I medici Covid dell’Asl Salerno dal primo aprile “tornano a casa”

I medici Covid dell’Asl Salerno dal primo aprile “tornano a casa”

3 Aprile 2023 Off Di La Redazione

Hanno assicurato il servizio durante la fase calda della pandemia ma ora sono “invitati” a farsi da parte. 

 

Dopo l’incontro tra i vertici della FP CGIL Salerno e il direttore generale dell’Asl Gennaro Sosto dello scorso 22 marzo, dove sono stati presi impegni precisi sui medici ex Uca (ex Usca) con la predisposizione di due appositi bandi per il loro impiego nei Pronto soccorso e sul territorio, continua la mobilitazione della Fp Cgil salernitana a tutela dei centinaia di medici Uca/Usca, impegnati dall’aprile del 2020 nell’emergenza Covid-19, ma che il 1 aprile non si sono visti rinnovare il contratto di convenzione con l’Asl Salerno. Una vera e propria beffa, nonostante i medici siano stati protagonisti di un’opera indispensabile e preziosa dal punto di vista della sicurezza sanitaria e sociale, coprendo le falle di una medicina territoriale assente e non pronta a gestire una emergenza sanitaria senza precedenti. I medici ex Usca, che hanno rischiato la loro vita dal primo giorno di emergenza Covid, oggi vivono invece il paradosso di essere completamente dimenticati dalla politica e da quanti in questi tre anni hanno plaudito al loro immenso lavoro.
“Nonostante le rassicurazioni ricevute dal direttore generale Sosto sui due bandi per gli ex Usca, ci chiediamo, dopo il mancato rinnovo contrattuale, quale sarà il destino di questi medici e soprattutto chi si occuperà dal primo aprile dei servizi da loro erogati ai cittadini Covid-19 positivi, specie più fragili” – dichiara Antonio Capezzuto, segretario generale  Fp Cgil Salerno.
Si tratta di attività indispensabili di cui l’Asl, di fatti, ancora non può decretarne l’interruzione stante le attuali necessità assistenziali: Tamponi naso-faringei Sars-Cov-2 a domicilio; ADI per i cittadini Covid-19 positivi, oltre che per i cittadini con patologie croniche; prescrizione di terapie antivirali e monoclonali; attività in DH (ad esempio presso il presidio ospedaliero di Agropoli) per somministrazione farmaci antivirali/monoclonali e gestione Long Covid; vaccini domiciliari; emotrasfusioni domiciliari; tracciamento cittadini Covid-19 positivi; visite e gestione dei pazienti fragili.
“A prescindere dalla retorica degli ‘eroi del Covid’ – in questo caso beffati – bisogna chiarire se si tratta di servizi che non verranno più erogati o dovranno continuare. E se devono continuare occorre chiarezza su quanti e quali operatori l’Asl impiegherà nei primi giorni di aprile” – aggiunge Massimiliano Voza, coordinatore Fp Cgil Dirigenza medica Asl.
“Dopo tre anni in prima linea, dopo aver messo a rischio la loro vita, è inaccettabile che questi professionisti oggi siano a casa senza stipendio e senza alcuna chiarezza sul loro futuro.
Tra loro ci sono giovani madri e padri di famiglia, componenti di famiglie mono reddito, che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza stipendio e in una dubbia prospettiva. La politica non può girarsi dall’altra parte e dimenticare quanto fatto da questi professionisti, ma soprattutto non può non comprendere quanto il loro impiego possa oggi risultare fondamentale per il servizio sanitario. Facciamo appello al presidente della Regione De Luca affinchè questi giovani medici possano trovare una idonea e stabile collocazione nel nostro sistema sanitario provinciale, già fortemente falcidiato da una grave carenza di personale medico” – ribadisce il segretario generale Fp Cgil Capezzuto.
“Chiediamo alla Direzione strategica e agli uffici preposti di accelerare il processo di reclutamento avviato con i due bandi predisposti a marzo. Chiediamo al direttore generale Sosto di mantenere gli impegni presi, con l’avvio del corso abilitante per l’emergenza territoriale entro aprile, cosi da dare delle prime risposte ai medici ex Usca. Bisogna inoltre velocizzare il cronoprogramma per l’apertura delle case di comunità per garantire servizi più puntuali ai cittadini e occupazione stabile per i medici.
E se ciò non bastasse chiediamo, fin da oggi, di riconoscere il servizio maturato nelle Usca anche nei prossimi concorsi per la Dirigenza medica, cui potranno partecipare i medici specializzandi.Come Fp Cgil non resteremo a guardare, nell’interesse di garantire la continuità dei servizi alla cittadinanza e nel restituire dignità, reddito e prospettiva ai colleghi medici ex Usca”- conclude il coordinatore Fp Cgil Dirigenza medica Asl Voza.