Vaccini, c’è chi dice no … motivando

Vaccini, c’è chi dice no … motivando

5 Settembre 2021 1 Di Rachele Di Mauro

Sono una docente italiana e mai avrei pensato che, pur vivendo in uno Stato che si proclama democratico, per poter lavorare avrei dovuto tradire i miei princìpi, le mie opinioni e rinunciare alle mie libertà così faticosamente conquistare da uomini e donne che hanno lottato per lasciarle ai posteri e quindi anche a me. È servito e bastato un virus per spingere i governi di questa inquietante società a mettere definitivamente in atto la sottomissione pericolosissima di tutta l’umanità. Ebbene io sono, oltre ogni ragionevole dubbio, una donna indomabile, non addomesticabile, senza padroni e sono disposta a tutto pur di non piegare la testa e pur di difendere le mie sacrosante opinioni. Sì, disposta a tutto. Anche a farmi sospendere dal lavoro e a non essere retribuita, persino a perdere il lavoro che con grandi sacrifici e passione ho inseguito e ottenuto. Un lavoro che presuppone titoli e meriti che avevo ed ho tuttora, ma che per un disegno mondiale politico ed economico finanziario scellerato, irresponsabile, oggi presuppone una vaccinazione NON obbligatoria per legge ma di fatto resa obbligatoria dal DL green pass. E dunque ho cercato strenuamente di difendermi da questo folle attacco alle libertà fondamentali, alla democrazia, all’uguaglianza. Ho fermamente portato avanti una battaglia, una guerra, una delle tante che ho condotto per oppormi a quella che ritengo un’ingiustizia senza precedenti, un sopruso, un’aberrante sconfitta per tutta l’umanità. Ho lottato protocollando diffide, denunce presso tutti gli attori (Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano, Corte di Giustizia Europea, Ufficio Scolastico provinciale, DS dell’istituto nel quale insegno, Asl di Marcianise, Stazione dei Carabinieri di Marcianise, Garante della privacy) di questa farsa surreale che mi è stata scaraventata addosso mio malgrado e senza ottenere alcuna risposta. Ieri pomeriggio mi sono recata presso l’hub vaccinale del Centro Commerciale Campania per sottopormi all’inoculazione a patto che aggiungessi alle postille della liberatoria da firmare la MIA postilla di totale dissenso informato alla vaccinazione Covid-19 e il mio essere lì solo perché obbligata per non perdere il posto di lavoro oppure ancora peggio per essere costretta a lavorare per pagare i tamponi. Ovviamente nessun medico tra i presenti ha voluto vaccinarmi (e lo credo bene, ed è lapalissiano che non mi sarei mai vaccinata quand’anche ce ne fosse stato uno). Oggi compio l’ultimo penoso atto a mia difesa, penoso per la mia indiscutibile dignità umana e professionale, e poi sarà solo il tempo di attendere SENZA ARRENDERSI, SENZA MAI ABBASSARE LA TESTA E SENZA MAI PERDERE DIGNITÀ E ONESTÀ INTELLETTUALE CHE MI PREGIO DI AVER SEMPRE AVUTO.

Un ultimo pensiero…e lo rivolgo ai governanti di questo Paese (che, a mia memoria nessuno ha votato, pur avendo questa nazione una forma di governo definita Repubblica democratica) ed ai miei allievi. Quando decisi e scelsi di fare l’insegnante, anche e soprattutto quella di sostegno, mi sono stati chiesti titoli di studio a iosa, specializzazioni e concorsi pubblici, formazione e aggiornamenti professionali continui, meriti ed integrità civile e penale. Avevo tutto, e nel corso degli anni ho acquisito molto altro. Ma avevo, ho ed avrò una cosa indispensabile a mio parere che nessuno mi chiese allora e cerca di non chiedermela oggi, anzi cercano di distruggerla. Avevo, ho avuto e avrò sempre la certezza che un docente ha il nobile privilegio di avere di fronte e fra le mani un albero giovanissimo e per ciò stesso fragile ed esposto alle pericolose folate di vento avverso o alla leggera brezza che dolcemente ti accarezza. Un albero chiamato Giovani, FUTURO ed il futuro si costruisce con il solido e prezioso esempio dell’oggi. E oggi il doveroso esempio, la testimonianza per i governanti e per i miei amatissimi allievi è quello di continuare ad essere una donna libera e non asservita, guerriera e non soldatino obbediente a qualcuno manifestamente scellerato. E se questo deve costarmi il non poter essere in aula con i miei allievi, lo pago volentieri questo prezzo perché non potrò mai più avere il coraggio e l’onestà di guardare loro negli occhi come faccio sempre, se oggi mi piegassi all’ingiustizia. Quando tutto questo delirio finirà ci rivedremo miei adorati alberelli e vedrete che le radici saranno senz’altro più forti e profonde con questo esempio.