Ruolo unico, “è questa la medicina territoriale del futuro?”

Ruolo unico, “è questa la medicina territoriale del futuro?”

15 Luglio 2026 Off Di Salvatore Caiazza & Pasquale Persico
Ruolo Unico: 10 ore a settimana a custodire muri e suppellettili. È questa la valorizzazione del Medico di Medicina Generale?
Ancora una volta la realtà supera ogni peggiore previsione.
Ad una collega sono state assegnate 10 ore settimanali, così ripartite:
* 6 ore presso la Casa della Comunità;
* 4 ore presso la sede unica dell’AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali. FONTEGRECA.
Fin qui qualcuno potrebbe pensare ad attività clinica, presa in carico dei pazienti, medicina di iniziativa o integrazione territoriale. Nulla di tutto questo.
Nelle quattro ore previste presso la sede unica dell’AFT, la collega rimane completamente sola, senza personale, senza un’organizzazione funzionale e, soprattutto, senza pazienti da assistere. Di fatto, è chiamata esclusivamente a presidiare locali, mura e suppellettili.
È questa la medicina territoriale del futuro? È questa la valorizzazione di un professionista che ha dedicato anni allo studio, alla formazione e all’assistenza dei cittadini?
La collega dott.ssa Tomassetti, suo malgrado, rappresenta oggi l’emblema delle distorsioni generate dall’applicazione del Ruolo Unico: un medico trasformato da professionista sanitario in semplice presidio fisico di una struttura.
Non si tratta di un caso isolato, ma del simbolo di un modello organizzativo che rischia di svilire profondamente la dignità della professione medica, disperdendo tempo, risorse pubbliche e competenze che potrebbero essere impiegate nell’assistenza ai pazienti, oggi sempre più bisognosi di cure.
SMI denuncia con forza una situazione che riteniamo inaccettabile. Le Case della Comunità e le AFT devono essere luoghi di assistenza reale, non contenitori vuoti da presidiare per giustificare modelli organizzativi calati dall’alto.
I medici di medicina generale devono curare i cittadini, non fare la guardia a edifici deserti.
Se questa è la concreta applicazione del Ruolo Unico, allora è doveroso aprire immediatamente una riflessione seria sulle sue conseguenze, prima che la mortificazione della professione diventi irreversibile.
La dignità dei medici non può essere sacrificata sull’altare di un’organizzazione inefficiente.