Asl Na3, lo SMI: la Fimmg firma l’accordo e poi ne dimentica il contenuto…
16 Ottobre 2026Prima si sottoscrive un accordo. Poi si pretende di applicarlo secondo una lettura che ne altera la sequenza. E, nel mezzo, si chiede all’Azienda di coinvolgere altri medici, come se gli obblighi convenzionali potessero essere ampliati con una lettera sindacale. È questa la contraddizione che SMI contesta nella diffida FIMMG Napoli dell’8 ottobre nella persona di Gigi Sparano, relativa alla Casa della Comunità di Volla. Il punto è preciso: una programmazione che impiega personale RUAP non diventa illegittima soltanto perché non coinvolge anche tutti i medici già incaricati a ciclo di scelta. L’articolo 31, comma 6, nel testo sottoscritto dalla stessa FIMMG, prevede una sequenza: individuazione del fabbisogno, allocazione del personale convenzionato già operante ad attività oraria e successiva ripartizione dell’eventuale fabbisogno residuo tra i medici a ciclo di scelta interessati. La parola “residuo” non è un ornamento da cancellare quando diventa scomodo. Se le ore necessarie sono già coperte con i RUAP, quale ulteriore fabbisogno si dovrebbe distribuire? E perché si dovrebbe coinvolgere comunque altro personale? La richiesta di una ricognizione è comprensibile. La pretesa di trasformarla in un coinvolgimento obbligatorio generalizzato, invece, deve essere respinta. L’Azienda deve dimostrare le scoperture, quantificare le ore e motivare le assegnazioni. Non basta agitare il contratto: bisogna rispettarne anche le condizioni. FIMMG dovrebbe spiegare come concilia la propria richiesta con il testo che ha firmato. Perché sottoscrivere una procedura e poi denunciarne l’applicazione senza dimostrare l’esistenza di un fabbisogno residuo significa alimentare confusione proprio dove servirebbero chiarezza e responsabilità.
C’è poi il sabato. Il limite dal lunedì al venerdì previsto per le attività del comma 6 non può essere trasferito automaticamente a ogni incarico RUAP. Sono posizioni contrattuali differenti, che richiedono verifiche differenti. (storagehub.homnya.net)
L’organizzazione dell’assistenza primaria deve assicurare continuità sulle 24 ore attraverso l’integrazione dei servizi e la programmazione dell’attività oraria. La copertura è una responsabilità del sistema, da realizzare rispettando gli impegni individuali: non si può usare una disposizione riferita a una specifica categoria per cancellare indistintamente i turni degli altri.
Alla Napoli 3 Sud chiediamo atti, numeri e motivazioni.
Quante ore servono a Volla? Quante sono già coperte? Quali restano scoperte? Con quali criteri si intendono assegnarle?
Sono queste le risposte che l’Azienda deve fornire. Una diffida sindacale non può diventare la scorciatoia per introdurre obblighi ulteriori, né un alibi per evitare una programmazione trasparente.
SMI contesta l’interpretazione che pretende di trasformare il fabbisogno residuo in una chiamata generalizzata. E chiede all’ASL di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.
Chi ha firmato l’accordo ne rispetti le parole. Chi deve applicarlo non accetti che vengano riscritte per convenienza.



