Acop, bocciato aumento dei Drg fermo da 15 anni
9 Ottobre 2026“La bocciatura in commissione, per asserita mancanza di copertura, dell’emendamento all’art. 4 del Dl PA 2026 sull’incremento dei Drg e dei tetti di spesa per l’ospedalità accreditata, entrambi bloccati da 15 anni, impone riflessioni amare sulla politica sanitaria del Paese”. Lo afferma l’Acop (Associazione coordinamento sanità privata) in una nota.
L’Associazione ricorda che nel corso di due riunioni al ministero della Salute era stato indicato uno stanziamento di 1 miliardo e 350 milioni di euro, con un aumento delle tariffe sceso dal 6% iniziale al 3,68%, “ma comunque respinto sull’altare di altre spese”. Acop richiama la sentenza 195/2024 della Corte costituzionale sulla “assoluta priorità della spesa sanitaria” rispetto alle altre voci di bilancio.
Secondo l’associazione, il Governo ha commesso “un errore di prospettiva”: congelare tariffe e budget di un comparto che eroga il 30% delle prestazioni sanitarie con il 14% delle risorse significa più liste d’attesa, più sanità a pagamento, rinuncia alle cure e migrazione sanitaria. Migliaia di pazienti di Calabria, Campania e Abruzzo si rivolgono a strutture del Nord, dove le prestazioni ai non residenti non hanno tetto: “Risultato: oltre 1,3 miliardi l’anno trasferiti dalle casse delle Regioni del Sud a quelle del Nord”, oltre ai costi di viaggio e permanenza per le famiglie.
“Un sistema Paese, per funzionare, deve essere equo – conclude Acop –. Se il benessere della comunità è in cima agli obiettivi, lo stato di diritto è in buona salute. Altrimenti bisogna prendere atto che, nonostante l’articolo 32 della Costituzione, la salute non è più un diritto”.



