“Mediterranea”, Cisl Fp: 14 dipendenti non saranno più figli di un Dio minore
3 Giugno 2026Quattordici professionisti sanitari della Clinica Mediterranea entreranno dal 1° giugno 2026 come lavoratori dipendenti dopo anni di attività svolta attraverso collaborazioni coordinate e continuative, partite IVA e altre forme di lavoro autonomo.
La notizia emerge dalla pagina CISL FP Napoli – Sanità Privata e rappresenta uno dei più significativi sviluppi della vertenza che da oltre un anno interessa la struttura sanitaria napoletana e che si inserisce nel più ampio contesto delle problematiche sindacali e occupazionali che hanno coinvolto alcune realtà riconducibili al Gruppo Neuromed.
Tra i lavoratori interessati figurano infermieri, ostetriche e altri professionisti sanitari che, secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, hanno garantito per anni attività essenziali all’interno della struttura.
Secondo la ricostruzione della CISL FP Napoli, il risultato giunge al termine di una lunga fase caratterizzata da segnalazioni sindacali, iniziative di tutela, interlocuzioni istituzionali e attività ispettive svolte dagli organi competenti.
Come già reso noto nei mesi scorsi, gli accertamenti effettuati dall’Ispettorato del Lavoro di Napoli avrebbero evidenziato profili riconducibili al lavoro subordinato in rapporti formalmente qualificati come collaborazioni coordinate e continuative, con contestazioni riguardanti la mancata assunzione quali lavoratori subordinati, il recupero di differenze retributive e contributive e ulteriori aspetti concernenti la formazione obbligatoria e la sorveglianza sanitaria.
Per la CISL FP Napoli si tratta di un importante riconoscimento per lavoratori che per anni avrebbero svolto la propria attività in condizioni che, secondo quanto accertato dagli organi ispettivi, presenterebbero elementi compatibili con rapporti di natura subordinata.
La vicenda, tuttavia, non sarebbe ancora conclusa.
Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, risultano infatti ancora in corso ulteriori attività istruttorie e verifiche che potrebbero interessare altre posizioni lavorative, comprese quelle di ulteriori professionisti sanitari formalmente inquadrati con partita IVA o altre forme di lavoro autonomo.
Proprio su questo punto la CISL FP Napoli evidenzia di aver sostenuto la necessità di attendere il completamento delle attività ispettive e istruttorie prima della definizione di qualsiasi accordo conciliativo.
La Federazione riferisce infatti di aver espresso la propria contrarietà alla sottoscrizione di atti conciliativi prima della conclusione degli accertamenti ancora pendenti, ritenendo che il completamento delle verifiche avrebbe consentito ai lavoratori di disporre di un quadro pienamente definito in ordine ai propri diritti, alle eventuali differenze retributive e contributive maturate e agli effetti previdenziali derivanti dalle attività ispettive.
Nonostante tale posizione, secondo quanto riferito dalla stessa organizzazione sindacale, si sarebbe comunque proceduto alla sottoscrizione di accordi conciliativi presso altre sedi sindacali.
Particolare attenzione continua inoltre ad essere rivolta agli aspetti contributivi e previdenziali, alla luce delle procedure attivate presso gli enti competenti a seguito degli accertamenti ispettivi.
“La vertenza non può considerarsi chiusa”, è la posizione espressa dalla CISL FP Napoli, che annuncia il proseguimento delle attività di tutela, monitoraggio e verifica.
Per il sindacato, il passaggio di 14 professionisti dal lavoro autonomo al lavoro dipendente rappresenta un risultato significativo, ma soltanto una tappa di un percorso che punta al pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori, alla stabilizzazione occupazionale e al superamento del ricorso a forme contrattuali non coerenti con l’effettiva organizzazione del lavoro nelle strutture sanitarie.
La vicenda della Clinica Mediterranea si conferma una delle vertenze sindacali più rilevanti e complesse degli ultimi anni nel comparto della sanità privata accreditata campana.
Una vertenza che, nell’ambito delle più ampie problematiche che hanno interessato alcune strutture del Gruppo Neuromed, ha coinvolto nel tempo questioni relative ai rapporti di lavoro, agli assetti occupazionali, alle esternalizzazioni, agli accertamenti ispettivi, alle differenze retributive e contributive e alla tutela delle professionalità sanitarie.
Il passaggio di 14 professionisti dal lavoro autonomo al lavoro dipendente rappresenta oggi un risultato significativo, ma secondo la CISL FP Napoli restano ancora aperti ulteriori approfondimenti e verifiche che potrebbero determinare nuovi sviluppi nell’ambito della vertenza.
Per tali ragioni, l’organizzazione sindacale ribadisce che il percorso non può considerarsi concluso e che proseguirà l’attività di tutela finalizzata alla piena stabilizzazione occupazionale, al riconoscimento dei diritti dei lavoratori e al completamento degli accertamenti ancora in corso.
La notizia emerge dalla pagina CISL FP Napoli – Sanità Privata e rappresenta uno dei più significativi sviluppi della vertenza che da oltre un anno interessa la struttura sanitaria napoletana e che si inserisce nel più ampio contesto delle problematiche sindacali e occupazionali che hanno coinvolto alcune realtà riconducibili al Gruppo Neuromed.
Tra i lavoratori interessati figurano infermieri, ostetriche e altri professionisti sanitari che, secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, hanno garantito per anni attività essenziali all’interno della struttura.
Secondo la ricostruzione della CISL FP Napoli, il risultato giunge al termine di una lunga fase caratterizzata da segnalazioni sindacali, iniziative di tutela, interlocuzioni istituzionali e attività ispettive svolte dagli organi competenti.
Come già reso noto nei mesi scorsi, gli accertamenti effettuati dall’Ispettorato del Lavoro di Napoli avrebbero evidenziato profili riconducibili al lavoro subordinato in rapporti formalmente qualificati come collaborazioni coordinate e continuative, con contestazioni riguardanti la mancata assunzione quali lavoratori subordinati, il recupero di differenze retributive e contributive e ulteriori aspetti concernenti la formazione obbligatoria e la sorveglianza sanitaria.
Per la CISL FP Napoli si tratta di un importante riconoscimento per lavoratori che per anni avrebbero svolto la propria attività in condizioni che, secondo quanto accertato dagli organi ispettivi, presenterebbero elementi compatibili con rapporti di natura subordinata.
La vicenda, tuttavia, non sarebbe ancora conclusa.
Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, risultano infatti ancora in corso ulteriori attività istruttorie e verifiche che potrebbero interessare altre posizioni lavorative, comprese quelle di ulteriori professionisti sanitari formalmente inquadrati con partita IVA o altre forme di lavoro autonomo.
Proprio su questo punto la CISL FP Napoli evidenzia di aver sostenuto la necessità di attendere il completamento delle attività ispettive e istruttorie prima della definizione di qualsiasi accordo conciliativo.
La Federazione riferisce infatti di aver espresso la propria contrarietà alla sottoscrizione di atti conciliativi prima della conclusione degli accertamenti ancora pendenti, ritenendo che il completamento delle verifiche avrebbe consentito ai lavoratori di disporre di un quadro pienamente definito in ordine ai propri diritti, alle eventuali differenze retributive e contributive maturate e agli effetti previdenziali derivanti dalle attività ispettive.
Nonostante tale posizione, secondo quanto riferito dalla stessa organizzazione sindacale, si sarebbe comunque proceduto alla sottoscrizione di accordi conciliativi presso altre sedi sindacali.
Particolare attenzione continua inoltre ad essere rivolta agli aspetti contributivi e previdenziali, alla luce delle procedure attivate presso gli enti competenti a seguito degli accertamenti ispettivi.
“La vertenza non può considerarsi chiusa”, è la posizione espressa dalla CISL FP Napoli, che annuncia il proseguimento delle attività di tutela, monitoraggio e verifica.
Per il sindacato, il passaggio di 14 professionisti dal lavoro autonomo al lavoro dipendente rappresenta un risultato significativo, ma soltanto una tappa di un percorso che punta al pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori, alla stabilizzazione occupazionale e al superamento del ricorso a forme contrattuali non coerenti con l’effettiva organizzazione del lavoro nelle strutture sanitarie.
La vicenda della Clinica Mediterranea si conferma una delle vertenze sindacali più rilevanti e complesse degli ultimi anni nel comparto della sanità privata accreditata campana.
Una vertenza che, nell’ambito delle più ampie problematiche che hanno interessato alcune strutture del Gruppo Neuromed, ha coinvolto nel tempo questioni relative ai rapporti di lavoro, agli assetti occupazionali, alle esternalizzazioni, agli accertamenti ispettivi, alle differenze retributive e contributive e alla tutela delle professionalità sanitarie.
Il passaggio di 14 professionisti dal lavoro autonomo al lavoro dipendente rappresenta oggi un risultato significativo, ma secondo la CISL FP Napoli restano ancora aperti ulteriori approfondimenti e verifiche che potrebbero determinare nuovi sviluppi nell’ambito della vertenza.
Per tali ragioni, l’organizzazione sindacale ribadisce che il percorso non può considerarsi concluso e che proseguirà l’attività di tutela finalizzata alla piena stabilizzazione occupazionale, al riconoscimento dei diritti dei lavoratori e al completamento degli accertamenti ancora in corso.



