Torre Annunziata, muore per farsi più bella: in tre alla sbarra

Torre Annunziata, muore per farsi più bella: in tre alla sbarra

26 Settembre 2026 Off Di La Redazione

Il desiderio di essere più bella le procura la morte. Le proposero di sottoporsi a tre interventi chirurgici estetici lo stesso giorno ma non si è più svegliata dall’anestesia: è morta così Vanessa Cella, la 37enne separata dal marito e madre di un 17enne, deceduta il 26 marzo 2022 dopo essere stata sottoposta in sequenza, in una clinica di Torre del Greco, in provincia di Napoli a una rinoplastica, una addominoplastica e alla sostituzione delle protesi del seno.

Al processo che si sta celebrando davanti al tribunale di Torre Annunziata la pm Marianna Ricci, che ha ipotizzato nei confronti dei tre imputati l’omicidio colposo, ha chiesto 3 anni e 6 mesi per l’anestesista, 3 anni per il chirurgo e 2 anni e 6 mesi per il direttore sanitario della Casa di cura Santa Maria la Bruna.

La pm ha anche chiesto al giudice Antonio Fiorentino la trasmissione degli atti affinché vengano espletate ulteriori indagini sulla gestione della clinica. L’avvocato di parte civile Enrico Ricciuto ha invece chiesto che l’eventuale sospensione della pena “venga concessa solo dopo il risarcimento integrale di tutti i familiari” della vittima.
Sotto accusa è finita tra l’altro la quantità di anestetico somministrata, a cui venne aggiunto anche il curaro per l’immobilizzazione e, soprattutto, il mancato monitoraggio post operatorio che, come ha stabilito la Corte di Cassazione, incombe non soltanto sull’anestesista (che deve essere presente h24 in ogni clinica in cui si effettuano interventi chirurgici) ma, nel post operatorio, anche sul chirurgo che ha effettuato l’operazione.

A soccorrere Vanessa invece fu solo un medico, che abitava vicino alla clinica, chiamato dagli infermieri allarmati.
“Quando fu prelevata dalla clinica per essere trasportata all’Ospedale del Mare – sottolineato l’avvocato Ricciuto – Vanessa era già senza vita, come peraltro accertato anche dagli operatori del 118”. L’assenza dell’anestesista e del chirurgo in clinica, inoltre, emerse anche dall’analisi delle immagini dei sistemi di sorveglianza della clinica, acquisiti dagli inquirenti e dal giudice. Il processo, iniziato il 9 settembre 2023, si è svolto nel corso di 20 udienze durante le quali sono stati ascoltati 15 testimoni e 15 medici delle parti in causa.
Vanessa, tra intervento e post operatorio, rimase sotto anestesia tra le 6 e le 7 ore. La pm, nel corso della sua discussione, ha sottolineato che “le prevedibili ed evitabili complicanze che possono accadere in ogni intervento chirurgico, non furono affrontate per la sciatteria degli operatori sanitari”.