La Psiche in Quarantena

La Psiche in Quarantena

30 Aprile 2020 0 Di Gaetano Rossi*

L’isolamento ha dato la sensazione, mano a mano che si prolungava e non si vedevano vie d’uscita, di entrare in un tunnel buio dove solo ora si intravede un piccolo barlume di luce.

 

La Pandemia ha indubbiamente determinato e determinerà un profondo cambiamento dello stile di vita di ognuno noi. E’ accaduto nel passato che pandemie, guerre, attentati terroristici, oltre alle sofferenze traumatiche provocate nelle persone che le hanno subite, hanno come conseguenza comportato un cambiamento della società fondata su schemi d’irrigidimenti e, oserei dire, meccanismi di difesa quasi paranoici che se da un lato sono apparse subito preventive e necessarie, dall’altro lato hanno influito notevolmente sul nostro modo di essere e sul nostro modo, soprattutto occidentale, di percepire la Libertà stabilendone ulteriori confini.

Abbiamo Tutti la sensazione che il nostro Tempo non esista senza “accelerazioni e rallentamenti e, pertanto, si ha l’impressione che non riusciamo a cogliere quella “essenza” del Tempo per cui non abbiamo consapevolezza di come “attraversiamo” i giorni, le ore, i minuti, i secondi, con le loro frazioni e finzioni, soprattutto quando siamo immersi nella “produttività globale” della nostra Epoca. Il Lavoro che era diventato anche un rimedio contro le nostre angosce si è andato modificando o addirittura annullando e, in molte persone, ha alimentato uno stato di confusione che, dal punto di vista alchemico è definita anche liquefazione, che è alla base dello stress.

Il Tempo nei tempi del Covid 19 sembra essere diventato sempre più liquido. La quarantena, inizialmente accettata come unica difesa oggi esistente contro il propagarsi dell’infezione e conosciuta sin dal Medioevo, ha comunque dato concretamente l’impressione di un profondo isolamento. L’isolamento, a sua volta, ha dato la sensazione, mano a mano che si prolungava e non si vedevano vie d’uscita, di entrare in un tunnel buio dove solo ora s’intravede un piccolo barlume di luce in fondo. Allora cosa succede quando siamo in un tunnel buio e senza via d’uscita? Entra in scena il Panico nelle persone più fragili, oppure stati d’ansia generalizzati e di tensione continui, una flessione del tono dell’umore collegata anche a preoccupazioni e ruminazioni mentali pessimistiche circa il futuro anche economico e/o professionale. Sindromi da Disadattamento come reazioni a stress prolungato possono provocare nell’individuo sovraesposto l’alimentarsi di convinzioni negative che, a loro volta, impediscono abilità di coping o di strategie alternative che consentano l’adattamento e il superamento della fase di isolamento. A ciò si aggiunga l’inevitabile cambiamento stagionale con l’aumentare delle ore di luce che provoca sempre disturbi legati al sonno che vanno dalle difficoltà di addormentamento ai risvegli frequenti fino alle prime luci dell’alba. Ecco che in questo apparente isolamento pandemico sembra trarne un beneficio soprattutto Coloro che colgono l’occasione di meditare sulla propria interiorità e dare più attenzione e ascolto alle persone che ci stanno vicine o a compiere quelle azioni apparentemente di svago ma che assumono molta importanza quali il riposo, l’ozio, la lettura, l’ascolto della musica o delle persone che ci circondano: ecco un recupero dell’intimità. Intimità che è compromessa dai ritmi frenetici che ci impone l’orologio e il calendario. Approfittare quindi di questa fase così delicata della nostra esistenza per recuperare quella interiorità e intimità liquefatte dai ritmi stressanti della routine quotidiana per ri-cominciare a stupirsi davanti alla bellezza di un Alba o di un Tramonto.

*Psichiatra