Cristian Loru, lo sport mi ha dato la caparbietà per inseguire i miei obbiettivi

Cristian Loru, lo sport mi ha dato la caparbietà per inseguire i miei obbiettivi

3 Agosto 2021 0 Di Anna Mozzi e Pasquale Maria Sansone

La variante delta continua a diffondersi e la preoccupazione che gli ospedali possano nuovamente intasarsi mette in agitazione il governo. I partiti politici nel sostenere le diverse posizioni della popolazione in merito al problema della vaccinazione “obbligatoria” non riescono ancora a trovare una sintesi rassicurante. Intanto anche la comunità scientifica, attraverso alcuni noti virologi spinge nel senso della “obbligatorietà” dei vaccini. Le posizioni sembrano convergere di più sull’obbligo del Certificato digitale Covid, il documento Ue noto in Italia col vecchio nome di Green Pass. L’approccio si ispira a quello inaugurato nella Francia di Emmanuel Macron, dove la certificazione diventerà indispensabile per l’accesso a cinema, teatri, bar, ristoranti, treni e aerei (mentre è già scattato l’obbligo vaccinale per i sanitari).

L’ipotesi di importare il modello francese in Italia, ora discussa in ambito governativo, può funzionare come un compromesso perché non creerebbe discriminazioni: il certificato è accessibile ai vaccinati, certo, ma anche a chi si è sottoposto al test con esito negativo o è guarito dal Covid nei sei mesi precedenti.

Lo Sport, intanto, continua a rappresentare un presidio indispensabile contro ogni genere di malattie.

Di pandemia, sport e salute parliamo oggi con uno sportivo a 360 gradi: Cristian Loru, 37 anni, ha iniziato da bambino a praticare vari sport: calcio, pallamano, nuoto. Per un piccolo infortunio ha dovuto interrompere, ma gli ha permesso di comprendere altre dinamiche di allenamento attraverso l’utilizzo dei pesi. Dopo qualche anno ha iniziato ad appassionarsi alla corsa e al surf, ma per lavoro non riusciva a dedicarsi all’agonismo. A 28 anni circa ha deciso di riprendere in mano i suoi sogni, ha iniziato a gareggiare in atletica leggera ed allenare le categorie giovanili, successivamente si è iscritto a Scienze Motorie, ed attualmente è impegnato ad elaborare la tesi per la specialistica in Attività Motorie Preventive e Adattate. Da 3 anni gareggia nel triathlon, lavora come docente in una Scuola Superiore e si occupa di preparazioni atletiche, di adeguata postura, di fitness e di esercizio fisico adattato. 

Come ha vissuto e vive, come ha affrontato ed affronta la paura della pandemia, del contagio ed il notevole disagio legato alle indispensabili severe misure restrittive?

È stato un duro colpo, non per la paura per me stesso o per potermi ammalare. Sono passato da allenarmi tutti i giorni tra nuoto, bici e corsa a dover trovare la giusta strategia per tenermi in salute all’interno di 4 mura. Ma ancor più pensavo a tutte quelle persone con problematiche che allenavo e che non potevano più seguire un piano adattato a loro. È stata dura pensare che la mia professione, benché sia indispensabile per la salute, fosse stata bloccata. 

Secondo lei quanti danni hanno arrecato allo Sport in generale ed alle pratiche agonistiche in particolare le chiusure indiscriminate e la confusa gestione politica?

Molte società hanno dovuto chiudere i battenti, ma anche tanti giovani hanno lasciato con il tempo la pratica. Per un atleta che vive di competizioni è dura continuare senza una reale prospettiva di ripartenza. Gare annullate con grosse perdite economiche da parte di società organizzative e città ospitanti. Per il settore è stato un duro colpo sia economico, ma forse ancor di più psicologico, ma uno sportivo è sempre pronto a rialzarsi e continuare a correre! 

Quanto valore attribuisce al binomio Sport –Salute, ovvero quanto è fondamentale l’attività fisica per conseguire e mantenere il benessere psico-fisico?

Potrei citare tante ricerche scientifiche che confermano quanto sport e salute sia un binomio perfetto; preferisco dire che ogni giorno vedo sia su di me che sulle persone che seguo quanto aumenti il loro benessere bio-psico-sociale. Siamo nati per muoverci, e in un mondo dove le tecnologie ci danno sempre più comodità, lo sport ci permette di poterci tenere attivi e in salute. 

Cosa le hanno dato in termini di crescita personale, sociale e professionale lo Sport in generale e l’attività agonistica in particolare?

Senza dubbio la capacità e caparbietà di non mollare, di capire che ogni allenamento è un piccolo passo verso un obiettivo. Costanza e determinazione, proprio come nella vita ti portano lontano. Fare agonismo mi aiuta a entrare più in sintonia con gli atleti che seguo.