Secondigliano, laurearsi dietro le sbarre
27 Luglio 2026 Off Di La Redazionel’ottimo
Dalla sinergia tra il Polo universitario penitenziario (Pup) e l’Università degli Studi di Napoli Federico II, è scaturita, infatti, la laurea di Joanderson Monaco in Scienze Gastronomiche mediterranee, oltretutto con la votazione di 109/110.
Monaco ha discusso una tesi dal titolo ‘Novel food: sostenibilità, accettazione sociale e prospettive applicative delle colture cellulari’, tema di grande attualità e rilevanza scientifica.
Dopo aver conseguito il diploma nel 2020, Monaco si è iscritto nel 2022 al corso di laurea in Scienze Gastronomiche mediterranee del Polo universitario penitenziario, le cui attività didattiche sono tenute dai docenti del Dipartimento di Agraria dell’Ateneo federiciano presso l’Istituto penitenziario ‘Pasquale Mandato’ di Secondigliano.
Qui ha intrapreso un percorso di studi che coniuga cultura, valorizzazione del territorio e innovazione nel settore gastronomico, distinguendosi fin da subito per il costante impegno, la serietà e gli eccellenti risultati accademici. E proprio in virtù del suo comportamento, Monaco ha ottenuto una misura alternativa alla detenzione ed ha avuto accesso al regime di affidamento ai servizi sociali. Questa opportunità gli ha permesso di proseguire e completare gli studi nella sede di Portici del Dipartimento di Agraria e, parallelamente, ha iniziato un’attività lavorativa, con regolare contratto, in una pasticceria dove mette quotidianamente in pratica le competenze acquisite, svolgendo il proprio lavoro con passione, professionalità e dedizione. “Il polo penitenziario universitario è un’iniziativa di successo per il recupero culturale e sociale di persone che sono in stato di privazione delle libertà – afferma Danilo Ercolini, direttore del Dipartimento di Agraria – e il successo dell’università si registra proprio in questi casi perché si tratta di un reale processo di recupero sociale di una persona che, entrato in contatto con un percorso di formazione all’interno della struttura carceraria, ha deciso di proseguire e completare gli studi. Possiamo dire di aver realmente portato a compimento un’azione di recupero culturale e ciò significa che abbiamo seminato bene e che la società ha la capacità di accogliere un individuo che decide di formarsi e diventare un professionista”. E, contro ogni luogo comune, contro ogni “bollatura”, vi riesce nel migliore dei modi.
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