Antonino Belfiore, lettera aperta agli sportivi: “Non Finisce Qua2”
21 Maggio 2026“A 72 anni, dei quali circa 60 vissuti nello sport con ruoli prevalentemente dirigenziali ad ogni livello (dal locale al nazionale) e di questi oltre 50 nella FIPAV, il tutto culminato anche con l’assegnazione da parte del CONI della onorificenza della Stella di Bronzo al Merito Sportivo per l’anno 2024 per le benemerenze acquisite nelle mie attività dirigenziali; a 72 anni, dicevo, ho subìto la mia più grande delusione e mortificazione sportiva. Avete capito che mi riferisco alla estromissione della Folgore Massa (Romeo Sorrento) dalla Serie A2 di Pallavolo. Alla squadra non è stata concessa per il secondo anno consecutivo la deroga per l’utilizzo come campo di gara del Palatigliana di Sorrento. Se è vero che i vigenti regolamenti del Consorzio Legavolley Maschile lo impongano (speriamo che questa norma sia cambiata in futuro) abbiamo sperato fino all’ultimo che queste regole avrebbero ceduto il passo al merito ed al risultato sportivo acquisito sul campo da una Squadra ed una Società che hanno dato lustro a tutto il movimento pallavolistico. Ma così non è avvenuto.La Folgore Massa, fondata nel 1956, oltre alla recente assegnazione da parte del CONI della Stella d’Argento al merito sportivo per il 2024, affiliata alla FIPAV dal 1974, rappresenta una eccellenza per dati economici, organizzativi, agonistici e tecnici nel panorama della pallavolo e dello sport campano e nazionale ma evidentemente tali elementi non sono bastati.
Lo sport mi ha insegnato che vince chi è più bravo e che le vittorie vengono premiate. Invece qui pur avendo vinto e conseguito risultati sul campo siamo stati castigati, mortificati e addirittura retrocessi, senza un minimo di aiuto a chi come noi senza mezzi (cioè il palazzetto) è arrivata ad essere la ventiduesima Squadra di pallavolo in assoluto in Italia. E scusate se è poco. Neanche questo purtroppo è servito per farci restare nella nostra categoria, sovvertendo ogni regola e principio morale dello sport, a mio avviso anche in palese contrasto con i principi fondanti della Carta Olimpica.
Un assurdo sportivo. Forse si dimentica che la maggior parte delle squadre di Superlega e di A2 non rappresentano Città capoluoghi di Regione e di Provincia, bensì piccoli centri di poche migliaia di abitanti, realtà socio-ambientali dove si vive sottobraccio e porta a porta radicando le squadre al territorio.
Ripartiremo dalla Serie A3 per ritornare in A2, senza nessun aiuto ed agevolazione, con le nostre forze come abbiamo sempre fatto. A partire dai campi all’aperto in terra battuta, di cemento e di asfalto; con gomiti e ginocchia sbucciate, chiari segni di cadute e ripartenze, che ci hanno insegnato a ricominciare ed a vincere ancora. Continueremo a farlo, statene certi!
La nostra storia sportiva racconta che abbiamo sempre prestato attenzione al contesto sociale che ci circonda, con il quale abbiamo interagito e con il quale ci siamo posti come punto di riferimento e di stimolo per fare di più e meglio.
Quando ci rivolgiamo ai giovani per la pratica sportiva, con essi noi coinvolgiamo le rispettive famiglie e ad esse dobbiamo dare garanzie per ricevere la fiducia di affidarci i loro figli. Questo è il nostro obiettivo ed il nostro “marchio di qualità”.
Tutto ciò mi induce a fare anche delle ovvie considerazioni. La prima riguarda la politica della opulenta (?) Penisola Sorrentina che non costruisce impianti sportivi pari al movimento ed ai successi agonistici che ottengono le Società sportive e gli atleti locali, ma soprattutto come offerta turistica da inserire nei famosi “pacchetti” venduti dagli operatori del settoreLa seconda riguarda anche quegli imprenditori locali che ancora non avvertono l’opportunità di investire meglio nelle sponsorizzazioni sportive in maniera da affiancare ed incoraggiare quelle dirigenze sportive virtuose che dimostrino capacità gestionali sia dei capitali umani che di quelli economici. Credere di più nello sport farebbe bene a tutti.Noi vorremmo tutto ciò, noi ci crediamo e fino ad ora lo abbiamo dimostrato con i fatti. Le chiacchiere le lasciamo agli altri.
Vogliamo lavorare in sinergia: la Folgore Massa, le Società sportive, le famiglie degli atleti, la politica, gli imprenditori.
Noi ci crediamo perché non finisce “quA2”.
Antonino Belfiore, Dirigente storico della Folgore Massa.


