Tamponi e green pass in farmacia, aumenta il rischio frode

Tamponi e green pass in farmacia, aumenta il rischio frode

20 Gennaio 2022 0 Di La Redazione

In aumento le segnalazioni di comportamenti fraudolenti, anche in farmacia, di cittadini che cercano di entrare in possesso del green pass senza averne i requisiti. La tecnica dello “scambio di identità”

Sono in crescita le farmacie che effettuano tamponi antigenici rapidi, arrivando a circa 8 su 10 del campione analizzato, secondo gli ultimi dati di Altroconsumo. In questo contesto, anche a causa dell’estensione dell’uso del Green Pass, il rischio di frodi o comportamenti scorretti potrebbe aumentare. «Non mancano segnalazioni su aggressioni e tentativi di corruzione di farmacisti», ha detto, in un intervento a Mi Manda Rai3, Marco Cossolo, presidente di Federfarma, che fa anche una riflessione sulla sperimentazione di auto testing per inizio e fine quarantena in partenza in Emilia-Romagna.

Aumentano tamponi in farmacie. Si temono “furbetti” del Green Pass

È il nuovo aggiornamento dell’inchiesta realizzata da Altroconsumo, che verrà diffuso a breve, a rilevare un aumento nel numero di farmacie che effettuano tamponi antigenici rapidi: «Nell’indagine condotta nei giorni prima di Natale», ha detto Federico Cavallo, responsabile Public Affairs & Media Relation di Altroconsumo, «su un campione di 117 farmacie, distribuite in 10 Regioni, la quota di quelle che effettuavano tamponi si attestava al 68%. Secondo l’aggiornamento condotto in questi giorni e in via di pubblicazione tale numero risulta in crescita, andando a rappresentare l’82-83% del campione, circa 8 farmacie su 10». Un trend che trova d’accordo anche Marco Cossolo: «Le nostre stime sono per 14.000 farmacie che hanno aderito al Protocollo. Secondo quest’ultimo aggiornamento sarebbero circa 16-17.000. Da parte nostra, d’altra parte, continuiamo a sensibilizzare le farmacie ad aderire, a prestare supporto». C’è, tuttavia, un aspetto messo in luce durante la trasmissione, destinato forse a diventare più rilevante, in modo particolare in collegamento alla stretta sul Green Pass che è stata attuata in queste ultime settimane: la possibilità che il rischio di frodi e comportamenti scorretti in chi vuole ottenere un Green Pass rafforzato – senza vaccinarsi – aumenti. «Tentativi di corruzione e aggressioni ci sono state», ha detto Cossolo, forse con criticità più sentite «in contesti di maggiore densità abitativa. Nelle farmacie presenti in realtà più piccole si tende a conoscere di persona un po’ tutti». A ogni modo, «il nostro consiglio è di denunciarle immediatamente alle autorità, così come fatto fino a ora».

Tra le criticità, gli scambi di identità. Cossolo: Regioni al lavoro per maggiori controlli

Tra i meccanismi fraudolenti rilevati e sottolineati anche dalle cronache dei quotidiani c’è, poi, quello dello scambio d’identità: «Viene mandata a fare il tampone una persona positiva», spiega il giornalista Federico Ruffo, conduttore della trasmissione, «per ottenere a proprio nome, dopo dieci giorni e un tampone positivo, un Green Pass da guarigione». Un aspetto su cui si stanno cercando soluzioni: «Il Protocollo per l’esecuzione dei tamponi in farmacia», continua Cossolo, «è stato predisposto ad agosto, in un contesto e con obiettivi diversi dagli attuali, connessi, all’epoca, in modo particolare alla vaccinazione». Nel corso delle settimane il quadro di riferimento si è modificato e così pure la richiesta di tamponi alle farmacie da parte dei cittadini. Basti ricordare che le modifiche normative e le delibere attuate in molte regioni hanno permesso di accertare la positività con il solo tampone rapido, senza il passaggio con il molecolare: «Oggi le necessità sono anche altre». Mentre, «il Protocollo in questione, per esempio, non prevede il controllo della corrispondenza della identità di chi si reca in farmacia per il tampone, ma solo l’utilizzo della Tessera Sanitaria, che però non è utile per il riconoscimento della persona». Il tema è quindi all’attenzione delle Regioni e «alcune, come il Piemonte, stanno valutando la possibilità per le farmacie di verificare il documento di identità, un controllo che potrebbe essere d’aiuto». Ma di mezzo c’è la questione della Privacy: «a livello regionale, negli uffici competenti, sono state espresse al riguardo perplessità. Ne stiamo discutendo e ci auguriamo che si vada in questa direzione, sarebbe certamente un passo avanti».

Su self test resta il tema dell’esecuzione

Tra i tanti temi toccati c’è infine anche quello dell’autotesting: in Emilia-Romagna è in partenza la possibilità di determinare l’eventuale positività (e successiva negatività) al Covid e avviare formalmente il periodo di isolamento attraverso un tampone fai da te. Tale procedura è limitata agli assistiti della Regione «con Fascicolo sanitario elettronico attivato e che hanno già ricevuto la terza dose di vaccino anti-Covid (circa 2 milioni di persone la platea potenziale)», scrive la Regione. «La procedura di tracciamento attraverso il Sistema Tessera Sanitaria e le piattaforme regionali va sempre garantita», spiega Cossolo. Ma, a parte questo, «resta la questione della corretta esecuzione del tampone in autonomia, che non è così semplice». Non a caso, «farmacisti e anche infermieri seguono corsi di formazione per poterli effettuare».

 

 

Fonte: DoctorNews33