Covid-19, dopo l’infezione rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare

Covid-19, dopo l’infezione rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare

12 Aprile 2022 0 Di La Redazione

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal mostra che esiste un aumento del rischio di trombosi venosa profonda fino a tre mesi dopo l’infezione da COVID-19, di embolia polmonare fino a sei mesi dopo, e di un evento di sanguinamento fino a due mesi dopo. Lo studio, diretto da Ioannis Katsoularis, della Umeå University, in Svezia, mostra anche un rischio più elevato di eventi nei pazienti con comorbilità, individui con COVID-19 più grave e durante la prima ondata pandemica rispetto alla seconda e alla terza ondata. «È noto che COVID-19 aumenta il rischio di tromboembolia venosa, ma esistono meno prove sulla durata dell’aumento di questo rischio, se il rischio è cambiato durante le ondate di pandemia e se il COVID- 19 aumenta anche il rischio di sanguinamento maggiore» spiegano gli autori. Per rispondere a queste domande, i ricercatori hanno studiato un milione di persone con infezione confermata da SARS-CoV-2 tra il 1° febbraio 2020 e il 25 maggio 2021, abbinate per età, sesso e contea di residenza a più di quattro milioni di persone che non avevano avuto un risultato positivo del test per SARS-CoV-2. Hanno quindi calcolato i tassi di trombosi venosa profonda, embolia polmonare e sanguinamento negli individui con COVID-19 in un periodo di controllo e li hanno confrontati con i tassi di diversi intervalli di tempo dopo la diagnosi di COVID-19. Hanno poi calcolato i tassi di trombosi venosa profonda, embolia polmonare e sanguinamento durante il periodo da 1 a 30 giorni dopo la diagnosi di COVID-19 e li hanno confrontati con i tassi corrispondenti nel gruppo di controllo. I risultati mostrano che rispetto al periodo di controllo, i rischi erano significativamente aumentati fino a 90 giorni dopo COVID-19 per trombosi venosa profonda, 180 giorni dopo per embolia polmonare e 60 giorni per sanguinamento. Dopo aver tenuto conto dei fattori confondenti, i ricercatori hanno riscontrato un aumento di cinque volte del rischio di trombosi venosa profonda, di 33 volte del rischio di embolia polmonare e di quasi due volte del rischio di sanguinamento nei 30 giorni dopo l’infezione. «Questi risultati supportano misure atte a prevenire gli eventi trombotici, in particolare nei pazienti ad alto rischio, e rafforzano l’importanza della vaccinazione contro COVID-19» concludono gli autori.

 

 

Fonte: DoctorNews33