Alessandra Cason, una vita per la filosofia: “Fede e ragione possono convivere”

Alessandra Cason, una vita per la filosofia: “Fede e ragione possono convivere”

24 Giugno 2026 Off Di Marco Magliulo & Pasquale Maria Sansone

Divulgatrice culturale e saggista Alessandra Cason ha dedicato la vita all’insegnamento della Filosofia.

Filosofia, stando all’etimo, significa “amore per il sapere”. Quale molla è scattata in lei per avvicinarsi allo studio che mira a dare risposte alle grandi incognite della vita?

Sicuramente ho cominciato il liceo classico perché mi sentivo molto più portata per le materie umanistiche che non per quelle scientifiche,inizialmente la mia materia di elezione era sicuramente l’italiano. La mia folgorazione filosofica è avvenuta con la filosofia di Cartesio nel senso che l’ho trovato veramente quasi “esplosivo” cioè di una razionalità assoluta mi ha convinto assolutamente il suo idealismo il suo preporre diciamo la certezza cognitiva alla realtà esterna e quindi questo mi ha convertito assolutamente alla filosofia.

Chi ha fatto studi classici non può certo avere dimenticato i Ginnasi, con particolare riferimento al pensiero nobile e speculativo dell’uomo. Cosa è restato di questo approccio in un mondo che corre senza mai fermarsi e senza mai riflettere?

Da sempre penso che gli studi classici siano più in sintonia sicuramente con il mio modo di essere e sicuramente anche con il cosiddetto Otium, inteso alla latina nel senso che effettivamente questo mondo così frenetico così stimolante ,che corre in questo modo, è un po’ contrario alla mia natura, portata alla riflessione e all’approfondire determinati aspetti della vita a cui magari non si pensa ha sempre fatto parte del mio carattere ed è una caratteristica che è ancora oggi seguo molto e soprattutto ritrovo nella lettura quasi sempre di romanzi più che di saggi. Questo mi conduce in un mondo parallelo, dove tutto invece corre in una maniera diversa rispetto alla vita frenetica.

La nostra civiltà nasce dal Pensiero Filosofico Antico così come dal Credo Cristiano. Eppure in nessuna delle carte costitutive della Ue non c’è alcun riferimento a queste nobili radici.

Trovo che questa diciamo lacuna a cui si allude sia una lacuna estremamente grave nel senso che sicuramente, penso che anche chi è ateo sicuramente sia figlio di tutta una serie di insegnamenti e di valori che comunque derivano dalla tradizione cattolica, trovo estremamente grave, come è stato segnalato anche da alcuni giuristi,che nelle carte europee che riguardano la fondazione dell’Europa non si sia fatto riferimento per timore, magari di urtare altre sensibilità,alle radici cristiane dell’Europa che sono indiscutibili dall’epoca addirittura di Carlo Magno.

Lei ha unito lo studio Filosofico al Pensiero Cristiano, considerando la sua formazione universitaria alla Cattolica, è possibile coniugare Fede e Ragione?

Per quanto concerne il rapporto fede ragione penso che possano coesistere in quanto, come diceva Galileo,estranee, l’una dimostrativa, l’altra irrazionale come l’amore.

Lei ha dedicato tutta la sua vita lavorativa all’insegnamento della Filosofia ma un pensionamento non l’ha fermata, come una sorta di ambasciatrice del Pensiero e dei Valori Occidentali lei sta continuando a fare ciò che ha sempre fatto: mettere i giovani di fronte a se stessi perché provino finalmente a “pensare”.


Da ultimo sicuramente ho dedicato la mia vita all’insegnamento che è un lavoro che ho scoperto non immediatamente; inizialmente come forse molti lo respingevo un po’ e pensavo di dovermi dedicare ad altro, per esempio ho lavorato nei giornali,nelle case editrici, mi sarebbe molto piaciuta la carriera universitaria, ma poi mi sono resa conto che in effetti l’insegnamento soprattutto l’insegnamento ai giovani (in particolare la fascia d’età con cui ho lavorato è la fascia d’età del triennio, quindi dai 16 ai 19 anni )è stato per me veramente stimolante ,fonte anche di legami affettivi molto importanti. Trovo che la trasmissione della filosofia sia così importante soprattutto in un mondo come il nostro che mi sono sentita sicuramente di non abbandonarla alla fine del della mia carriera lavorativa. È stato molto difficile per me smettere di insegnare perché chiaramente ho dedicato quarant’anni della mia vita a questo lavoro che ho molto amato, mi mancano molto i giovani con cui peraltro resto in contatto e ho trovato che attraverso le strumentazioni tecnologiche odierne questo ruolo di divulgatrice della Filosofia ,dei valori occidentali sia un modo abbastanza utile per rimanere in contatto innanzitutto con le mie competenze, ma soprattutto anche per continuare a rimanere aggiornati ,per poter colloquiare e rapportarsi con persone che hanno gli stessi interessi.