Gerardo Malagrino, il bell’aspetto apre le porte ma poi occorrono cervello e sostanza
26 Settembre 2026

Imprenditore affermato a soli 26 anni Gerardo Malagrino partecipa al concorso “Mister Italia” conquistando la fascia di Modello d’Italia.
È più semplice fare l’imprenditore o il modello?
Sono due mondi diversi che richiedono lo stesso sacrificio. Fare l’imprenditore è più difficile perché non stacchi mai: responsabilità, dipendenti, clienti, problemi da risolvere H24. Fare il modello sembra più semplice da fuori, ma ti mette davanti al giudizio immediato, devi lavorare su te stesso, sulla disciplina, sulla presenza scenica. Nessuno dei due è semplice, sono entrambi lavori che premiano solo se ci credi davvero.
Quand’è e com’è che una mente razionale di uno che fa impresa si cimenta in un terreno di sfida completamente estraneo alla sua esperienza lavorativa?
Ho deciso di investire su me stesso, non solo sulla mia azienda. Quando gestisci un’azienda, ogni scelta è un rischio, ogni errore lo paghi tu. Ma a forza di essere razionale ti dimentichi di rischiare per te, non per l’azienda.
A 26 anni mi sono guardato allo specchio e ho detto: ok, l’azienda gira, ho costruito qualcosa, ma io quanto valgo fuori da quell’ufficio? Mister Italia è stato il mio modo di rispondere. Un mondo dove non conta il fatturato, dove non sei il titolare, dove sei solo Gerardo. Senza appigli. Non è stata follia, è stata la cosa più imprenditoriale che potessi fare: investire su me stesso in un terreno che non conoscevo, accettando di poter anche fallire. E invece mi ha dato la fascia di Modello d’Italia.
Per “vincere” nella vita il bell’aspetto non basta, ma non si può negare che rappresenta un forte aiuto.
È la verità. Il bell’aspetto ti apre una porta, ma è il cervello e il carattere che ti fanno rimanere nella stanza. Ho visto tante persone belle che non vanno da nessuna parte, e tante persone con meno estetica che spaccano perché hanno testa, educazione e fame. L’immagine aiuta, soprattutto oggi, ma se non hai sostanza dopo 5 minuti crolla tutto. Io voglio essere ricordato per quello che costruisco, non solo per come appaio.
Per mantenersi in forma occorre certamente uno stile di vita adeguata: una quotidiana pratica sportiva ed un’alimentazione equilibrata. Lei quale via percorre?
Niente segreti strani. Mi alleno con costanza, 3/4 volte a settimana tra pesi e cardio e praticando Enduro ( L’enduro è una disciplina di moto fuoristrada. Gare lunghe, su sentieri naturali con fango, rocce, salite impossibili. Vince chi è più resistente e tecnico, non chi è più veloce in pista). Inoltre cerco di seguire un’alimentazione pulita, senza eccessi. Non sono estremista, mi concedo anche una cena fuori, ma la disciplina è la base. Fare impresa mi ha insegnato questo: se sei ordinato nella vita, lo sei anche nel lavoro e sul palco.
Che cosa immagina per il suo futuro: più impresa o più spettacolo?
Li immagino esattamente sullo stesso piano, non potrei e non vorrei scegliere. L’impresa è la mia storia. A soli 20 anni ho costruito una realtà solida facendo molti sacrifici, notti insonni e responsabilità verso i miei collaboratori e i miei clienti. È concretezza, è quello che mi ha insegnato il valore del lavoro. Lo spettacolo, e in particolare l’esperienza di Mister Italia e della fascia di Modello d’Italia, è stata una scoperta. Mi ha insegnato un altro tipo di disciplina: quella dell’immagine, della comunicazione, del saper stare davanti a una giuria e a un pubblico.

Oggi un imprenditore non può solo saper fare impresa, deve anche saperla raccontare. Per questo nel mio futuro vedo le due strade che si intrecciano. Voglio continuare a far crescere la mia azienda e allo stesso tempo crescere come modello e testimonial.
Uno non toglie tempo all’altro, uno dà forza all’altro. Non è più impresa o più spettacolo.
È più impresa. È più spettacolo.



