Campania, l’asistenza domiciliare per rispondere ai nuovi bisogni di salute

Campania, l’asistenza domiciliare per rispondere ai nuovi bisogni di salute

4 Febbraio 2023 Off Di La Redazione

Il Pnrr e le Cure di prossimità: l’assistenza domiciliare e distrettuale prestata a casa del paziente e nelle zone di residenza dei malati sono gli strumenti strategici per garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e migliorare la qualità delle cure.

Parte da Napoli con Stanislao Napolano, medico presidente dell’ Associazione italiana cure domiciliari e con Antonella Guida del Centro studi regione Mezzogiorno e Mediterraneo Eumed la proposta di attuazione della “Carta di Matera per le cure domiciliari” rilanciata di recente in una sessione di studio nazionale presentata nella capitale della cultura 2021.

Sotto la lente le norme che regolano l’assistenza domiciliare e territoriale, la funzione dei distretti e delle unità operative per le cure di prossimità, le patologie che necessitano di assistenza integrata a casa del paziente, i modelli di monitoraggio e intervento in questo ambito assistenziale con un focus sulle migliori pratiche già sperimentate nelle varie regioni e sui modelli organizzativi più efficaci attuabili subito nelle more degli investimenti del Pnrr su cui pendono le incertezze relative alla mancanza di personale. “La Basilicata – avverte Napoletano – ma anche altre Regioni, hanno adottato un innovativo cruscotto di monitoraggio e di presa in carico del malato che parte sin dalle dimissioni protette dall’ospedale. I bisogni di salute del malato dimesso dall’ospedale vengono in tale modello valutati da una equipe che si reca al letto del paziente formata da un un internista e un infermiere che definiscono i successivi bisogni assistenziali post-acuzie prevedendo la presa in carico da parte di altri specialisti e della medicina di famiglia per la continuità delle cure evitando accessi impropri in pronto soccorso”. Modelli di intervento che accompagnano il paziente in tutti i successivi step assistenziali in continuità con l’ospedale e anche nell’ambito pediatrico in integrazione dopo o prima un ricovero, in prevenzione e in stretto contatto con le articolazioni specialistiche distrettuali della medicina territoriale. Fari puntati anche sulla Telemedicina come supporto allo sviluppo della Sanità del Mezzogiorno “Nel secondo convegno nazionale sulle cure domiciliari che si è svolto a Matera nei mesi scorsi – avverte Stanislao Napolano, presidente del Comitato organizzatore – auspichiamo che tutti gli aspetti e le incognite strutturali, strumentali e di personale che invertono la complessità delle cure domiciliari e dei vari asset previsti e possibili trovino delle risorse soddisfacenti anche alla luce delle criticità emerse nel programma di finanziamenti del Pnrr che come è emerso chiaramente in questo ultimo anno non prevede fonti di finanziamento adeguate per la spesa corrente e il personale. Per un paziente affidarsi alle cure domiciliari – continua Napolano – non può più rappresentare un’incognita in cui non si sa bene se le Asl abbiamo disponibili i device, i beni di consumo, le spesse specialistiche per le consulenze necessarie ad evitare peraltro costose ospedalizzazioni in pazienti cronici e fragili.
    L’assistenza a domicilio del paziente deve invece essere uno strumento di sicurezza e serenità. Per gli operatori la priorità irrinunciabile è quella di avere la disponibilità di attrezzature, di farmaci, di presidi che permettano di garantire quanto occorre ai pazienti, senza che vi sia uno sconforto legato a carenze organizzative, che si ripercuotano sull’impegno lavorativo tramutandosi magari in burnout che abbiamo visto quanti danni produce in termini d scarsa attrattivi nei reclutamenti e di fughe degli operatori verso altri asset assistenziali”.
    “Le risorse finanziarie per assicurare i Livelli essenziali di assistenza nelle 21 Regioni, previsti nella legge di Bilancio appena approvata in Parlamento, anche con il maggior stanziamento effettuato dal Governo, non sono sufficienti – aggiunge Antonella Guida – e l’impianto della norma sull’autonomia differenziata che differenzia anche gli stipendi aggrava una sottostima storica del finanziamento delle regioni del Sud che hanno pagato pegno sulla quota procapite tanto che la Campania, seconda per popolazione residente alla sola Lombardia e Lazio (di poco), è ultima per assegnazioni del fondo in ragione di una minora anzianità della popolazione che però si coniuga con la maggiore mortalità evitabile che risulta in tutte le regioni del sud direttamente proporzionale alla sottostia del Fondo sanitario assegnato”.
    Tra le priorità identificate da Eumed e associazione cure domiciliari (anche pediatriche) la necessità di arrivare al 7 per cento del Pil per la Sanità, programmare un numero adeguato di operatori sanitari in base alla popolazione in tutte le regioni, garantire pari trattamenti economici, puntare sulla riforma della Medicina generale e del territorio in armonia con le articolazioni previste dal Pnrr, presidiare le aree disciplinari più esposte e meno gratificanti dell’emergenza, della anestesiologia e della medicina e chirurgia di urgenza, puntando di pari passo a strumenti di offerta sanitaria distrettuali e di prossimità adeguati a trattare pazienti a bassa urgenza che oggi non trovano risposte nelle articolazioni della sanità pubblica territoriale”.