Casi di tubercolosi a Milano

Casi di tubercolosi a Milano

28 Agosto 2026 Off Di La Redazione

Malattie eradicate? per quanto attiene alla tubercolosi non è così. In relazione alle notizie diffuse dagli organi di stampa relative ad alcuni casi di tubercolosi registrati tra il personale medico e specializzando dell’Istituto di Medicina Legale di Milano,  AMCLI ETS – Associazione Microbiologi Clinici Italiani ritiene opportuno fornire alcune precisazioni, nell’ambito delle proprie competenze, con l’obiettivo di informare correttamente, senza generare inutili allarmismi.

La tubercolosi è una malattia infettiva sempre presente sul territorio nazionale. Mycobacterium tuberculosis continua a circolare e casi sporadici o piccoli cluster non rappresentano un evento inatteso per chi opera in sanità, ma un’evenienza nota, monitorata e gestibile secondo protocolli consolidati.

La diagnosi di tubercolosi viene effettuata da laboratori di riferimento regionali e nazionali specializzati, dotati di competenze microbiologiche dedicate, in grado di eseguire test molecolari rapidi, esami colturali e antibiogrammi con elevati standard di qualità e sicurezza. Questa rete di laboratori garantisce risposte affidabili e tempestive, elemento imprescindibile per l’avvio tempestivo della terapia e per l’adozione delle misure di sanità pubblica necessarie.

“La terapia antibiotica per la tubercolosi è efficace nella grande maggioranza dei casi. Le forme multiresistenti, MDR-TB (Multidrug-Resistant Tuberculosis), sono rare in Italia e vengono costantemente monitorate dai laboratori di microbiologia clinica. Oggi disponiamo inoltre di strumenti di genomica, in primis il sequenziamento dell’intero genoma (whole-genome sequencing), in grado di identificare rapidamente eventuali mutazioni associate a resistenza e di ricostruire le catene di trasmissione, facilitando il tracciamento epidemiologico e l’adozione mirata delle misure di controllo”, spiega Daniela Maria Cirillo, Primario di Microbiologia e Virologia e Direttrice dell’Unità Patogeni Emergenti presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele, coordinatrice del gruppo di lavoro sui micobatteri AMCLI ETS.

AMCLI ETS ritiene fondamentale ribadire che la tubercolosi è una malattia che va diagnosticata e curata, non temuta: un percorso diagnostico-terapeutico tempestivo consente, nella grande maggioranza dei casi, la guarigione e interrompe la catena di trasmissione.

Al tempo stesso, è essenziale ricordare che in ambito sanitario il rischio di contagio, specialmente in occasione di procedure a rischio come le autopsie, deve essere prevenuto attraverso l’utilizzo di idonei dispositivi di protezione individuale (DPI), come i facciali filtranti FFP2 e FFP3, e di infrastrutture di contenimento appropriate, ad esempio sale settorie e ambienti a pressione negativa, in linea con le normative e le buone pratiche di prevenzione e controllo delle infezioni.

“È importante che episodi come quello registrato a Milano siano affrontati con attenzione e con una corretta informazione, senza generare inutili allarmismi. La tubercolosi è una malattia che va diagnosticata e curata, non temuta. Al tempo stesso, soprattutto in ambito sanitario, è fondamentale adottare tutte le misure previste per prevenire il rischio di contagio e tutelare gli operatori. AMCLI conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni sanitarie e accademiche coinvolte, per fornire supporto scientifico e tecnico nell’interesse della salute pubblica e della sicurezza degli operatori sanitari”, conclude Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI ETS.