Fondi Coesione, il Tar da ragione alla Campania

Fondi Coesione, il Tar da ragione alla Campania

15 Maggio 2024 Off Di La Redazione

Il ministro della Coesione, Raffaele Fitto, minimizza.

 

Il Consiglio di Stato ha confermato pienamente le tesi della Campania, ha censurato i ritardi, e stabilisce l’inaccettabilità delle procedure messe in campo dal Governo. È  il risultato della battaglia di civiltà e di dignità nella quale si sono impegnati in questi mesi centinaia di sindaci, amministratori, semplici cittadini. È  un motivo di grande speranza e di grande soddisfazione per quanti hanno creduto nella giustizia amministrativa del nostro Paese”.

Così, con grande enfasi, il governatore Vincenzo De Luca sulla decisione del Consiglio di Stato in relazione ai fondi per la Campania, giudicata una “straordinaria vittoria” dopo mesi di polemiche.

Il Consiglio di Stato, ricorda ancora De Luca, “ha considerato pretestuosa la sopravvenienza dell’articolo 10 del Decreto coesione: smantellata la norma che surrettiziamente introduceva la vicenda Bagnoli nel Fondo di sviluppo e coesione”. “Ci si augura che a questo punto sia terminata la lunga e vergognosa catena di pretesti, di dilazioni, di ritardi strumentali, che ha penalizzato e penalizza le imprese, le famiglie, i Comuni della Campania. Ci si augura di poter cominciare a lavorare nell’interesse delle nostre comunità”, conclude il presidente della Regione.

La Regione Campania aveva fatto ricorso lo scorso gennaio lamentando il ritardo nella conclusione dell’accordo, stipulato invece con la maggior parte delle altre Regioni e Province autonome, “e l’impossibilità di finanziare numerosi interventi strategici per il territorio campano”.

Il Tar per la Campania accolse il ricorso con sentenza oggi confermata dal Consiglio di Stato. “Si tratta dei fondi già assegnati alla Regione Campania con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile”, si legge in una nota del Consiglio di Stato. In particolare, il Consiglio di Stato “ha ritenuto che l’obbligo del Ministero sussiste anche quando la legge dispone che vada concluso un accordo con carattere paritario e bilaterale, in quanto tale meccanismo presuppone una attiva e leale cooperazione tra lo Stato e la Regione, che deve comunque condurre alla definizione, da parte dello Stato, del procedimento di assegnazione delle risorse”. Il Ministro competente avrà 45 giorni per concludere il procedimento e prendere posizione sulla sussistenza di tutte le condizioni richieste dalla legge per la stipula dell’accordo di coesione.

Minimizza, invece, la portata del provvedimento, il ministro della Coesione, Raffaele Fitto.

“Risultano incomprensibili le reazioni festanti alla sentenza del Consiglio di Stato”. afferma il ministro

 “La sentenza, che pure contiene alcuni ‘elementi singolari’, non modifica in alcun modo l’iter di definizione dell’accordo per la Coesione tra la Presidenza del Consiglio e la Regione Campania”, precisa il ministro.

Infatti, precisa Fitto, il Consiglio di Stato “si limita ad assegnare un termine di quarantacinque giorni per la conclusione dell’istruttoria, lasciando ovviamente alla discrezionalità delle parti la decisione finale sulla opportunità o meno di definire l’accordo.

Tale termine va ben oltre l’orizzonte temporale che il governo auspica per l’assegnazione ai territori delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027 e per la definizione dell’accordo con la regione Campania.