Sanità Salerno, Fp Cgil: no a innesco polemiche fra sindacati

Sanità Salerno, Fp Cgil: no a innesco polemiche fra sindacati

11 Giugno 2026 Off Di La Redazione

Le recenti dichiarazioni dei sindacati autonomi della medicina convenzionata in merito alla remunerazione prevista per gli infermieri gettonisti impegnati nelle Case della Comunità e negli Ospedali di Comunità, hanno aperto un dibattito ampio, che richiede riflessioni più profonde rispetto alla contrapposizione tra professionisti della sanità innescata dagli uni e alimentata, corporativamente, da altri sindacati autonomi del comparto senza analizzare il cuore del problema.
“È irrituale e quanto mai inopportuno da parte di FIMMG e SUMAI innescare polemiche tra professionisti che quotidianamente operano fianco a fianco per garantire il diritto alla salute dei cittadini” – dichiara il segretario generale  FP CGIL Salerno, Antonio Capezzuto.
“Contraddice il senso stesso di integrazione prevista dal DM 77 che disciplina la medicina territoriale, dove i vari professionisti della sanità sono chiamati a lavorare gomito a gomito, secondo le rispettive specificità.
Il problema non è il riconoscimento economico previsto per gli infermieri che sostanzialmente ricalca la direzione tracciata del CCNL relativamente al lavoro aggiuntivo.
Il problema, sottaciuto anche dai sindacati autonomi del comparto, è che si privatizza ulteriormente il rapporto di lavoro, introducendo la figura dei gettonisti anche nel comparto. Altro lavoro precario e non tutelato, invece, di valorizzare i tanti dipendenti dell’ASL o di sfruttare le maglie più larghe del D.M. 77 sulla possibilità di reclutare altro personale del comparto, stante la vigenza di graduatore attive in Asl che ancora non sono state sfruttate per tutta la loro ampiezza. Insomma, passano ulteriori privatizzazioni con la scusa della fretta di aprire, per sopperire a carenze organizzative più che all’impossibilità di reclutare!
Vi è la necessità di riconoscere adeguatamente l’impegno dei lavoratori dipendenti del comparto estendendo analoghi strumenti di incentivazione delle prestazioni aggiuntive, come accade già per la dirigenza, e valorizzazione tutte le categorie professionali che oggi operano in condizioni di forte carenza di organico e che garantiscono quotidianamente la continuità dei servizi aziendali, anziché utilizzare lo straordinario come fattore ordinario di programmazione del lavoro.
La vera sfida non è creare conflitti tra lavoratori, ma reclutare altro personale dipendete e costruire le condizioni per trattenere professionisti in Asl. Per questo abbiamo chiesto a più riprese all’Asl Salerno di avviare un confronto concreto sulle politiche di valorizzazione del personale e di accelerare i processi di reclutamento necessari a garantire la piena operatività dei servizi territoriali, scorrendo le graduatorie in essere.
Da ultimo, non si può non notare che la polemica innescata da FIMMG e SUMAI è un vero e proprio autogol. In effetti, nelle strutture territoriali si palesa plasticamente il problema del dumping contrattuale che la CGIL sta contrastando a livello nazionale: stesso luogo di lavoro, ma contratti nazionali diversi che generano disparità di trattamento! Infatti, il rischio è che nella medicina territoriale operino infermieri gettonisti giustamente valorizzati con tariffa oraria di 40€ – che rappresenta un miraggio per gli imfermieri dipendenti dell’Asl! –  e medici di medicina generale del ruolo unico dell’astinenza primaria retribuiti a 27€ come tariffa base, che può eventualmente salire a 40€, solo in caso di lavoro aggiuntivo: il cosiddetto “completamento orario”. Stessa tariffa di 40€ è riconosciuta agli specialisti ambulatoriali.
La FP CGIL Salerno ribadisce la convinzione che la strada giusta sia estendere le tutele, in un quadro contrattuale unificato che salvaguardi le diverse specificità ma che prevenga il dumping salariale e valorizzi tutti i professionisti della salute, superando logiche corporative degli autonomi che dividono e penalizzano anziché costruire maggiori tutele salariali!” – chiosa Capezzuto.