Tragedia Funivia Monte Faito, per il PM la cabina precipitò per errore umano

Tragedia Funivia Monte Faito, per il PM la cabina precipitò per errore umano

18 Aprile 2026 Off Di La Redazione

Non fu disgrazia. La cabina due della funivia del Monte Faito non sarebbe precipitata per i danni causati dal forte vento, che il giorno prima della tragedia soffiò fino a superare i 100 kmh, ma per l’ “incuria umana”.

Ad esserne convinto è il procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, che oggi, a distanza di un anno del grave incidente costato la vita quattro persone (il conducente e tre turisti stranieri) e il ferimento di una quinta, ha convocato una conferenza stampa per fare il punto della situazione.

La tragedia, che era evitabile, “dovrebbe insegnare molto”, ha detto ancora Fragliasso, facendo riferimento all’attività di prevenzione: “i controlli devono essere effettivi, periodici e fatti con oculatezza”.
Il procuratore, alla presenza anche dei rappresentanti del comando provinciale dei vigili del fuoco, della squadra mobile della Questura di Napoli e del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, ha evidenziato come “le indagini, avviate subito dopo il verificarsi dell’evento, il giorno stesso dei fatti sia presso la stazione della funivia a valle sia sul luogo in cui era precipitata la cabina, si sono rivelate sin da subito particolarmente complicate e difficili, a causa della natura estremamente impervia dei luoghi, vista la difficoltà di recuperare la cabina precipitata, che era rimasta sospesa lungo il fianco della montagna, trattenuta solo da alcuni alberi su di una parete quasi verticale a circa 40 metri dalla strada”.
Fragliasso è passato a illustrare nel dettaglio i numeri del procedimento, che secondo il capo dell’ufficio inquirente “danno un’idea, peraltro solo parziale, della difficoltà e della complessità sia delle indagini che delle attività peritali sin qui espletate”. Oltre ai 26 indagati, 24 sono persone offese (vittima sopravvissuta e familiari delle vittime decedute), sono 29 gli avvocati difensori (24 degli indagati e cinque delle persone offese); due periti del tribunale; due consulenti tecnici del pubblico ministero; 23 consulenti tecnici delle parti private, dieci ettari per l’estensione dell’area interessata dalle indagini (ai fini della ricerca e del recupero dei reperti). E ancora,158 accessi effettuati dai vigili del fuoco con impiego complessivamente di 1.370 uomini per il recupero della cabina precipitata e di altre parti (carrello e traliccio) e la ricerca dei reperti (boccole delle teste fuse), nonché per la realizzazione di vie di accesso in sicurezza per l’accesso ai luoghi da parte di tecnici, magistrati, personale di polizia giudiziaria.
Sono stati effettuati oltre cento sopralluoghi dalla polizia del commissariato di Castellammare di Stabia, in autonomia e a supporto di vigili del fuoco e polizia scientifica, circa ottanta sopralluoghi effettuati dalla polizia scientifica, per un totale di quasi 150 giorni lavorativi, impegnando complessivamente circa 600 unità del personale per il recupero con la catalogazione di 44 reperti; tre mesi effettivi per il recupero della cabina precipitata, del carrello e del traliccio di collegamento.