Obesità infantile, la Bbc accusa: “A Ponticelli record europeo”

Obesità infantile, la Bbc accusa: “A Ponticelli record europeo”

29 Luglio 2026 Off Di La Redazione

Servizio della Tv di Stato britannica su Napoli. Il pediatra Berni Canani: «Famiglie ignare del problema».

Il 60% dei bambini di Ponticelli ha problemi di obesità. Un dato che pone il quartiere dell’area orientale ai vertici europei in questa poco lusinghiera classifica. Già Napoli secondo i dati di «Okkioallasalute» detiene il primato nazionale con oltre il 43% di minori con eccesso ponderale e il 6% che è in stato di obesità grave. Ma nel quartiere orientale la situazione è ancora più complessa. A lanciare l’allarme è questa volta addirittura la Bbc con un servizio della giornalista Sofia Bettiza (inviata del Bbc world service sulla salute globale).

L’articolo cita il caso-limite di un ragazzo che a 17 anni pesa 170 kg. «Non sa allacciarsi le scarpe e il suo scooter Vespa fatica a reggere il suo peso: in una settimana, le ruote si sono rotte sette volte» scrive l’inviata della Bbc. «Mangia in continuazione», dice sua madre Anna. Salvatore è tra il crescente numero di bambini e adolescenti italiani che convivono con l’obesità. Nel suo caso non può essere ancora eseguito l’intervento chirurgico per la riduzione dello stomaco e per fargli perdere peso in quanto, nelle attuali condizioni, risulterebbe troppo pericoloso. La dottoressa che lo tiene in cura, Sonia Chiappetta dell’Ospedale Evangelico Villa Betania, gli ha prescritto una iniezione dimagrante per aiutarlo a perdere peso e a poter affrontare l’intervento.

«La città (in realtà come è noto è un quartiere. ndr) di Ponticelli, alla periferia di Napoli, si è guadagnata la poco invidiabile reputazione di una delle capitali mondiali dell’obesità infantile», aggiunge il servizio della Bbc.
Insomma, l’ennesima citazione negativa per un’area della città già alle prese con gravi problemi di criminalità (due omicidi di giovanissimi nel giro dei primi sei mesi di quest’anno) e che adesso è marchiata da uno stigma internazionale da parte di una della testata giornalistica della tv pubblica del Regno Unito. Ma che la realtà sia drammatica per la diffusione dell’obesità nei quartieri più disagiati a livello sociale, lo conferma anche Roberto Berni Canani, pediatra e specialista in obesità presso il Secondo Policlinico di Napoli.

«I dati sulla Campania e sulla città di Napoli sono preoccupanti — spiega — il 25% di minori è in sovrappeso, il 16% è obeso e oltre il 7% è affetto da obesità grave. C’è sicuramente alla base un problema culturale per cui il cibo viene considerato come alimento da proporre ai propri figli in maniera spesso sproporzionata ai reali bisogni e comunque con alimenti non sani. Ma poi esiste anche una difficoltà di guardare in faccia alla realtà. La maggior parte dei genitori che accompagnano i figli da noi non si rende conto che essi sono in sovrappeso o obesi. Nella maggior parte dei casi i bambini che vengono accompagnati da noi per altri problemi hanno una causa comune che è proprio l’eccesso ponderale».

Insomma, situazioni allarmanti e molto diffuse in parecchie famiglie napoletane che vengono sottovalutate o non tenute nella dovuta considerazione. Così i bambini continuano a crescere col sovrappeso o con l’obesità andando in contro negli anni dello sviluppo a problemi di salute importanti. «Un adulto obeso ha una aspettativa di vita inferiore alla media che va dai 5 ai 20 anni in meno» conferma Berni Canani. Sotto accusa c’è uno stile di vita che è sempre più sedentario, c’è l’utilizzo compulsivo e continuo degli smartphone, una attività fisica praticamente inesistente e in cima alla lista una alimentazione che associa abusi di grassi all’assunzione di bevande gassate e zuccherate.

Argomenta Berni Canani: «Qua non si tratta di bandire i carboidrati come il pane, la pasta e la pizza che pure sono componenti della dieta mediterranea importanti nella alimentazione dei bambini e dei ragazzi. La vera questione riguarda le quantità e l’aggiunta di condimenti grassi e ad alto contenuto calorico». Un esempio rende bene l’idea: la tradizionale pizza Margherita tra i giovanissimi è ormai quasi sempre soppiantata da pizze condite con patatine fritte wurstel e aggiunta di majonese. Ingredienti che certamente non si possono definire salutari.

 

 

 

 

 

Fonte: Buona Sanità