Scompenso cardiaco, dagli Stati Uniti le nuove linee guida

Scompenso cardiaco, dagli Stati Uniti le nuove linee guida

18 Aprile 2022 0 Di La Redazione

Sono state pubblicate le linee guida 2022 degli esperti statunitensi sullo scompenso cardiaco. Il documento è frutto della collaborazione tra l’American College of Cardiology, l’American Heart Association e l’Heart Failure Society of America, ed è apparso su più riviste, quali Journal of the American College of Cardiology, Circulation e Journal of Cardiac Failure.
«Le linee guida 2022 intendono fornire ai medici raccomandazioni centrate sul paziente per prevenire, diagnosticare e gestire i pazienti con scompenso cardiaco» affermano gli autori, che hanno dato il via al proprio lavoro conducendo un’approfondita revisione della letteratura.
Nelle nuove linee guida, si dà particolare rilievo alla prevenzione della condizione cardiaca in quelle persone che presentano i sintomi del “pre-scompenso”, ma vengono anche aggiornate le strategie di trattamento nelle persone sintomatiche in modo che possano includere gli inibitori SGLT2 (trasportatore sodio-glucosio tipo 2). Vengono rivisti i diversi stadi dello scompenso cardiaco, che vanno dallo stadio A al D, per riuscire a identificare precocemente i fattori di rischio. Così facendo, sarebbe possibile trattare l’individuo a rischio, e quindi allo stadio A, prima che si inneschino quei cambiamenti strutturali o inizino i segnali di una ridotta funzionalità cardiaca, identificativi dello stadio B e cioè del “pre-scompenso”, nel quale ci si trova ancora in una situazione caratterizzata da assenza di sintomi. Si passa poi allo stadio C, che include pazienti con scompenso cardiaco sintomatico, e stadio D, quelli scompenso cardiaco avanzato, in cui si presentano sintomi che pesano sulla vita quotidiana. Gli autori descrivono poi in dettaglio le diverse possibilità a seconda degli stadi e anche in base alle diverse condizioni possibili in ciascuno stadio. Per esempio, in chi si trova nello stadio A andrebbe controllata la pressione sanguigna, che a riposo dovrebbe rimanere al di sotto dei 120/80 mmHg. Se diabetici e con malattia cardiaca o con alto rischio cardiovascolare, si potrebbe pensare agli inibitori SGLT-2.
In ogni caso, quello che va fatto è mantenere abitudini di vita salutari, mentre ci sono diversi trattamenti possibili per chi si trova allo stadio B, a seconda della condizione. Le linee guida forniscono inoltre raccomandazioni in merito alla gestione di amiloidosi cardiaca, complicazioni cardio-oncologiche, ma anche su dispositivi cardiaci impiantabili e terapia di vascolarizzazione soprattutto per i pazienti allo stadio D.

 

 

 

 

Fonte: DoctorNews33