Vanvitelli, Cisl-fp: no a cambio coercitivo del contratto

Vanvitelli, Cisl-fp: no a cambio coercitivo del contratto

25 Maggio 2026 Off Di La Redazione

Circa 400 professionisti sanitari dell’azienda Vanvitelli sono sul piede di guerra contro il management che ha adottato una delibera per il passaggio del personale dal contratto di lavoro di comparto applicato fin da quando hanno vinto il concorso bandito dalla Regione Campania nel 2019 a quello dell’istruzione e ricerca. La Cisl Funzione Pubblica di Napoli ha tenuto un’assemblea con tutti i dipendenti per sostenerli in questa battaglia.

“Siamo davanti – ha detto il segretario territoriale della categoria Nino Matteo – ad un atto che non ha alcuna legittimità, perché manca in partenza il consenso di chi dovrebbe passare ad un’altra amministrazione, condizione fondamentale in conseguenza dell’adozione di un atto bilaterale come il Ccnl. Abbiamo inoltrato un ricorso gerarchico alla Direzione Generale della Tutela della Salute della Giunta chiedendo un controllo su quanto sta accadendo e un esposto alla Corte dei Conti per il danno erariale che ne deriverebbe, assieme ad una impugnativa davanti al Tribunale Amministrativo per annullare il provvedimento aziendale. Restiamo tuttora stupefatti – ha concluso Matteo – per una decisione coercitiva che non tiene nemmenoconto del fatto che già l’anno scorso 380 su 400 dipendenti hanno espresso la loro indisponibilità al cambio”.

Nel corso dell’assemblea, i lavoratori hanno di nuovo ribadito la loro posizione annunciando l’impugnativa “in ogni sede giudiziale della deliberazione del 15 aprile scorso se la stessa non verrà immediatamente revocata” e la richiesta del risarcimento dei “danni subìti”.

Il segretario aziendale della Cisl Fp Roberto Crisafulli ha spiegato cosa succederebbe attuando l’atto amministrativo contestato. “Con il passaggio a dipendenti tecnico-amministrativi – ha sottolineato – perderemmo lo stato giuridico attuale, il diritto alla mobilità per eventuali trasferimenti all’interno del sistema, oltre a ulteriori danni importanti sul piano contributivo e su quello fiscale, perché l’università non riconosce alcuni istituti, a partire dalle indennità spettanti a chi fa un lavoro di particolare ed importante impegno come quello ospedaliero”.

Al termine dell’assemblea, la Cisl Funzione Pubblica ha ribadito che di intesa con tutti i lavoratori impegnati in questa vertenza metterà in campo ulteriori iniziative di mobilitazione e di lotta presso i livelli istituzionali se l’azienda deciderà di non ritirare la delibera.