Sanità: l’Obesità in Italia comporta ogni anno un costo aggiuntivo di oltre 20 miliardi di € 

Sanità: l’Obesità in Italia comporta ogni anno un costo aggiuntivo di oltre 20 miliardi di € 

28 Settembre 2026 Off Di La Redazione

L’eccesso alimentare comporta un costo salato per il Sistema sanitario nazionale. Sovrappeso e obesità costano infatti all’Italia 20,3 miliardi di euro l’anno, pari a circa lo 0,9% del Pil e a 345 euro per abitante. La stima arriva dal rapporto The Economic Burden of Overweight and Obesity in Europe, pubblicato dall’Office of Health Economics (OHE) e commissionato da EFPIA, che ha analizzato l’impatto sanitario ed economico del BMI elevato in otto Paesi europei: Germania, Francia, Italia, Spagna, Irlanda, Grecia, Romania e Regno Unito.

In Italia la componente principale è rappresentata dai costi sanitari diretti, stimati in 12,9 miliardi di euro, il 63% dell’impatto complessivo. Altri 7,5 miliardi, pari al 37%, derivano dai costi indiretti, che comprendono mortalità prematura, inattività economica, assenteismo, riduzione della produttività sul lavoro e attività di assistenza. Tra questi, l’assenteismo pesa per circa 2,4 miliardi di euro.

Il diabete di tipo 2 è la patologia che incide maggiormente sui costi sanitari italiani attribuiti dal rapporto al BMI elevato, con 3,8 miliardi di euro. Seguono le patologie muscoloscheletriche e le malattie cardiovascolari, entrambe intorno a 2,5 miliardi, e le malattie digestive, con circa 1,5 miliardi.

Il dato italiano si colloca all’interno di un impatto economico che, negli otto Paesi considerati, varia dallo 0,6% all’1,4% del Pil. La Germania registra il costo assoluto più elevato, pari a 55,2 miliardi di euro l’anno, seguita dal Regno Unito con 43,2 miliardi. Francia, Italia e Spagna si attestano intorno ai 20 miliardi.

Sul piano sanitario, lo studio associa complessivamente al BMI elevato circa 278.000 decessi ogni€anno e quasi 8 milioni di anni di vita in buona salute persi negli otto Paesi. Il BMI elevato è associato a quasi il 60% dei DALY causati dal diabete di tipo 2, al 45% di quelli legati alle malattie digestive e al 32% di quelli attribuiti alla malattia renale cronica.

Il rapporto indica tra le priorità il rafforzamento della prevenzione e del trattamento dell’obesità, lo sviluppo di percorsi assistenziali integrati e una maggiore considerazione dei costi economici e sociali nella valutazione degli interventi. Propone inoltre di integrare obiettivi specifici per l’obesità nell’attuazione dell’EU Safe Hearts Plan.