Prorogati i contratti di 110 precari all’Azienda “Ruggi d’Aragona” di Salerno
29 Giugno 2026La FP CGIL esprime soddisfazione: “Ora si proceda subito con le stabilizzazioni”.
Importante boccata d’ossigeno per la sanità salernitana e per i diritti dei lavoratori. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, oggi guidata dal direttore generale Nicola Cantone, ha deliberato la proroga di ben 110 contratti a tempo determinato che erano ormai in imminente scadenza il prossimo 30 giugno. I contratti saranno estesi fino al 31 dicembre 2026, garantendo così la continuità occupazionale e, soprattutto, la tenuta dei servizi sanitari essenziali.
La decisione del management aziendale recepisce in pieno la ferma e tempestiva richiesta avanzata dalla FP CGIL Salerno, che aveva sollecitato il prolungamento dei contratti a fine anno per far fronte alla persistente carenza di organico e per assicurare l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), tutelando i turni nei reparti e l’efficienza dei servizi ospedalieri.
Il provvedimento interessa una platea variegata di professionisti della salute, pilastri quotidiani delle corsie:
55 Infermieri
38 Operatori Socio Sanitari (OSS)
5 Tecnici Sanitari di Radiologia Medica
5 Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico
2 Dirigenti Biologi
2 Ostetriche
2 Tecnici Sanitari Audiometristi
1 Tecnico della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare
“Esprimiamo vivo apprezzamento per il provvedimento adottato dal Direttore Generale Nicola Cantone. Questa proroga rappresenta un atto di responsabilità necessario non solo per dare serenità a 110 professionisti e alle loro famiglie, ma per evitare il collasso strutturale dei reparti del Ruggi in un periodo critico come quello estivo. Riconosciamo alla Direzione l’aver ascoltato il grido d’allarme e le proposte della nostra organizzazione sindacale” – afferma il segretario generale FP CGIL Salerno, Antonio Capezzuto.
Per la FP CGIL, tuttavia, la proroga non è il traguardo finale, ma una tappa fondamentale verso il superamento definitivo del precariato.
“Questo risultato ci soddisfa ma non ci fa abbassare la guardia. Come abbiamo già dichiarato e ribadito a più riprese, ora ci aspettiamo l’immediato avvio delle procedure di stabilizzazione per tutto il personale a tempo determinato che ha già maturato i requisiti previsti dalla normativa vigente per la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il lavoro nella sanità pubblica deve essere sinonimo di stabilità e dignità: solo così si garantisce il futuro del nostro sistema sanitario” – conclude Capezzuto.


