovani che devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo” scrive Rita Levi Montalcini. Valori nei quali crediamo e con i quali testimoniamo alle generazioni successive il perché vale la pena vivere.
C. Caso– La nostra è una società che ci e si interroga. È attraversata da una violenza ingravescente e, per molti, da una assoluta mancanza di regole …
E. Santonicola-Occorre educare al rispetto verso sé stessi e verso cose e persone. Riscoprendo il valore e ritrovando nella vita quell’intreccio di gioia e dolori, vittorie e sconfitte, amore e odio, bene e male restituendo a ciascuno la responsabilità della scelta, il valore del libero arbitrio che ci rende unici nelle nostre azioni.
C. Caso– Nell’introduzione dicevamo che nessun uomo e un’isola, nessun’isola è fuori. Ci sono doni da riscoprire, ori da purificare e dare il giusto valore: la famiglia, l’amicizia;
E. Santonicola: La famiglia un legame che non ha uguali e durerà nel tempo di un amore infinito. Amiamo i nostri familiari, aiutiamoli, sollecitiamoli nei momenti di debolezza. Un amore silenzioso e concreto. un amore come il piccolo seme che cresce con la conoscenza e la convivenza e, anche, con un sentimento di gratitudine.
C. Caso– Caro Presidente mi riferisco a un comune sentire “Onora tuo padre: e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati…”
E. Santonicola- Amarli nei momenti alterni perché la vita ha la profondità del mare che si rigenera e nella varietà delle forme non è mai uguale a sé stesso ma anche la durezza della roccia da scalare con coraggio. Raggiungere gli obiettivi nonostante gli ostacoli. Tutto diviene possibile se siamo in cordata. Una scalata con amici che risolvono i passaggi difficili di una montagna che raggiunge il settimo cielo.


