Da Terra dei fuochi a Terra del riscatto

Da Terra dei fuochi a Terra del riscatto

12 Dicembre 2018 0 Di Andrea Del Buono* e Armando D’Orta**

La Biologia Positiva, per spiegare perché alcuni individui vivono più di un secolo senza soffrire mai delle malattie croniche che affliggono la maggior parte degli esseri umani e proporre comportamenti vincenti.

Da alcuni anni il nostro gruppo di ricerca indipendente si occupa di studiare i longevi e copiarne i meccanismi biologici: oggetto di osservazione sono i nostri centenari in buona salute (“Biologia Positiva”), al fine di proporne i comportamenti vincenti e la loro biologia di successo come modello e stile di vita, in campo alimentare e sociale. Questi soggetti tuttavia non vivono nelle “Blue Zones”, ma in zone della Campania  ad alto rischio ambientale (Triangolo della Terra dei Fuochi), novelli “Hibakusha”, sopravvissuti al disastro dell’intossicazione da roghi.

Al contrario della ricerca medica odierna che accede facilmente a risorse finanziarie (giacché studiare patologie per ricavarne molecole innovative e brevettabili costituisce un business vantaggioso,) la biologia positiva è attualmente figlia di un Dio minore, in quanto produce unicamente conoscenza, stili di vita e abitudini.

Biologia Positiva significa, in ultima analisi, comprendere i fenotipi positivi: perché alcuni individui vivono più di un secolo senza soffrire mai delle malattie croniche che affliggono la maggior parte degli esseri umani molto prima nella loro vita? Perché alcuni individui sono più felici, ottimisti, talentuosi o hanno un ricordo migliore della maggior parte della gente? Il paradigma della biologia positiva si basa dunque sull’intuizione che il processo di evoluzione per selezione naturale non crea infine un organismo perfetto in termini di aspettativa di vita, resistenza alle malattie o altre abilità.

Osservazioni di eccezionale longevità o cognizione superiore presentano quindi affascinanti modelli di studio dei meccanismi biologici che spiegherebbero la resistenza o resilienza alle malattie. L’obiettivo di comprendere i fenotipi positivi è che tale conoscenza potrebbe portare a nuovi modelli comportamentali e sociali che migliorano in modo sicuro la cognizione o le emozioni positive, e dare vita ai giorni. Così come i più bravi coach e motivatori studiano i modelli comportamentali d’eccellenza per individuare le regole di successo, così noi scoviamo l’eccellenza del benessere biologico per fornire le indicazioni utili a mantenerlo o a raggiungerlo.

Nel nostro lavoro ci siamo concentrati sullo studio dei meccanismi di protezione biologica dei longevi della nostra terra, verso gli elementi inquinanti tossici inevitabili presenti nell’ambiente. I nostri dati preliminari ci consentono di affermare che una piccola modifica dello stile di vita e una adeguata educazione alimentare possono significativamente migliorare parametri metabolici e favorire l’eliminazione di tossici ambientali.

In conclusione anche in sintonia con altri studiosi ci pregiamo di indicare una via per la prevenzione dai danni ambientali. Studi pubblicati su costi/benefici pongono inoltre problemi di ordine etico ed economico. Tuttavia, utilizzando un approccio multidisciplinare e algoritmi validati a livello internazionale che consentano di quantificare economicamente le malattie o le morti risparmiate, sarebbe possibile aiutare i policy-maker a decidere, in modo efficace, come allocare le limitate risorse economiche disponibili verso interventi ambientali così complessi. L’uso di questi algoritmi può contribuire alla massimizzazione delle risorse destinate alla tutela di ambiente e salute, trasformando un contesto di incertezza in un rischio calcolabile.

Quelli che oggi sono dei costi, si trasformeranno domani in un guadagno per malattie e morti evitate. Assumendo che i benefici siano osservati vent’anni dopo, e dureranno per i successivi trent’anni, gli algoritmi permettono di stimare e dosare le risorse da investire, che debbono essere proporzionali al risultato previsto in modo da evitare sprechi e mal investimenti.

Tutto ciò è possibile, a nostro avviso, semplicemente controllando l’alimentazione, e inserendo nei piani di studio, a partire dalla scuola primaria, la scienza dell’alimentazione. Infine, i metalli pesanti giocano un ruolo importante, ma non unico se consideriamo l’insieme di tutti i tossici ambientali, nonché l’effetto dose cumulativo. Il nostro suggerimento è il loro importante utilizzo come biomarker dello stile di vita del paziente, e della salute del territorio.

*Immunoallergolo

** Nutrizionista