Incredibile ma vero, dalla Lombardia infermieri in fuga verso il “bengodi elvetico”
31 Ottobre 2026COINA denuncia l’inerzia dell’assessore regionale e punta il dito verso Bertolaso.
Questa è davvero difficile da digerire, soprattutto se la leggiamo alla luce del presunto, e tante volte vantato, efficientismo lombardo. A maggior ragione se il protagonista della vicenda di emergenze, sanitarie e non, dovrebbe intendersi visto che è stato, per anni, capo e signore indiscusso della Protezione civile a livello nazionale.
Ed invece Bertolaso, attualmente assessore al welfare della Lombardia, lancia ancora uno sterile allarme sulla fuga degli infermieri verso la Svizzera, ammette che negli ospedali di confine si chiudono reparti per mancanza di personale e riconosce che in terra elvetica gli stipendi possono essere anche tre volte superiori. Ma dopo aver descritto una situazione così drammatica, cosa sta facendo concretamente per fermarla?
Mentre le corsie di Como, Varese, Lecco e Sondrio perdono professionisti, l’assessore continua a vestire i panni di un moderno Marco Polo della sanità, cercando infermieri dall’America Latina all’Uzbekistan. Il paradosso è evidente: andiamo a cercare personale a migliaia di chilometri mentre non riusciamo a trattenere chi deve percorrerne appena pochi per trovare condizioni migliori. La Lombardia è in agonia sul fronte infermieristico e non può permettersi una politica fatta di allarmi e soluzioni tappabuchi».
È la presa di posizione di Marco Ceccarelli, segretario nazionale del COINA, sindacato delle professioni sanitarie, dopo le dichiarazioni dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che ha ammesso: «Chiudiamo reparti ospedalieri per mancanza di infermieri».



