Castellammare, salvare la collina di Varano

Castellammare, salvare la collina di Varano

10 Luglio 2020 0 Di Claudio d'Esposito *

Attività di disboscamento a raso si stanno mettendo in essere in un periodo in cui si provocano gravi danni alla biodiversità e alla fauna ed avifauna selvatica.

 

Il WWF Terre del Tirreno con un dettagliato esposto – inviato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, al Ministero dell’Ambiente, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla Soprintendenza di Napoli e Provincia, alla Regione Campania Genio Civile e Difesa Suolo, alla Stazione Carabinieri Forestale e alla Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia – ha denunciato i lavori in atto all’altezza del tunnel di Varano della Circumvesuviana a Castellamare di Stabia, per tentare di salvare il bacino archeologico dell’antica Stabia dall’azione delle ruspe! Il WWF aveva già segnalato ad aprile, durante il lock-down, l’attività di taglio a raso della vegetazione e degli alberi sulla scarpata soprastante la stazione Circumvesuviana di Castellammare-centro. Giorni fa l’associazione del panda ha inviato un ulteriore esposto sul proseguo delle operazioni di taglio, che si stanno svolgendo, tra l’altro, in un sito ad alto rischio di franosità di versante. Il WWF sottolinea come con l’eliminazione della copertura boschiva stia venendo meno anche la preziosa funzione delle piante di trattenimento del terreno e delle rocce.

Inoltre le attività di disboscamento a raso si stanno mettendo in essere in un periodo in cui si provocano gravi danni alla biodiversità e alla fauna ed avifauna selvatica che è nel pieno dell’attività di nidificazione e accudimento dei piccoli, contravvenendo ai criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde richiamati nel recente Decreto 10 marzo 2020 del Ministero dell’Ambiente.

A tutto ciò si aggiunge l’aspetto culturale ed archeologico: un tesoro di inestimabile valore che rischia di sparire sotto i colpi delle trivelle.

Infatti, se dovessero partire i malaugurati lavori di sbancamento della collina, la soprastante Villa Arianna e la sottostante Grotta San Biagio sarebbero a rischio crollo a causa delle incessanti vibrazioni. Manco a farlo apposta i due gioielli d’arte stabiese si trovano l’uno sopra l’altro. Grotta San Biagio è uno straordinario ipogeo paleocristiano situato a quattro metri di profondità mentre Villa Arianna è una domus d’otium del I secolo avanti Cristo ubicata trenta metri più sopra.

Dalla Grotta, prima che diventasse una basilica, si estraeva il tufo per le ville sovrastanti raggiungibili attraverso viottoli che mettevano in contatto le due strutture. In seguito al terremoto dell’80, la collina di Varano fu soggetta ad alcuni smottamenti e per consolidarla si procedette a una colata di cemento che se, da una parte, ne preservò la staticità dall’altra ne distrusse botteghe e stradine. A fine giugno, nell’area soggetta a sbancamento, è riemersa una misteriosa galleria che potrebbe condurre nella Stabia romana e quindi in alto verso Villa Arianna oppure in basso nella Stabia medievale a Grotta San Biagio.

Se partissero i lavori del traforo di Varano, le trivellazioni metterebbero a serio rischio la staticità dei due monumenti. È opportuno puntualizzare che Grotta San Biagio, quarant’anni dopo il terremoto dell’80, è ancora puntellata lungo l’intero perimetro e le sue pitture, che spaziano dal VI al XV secolo, non reggerebbero all’aggressività delle trivelle.

Che rispetto c’è per un monumento vincolato dal Ministero dei Beni Culturali col decreto ministeriale del 4.12.1984 e notificato il 31.01.1985? Attualmente la Grotta si trova sotto la giurisdizione della Soprintendenza napoletana, del Parco Archeologico di Pompei, del Comune stabiese e della legittima proprietaria! Lo stesso discorso vale anche per la staticità di Villa Arianna (dotata di una magnifica architettura e di stupende pitture) continuamente in fase di restauro.

Per un progetto, francamente senza senso, Castellammare rischia di perdere due autentici attrattori culturali.

*Presidente del WWF Terre del Tirreno